Antimafia ferma 56 imprese nel 2025 per Milano-Cortina e post sisma: metà legate alla Camorra

Manca meno di un mese all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, prevista per il 6 febbraio, e nel frattempo i controlli antimafia sui cantieri proseguono con intensità. Il bilancio 2025 della Struttura di prevenzione del Viminale si chiude in positivo: le iscrizioni all’Anagrafe antimafia degli esecutori sono salite a quota 24.876 rispetto alle 20.000 di ottobre, le interdittive adottate sono state 56 (contro le 26 del 2024) e gli accessi ispettivi nei cantieri hanno raggiunto quota 144.

Monitoraggio con prefetture, Gruppi interforze e Dia

Il controllo sulle opere legate ai Giochi proseguirà fino al completamento dei lavori, anche oltre la data dell’evento, per garantire la piena regolarità delle commesse. La competenza antimafia della Struttura, guidata dal prefetto Paolo Canaparo, non è limitata a confini territoriali e si fonda sulla collaborazione con le prefetture, i Gruppi interforze antimafia, la Direzione investigativa antimafia e il Gruppo interforze centrale della Polizia criminale.

Fondamentale è anche il ruolo delle stazioni appaltanti, che sottoscrivono protocolli di legalità con la Struttura e partecipano a tavoli di coordinamento: nel 2025 sono state convocate 39 cabine di regia per il confronto operativo e la condivisione delle informazioni.

Il “bollino di legalità”

Il modello operativo adottato prevede che nessuna impresa possa accedere ai cantieri, a qualsiasi titolo, senza essere iscritta con esito favorevole nell’Anagrafe antimafia degli esecutori. Questo requisito funziona come un vero e proprio “bollino di legalità”: senza di esso le aziende non possono partecipare alle attività legate alle commesse pubbliche.

Per rendere più efficiente la procedura è stata introdotta una forte digitalizzazione del processo di iscrizione e la precompilazione dei moduli. Gli operatori economici devono ora fornire solo informazioni essenziali al primo accesso alle piattaforme, mentre la maggior parte dei dati viene inserita automaticamente e sottoposta a verifiche preventive, con lo scopo di snellire le pratiche, ridurre gli errori e accelerare i tempi di ammissione.

Iscritti all’Anagrafe e distribuzione territoriale

L’elenco delle imprese ammesse all’Anagrafe è pubblico e aggiornato dalle autorità competenti. La composizione attuale delle iscrizioni riflette le principali aree di intervento: sono infatti 19.671 le imprese abilitate per la ricostruzione post sisma, 4.384 per i lavori legati a Milano-Cortina e 821 per l’edilizia sanitaria calabrese, per un totale che corrisponde a 24.876 operatori.

Dal punto di vista territoriale, la distribuzione registra una prevalenza di imprese provenienti dalle regioni più coinvolte nella ricostruzione: il 26,7% ha sede nelle Marche, il 14,8% in Abruzzo, il 12,13% nel Lazio, il 9,7% in Campania e il 6% in Lombardia. Questi dati sono utili per orientare gli interventi di controllo e di prevenzione delle infiltrazioni.

Interdittive e legami con la criminalità organizzata

Quando le verifiche amministrative evidenziano elementi opachi o segnali di rischio, la Struttura approfondisce gli accertamenti e, se necessario, adotta provvedimenti di interdittiva antimafia. Nel 2025 sono state emesse 56 interdittive, più del doppio rispetto alle 26 dell’anno precedente e in aumento rispetto alle 18 del 2023.

Alle interdittive si aggiungono tre misure di prevenzione di tipo collaborativo, applicate nei casi in cui sono stati rilevati tentativi di infiltrazione legati a fenomeni di agevolazione occasionale; tali misure impegnano le imprese in percorsi di self cleaning sottoposti a vigilanza, finalizzati a ripristinare i requisiti di legalità.

Sei delle imprese interdette nel 2025 risultavano in posizione di poter concorrere ai lavori per i Giochi olimpici; la loro attività principale era prevalentemente del settore edile. Dal punto di vista territoriale, la Campania mantiene una maglia nera storica in termini di provvedimenti dal 2017.

Analizzando le motivazioni delle interdittive, nel 2025 il 49% dei provvedimenti è stato adottato per legami accertati con la camorra, il 21% per connessioni con forme di criminalità organizzata presenti in Puglia e il 18% per rapporti riferibili alla ‘ndrangheta. Questi dati sottolineano come la lotta alle infiltrazioni sia centrale per tutelare la legalità delle opere pubbliche e la corretta destinazione delle risorse.

L’attività di prevenzione e controllo ha un impatto diretto sulla tutela del denaro pubblico, sulla qualità dei lavori e sulla sicurezza delle comunità locali: garantire procedure trasparenti nelle gare e la regolarità degli appalti è essenziale per il successo di grandi eventi come Milano-Cortina 2026, per la ricostruzione post sisma e per la realizzazione di infrastrutture sanitarie nel Mezzogiorno.

Il sistema di controllo combina strumenti amministrativi, indagini mirate e cooperazione tra istituzioni, con l’obiettivo di contemperare la rapidità necessaria per l’esecuzione delle opere pubbliche con il dovere di prevenire qualsiasi forma di infiltrazione criminale. Nei prossimi mesi, alla luce dell’avvicinarsi dei Giochi e dell’avanzamento dei cantieri, le attività di verifica e supporto alle stazioni appaltanti rimarranno prioritarie per le autorità competenti.



Author: Tony
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