La consulenza punta sull’intelligenza artificiale per accelerare la crescita delle imprese
- 7 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Non più una promessa tecnologica, ma una leva industriale che comincia a produrre risultati tangibili: la intelligenza artificiale ha superato lo stadio delle idee da convegno e si sta integrando sempre più nei processi quotidiani delle imprese.
Felice Chierichetti ha dichiarato:
“I principali benefici concreti e quantificabili sono quasi sempre l’aumento della produttività, il miglioramento dei processi decisionali e una significativa riduzione dei costi operativi.”
Le osservazioni di Felice Chierichetti, vicepresidente di Assoconsult con delega all’ Intelligenza Artificiale e alla Transizione Digitale, emergono anche nel volume AI e Consulenza, un incontro di successo, curato dall’associazione e pubblicato da Il Sole 24 Ore. Il libro raccoglie trentaquattro esperienze che fotografano il momento in cui la tecnologia smette di stupire e comincia a incidere concretamente sull’attività aziendale.
Una trasformazione industriale misurabile
I benefici già osservabili si manifestano in più ambiti: aumento della produttività operativa, processi decisionali supportati da analisi predittive e riduzione dei costi attraverso automazione intelligente. In applicazioni pratiche ciò significa, per esempio, manutenzione predittiva negli impianti, ottimizzazione dei flussi logistici, identificazione di frodi nelle compagnie assicurative e personalizzazione dei servizi nel retail.
Felice Chierichetti ha dichiarato:
“Il percorso di adozione dell’AI è un profondo cambiamento strategico, culturale e operativo, che richiede però un forte coordinamento trasversale tra le diverse funzioni aziendali e un costante coinvolgimento del top management. In questo quadro le società di consulenza svolgono un ruolo chiave nel colmare il value gap che spesso impedisce alle aziende di trasformare gli investimenti in risultati concreti.”
Settori coinvolti e casi pratici
La rivoluzione riguarda numerosi settori: manifattura, assicurazioni, pubblica amministrazione, sanità, energia, telecomunicazioni, retail e logistica stanno già sperimentando soluzioni che vanno dall’automazione dei processi alla diagnostica avanzata.
Un caso esemplare descritto nelle testimonianze è quello di un sistema di AI per lo scouting di fornitori capace di analizzare oltre 360 milioni di aziende a livello globale, applicando filtri finanziari, geografici e di proprietà. Strumenti di questo tipo supportano gli acquisti strategici, la valutazione del rischio fornitori, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e l’integrazione di criteri di sostenibilità e conformità.
Sfide, regolamentazione e impatto economico
Nonostante i progressi, permangono criticità rilevanti. Le analisi segnalano un divario di produttività tra Europa e Stati Uniti dovuto a un sottoinvestimento tecnologico persistente e a una minore diffusione delle competenze digitali. Per ridurre questo gap servono investimenti pubblici e privati mirati, programmi di formazione e una governance dei dati solida.
Sul piano regolatorio, la definizione di standard e normativi nazionali e sovranazionali — come il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) — influirà sul modo in cui le imprese progetteranno, testeranno e implementeranno soluzioni basate su AI, con implicazioni su trasparenza, responsabilità e tutela dei diritti degli utenti.
Accanto agli aspetti regolatori, restano sfide operative: qualità e integrazione dei dati, gap di competenze (data scientist, ingegneri del machine learning, manager del cambiamento), cybersicurezza e valutazione degli impatti etici. La misura dei risultati richiede metriche chiare per collegare gli investimenti in tecnologie ai miglioramenti reali dei processi e alla creazione di valore.
Ruolo della consulenza e prospettive future
Le società di consulenza svolgono una funzione di facilitatrici: aiutano a tradurre prototipi e progetti pilota in applicazioni su scala, definiscono roadmap tecnologiche e organizzative e supportano il top management nel presidio dei rischi e nella misurazione dei benefici.
In prospettiva, l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale potrà contribuire a rilanciare la competitività industriale se accompagnata da politiche di investimento, formazione e regolazione efficaci. L’esperienza raccolta finora indica che i guadagni sono concreti ma che il successo dipende da scelte strategiche coerenti e da una governance integrata delle tecnologie.