Strategy schizza del 6% dopo la decisione di MSCI di non escludere dagli indici le imprese con tesoreria in asset digitali

MicroStrategy (MSTR) ha registrato un rialzo di circa il 6% nelle contrattazioni after-hours dopo che MSCI ha deciso di non escludere, per il momento, le cosiddette digital asset treasury companies (DATs) dai suoi indici.

MSCI ha spiegato la sua posizione con una nota:

“Distinguere tra società d’investimento e altre imprese che detengono attività non operative, come le risorse digitali, nell’ambito delle loro operazioni fondamentali piuttosto che a scopo di investimento richiede ulteriori ricerche e consultazioni con i partecipanti al mercato.”

MSCI ha aggiunto:

“Ad esempio, la valutazione dell’eleggibilità per l’inclusione negli indici di un insieme di queste tipologie di entità potrebbe richiedere criteri aggiuntivi, basati sui bilanci o su altri indicatori.”

Contesto e criteri di inclusione degli indici

La decisione riflette la complessità del quadro normativo e metodologico: gli indici come quelli di MSCI sono utilizzati come riferimento da numerosi fondi passivi e prodotti finanziari, pertanto ogni variazione nelle regole di inclusione può avere impatti significativi sui flussi di capitale.

La questione centrale è identificare quando una società che detiene criptovalute lo fa come parte integrante del proprio modello operativo o invece come semplice detenzione a fini d’investimento. La classificazione influisce su come gli indici interpretano la natura dell’azienda e, conseguentemente, sulla sua possibilità di rimanervi o di esserne esclusa.

MSCI indica che potrebbero essere necessari criteri quantitativi basati sui rendiconti finanziari, oltre a indicatori qualitativi per stabilire in modo coerente l’eleggibilità di queste società nei suoi indici.

Implicazioni per i flussi di capitale e per il mercato

Una esclusione dalle famiglie di indici principali comporterebbe per le società interessate la perdita di flussi passivi rilevanti, poiché molti fondi e ETF replicano la composizione degli indici e aggiustano le loro partecipazioni in base a tali composizioni. Per questo motivo la decisione di MSCI era attentamente monitorata dagli investitori.

Con l’ipotesi di esclusione momentaneamente scongiurata, è probabile che parte del capitale immobilizzato nelle attese possa tornare a interessare alcune società tesoreria di asset digitali, influenzando positivamente il sentiment di mercato nel breve periodo.

Oltre a MicroStrategy (MSTR), hanno registrato movimenti positivi, seppur contenuti, anche altre società con grandi riserve di asset digitali come Bitmine Immersion (BMNR), Sharplink (SBET) e Twenty One Capital (XXI) nelle contrattazioni after-hours.

Anche il prezzo di bitcoin ha reagito con un moderato rialzo, salendo di circa l’1% e attestandosi intorno ai 93.500 $ nelle fasi successive all’annuncio.

Prossimi sviluppi e monitoraggio

Il tema rimane in evoluzione: MSCI ha indicato la necessità di ulteriori consultazioni con operatori di mercato per definire criteri che possano essere applicati in modo coerente. Le modifiche metodologiche future potrebbero dunque ridefinire l’ammissibilità delle società che detengono risorse digitali nel loro attivo.

Gli investitori e gli operatori di mercato seguiranno con attenzione ogni aggiornamento metodologico, poiché le implicazioni per i portafogli indicizzati, per la liquidità e per la valutazione delle società coinvolte possono risultare ampie e durature.