Bitcoin resta saldo oltre i 90.000 dollari mentre capitali freschi rientrano nelle criptovalute

Buongiorno, Asia. Ecco le principali notizie che stanno muovendo i mercati nella mattinata.

Questo briefing quotidiano sintetizza gli sviluppi più rilevanti registrati durante le ore di mercato del Stati Uniti e offre una panoramica sui movimenti e sulle analisi che influenzano asset e flussi istituzionali.

I mercati delle criptovalute hanno avviato l’anno in una fase di ricalibrazione più che in una ritirata netta: il Bitcoin si è consolidato oltre la soglia dei $90.000, mentre il Ether mostra segnali di recupero relativo man mano che il posizionamento istituzionale si adegua.

All’apertura delle contrattazioni a Hong Kong, il BTC ha registrato un lieve calo nelle scale temporali brevi ma è rimasto in un trading range dopo aver superato il livello psicologico dei $90.000.

George Mandres ha osservato:

“Con azioni, oro e altri metalli preziosi ai massimi storici, vediamo una dinamica di contrasto: da una parte il prezzo che tende a correggere verso l’alto per allinearsi agli altri asset, dall’altra la possibilità che nei prossimi mesi il prezzo scenda per rispettare il ciclo quadriennale.”

George Mandres ha aggiunto:

“La differenza rispetto a poche settimane fa, oltre al prezzo che è salito sopra i $90k, è l’inizio di un nuovo anno: i PNL si azzerano e gli investitori devono riassegnare capitale verso opportunità con rischio/rendimento interessanti.”

Plutosto che una correzione netta, il Bitcoin ha mostrato un andamento laterale, sintomo di una fase di digestione piuttosto che di distribuzione. Il cosiddetto effetto calendario rappresenta un elemento chiave che distingue l’attuale contesto rispetto alla fine del 2025.

La narrazione è leggermente diversa per Ethereum. Sebbene ETH abbia sovraperformato il Bitcoin su orizzonti settimanali e mensili, i dati sui futures evidenziano un raffreddamento del posizionamento.

Bradley Park, fondatore di DNTV Research, ha sottolineato l’importanza dell’open interest sui futures di Ethereum come contesto oltre i semplici grafici spot:

“L’aumento dell’open interest ha rispecchiato sempre di più la partecipazione istituzionale attraverso operazioni arbitraggio legate a prodotti simili agli ETF, mentre la sua riduzione indica uno smobilizzo.”

Bradley Park ha osservato inoltre:

“Il recente ritracciamento appare meno come una rottura strutturale e più come una perdita di momentum, con il posizionamento che si è riportato su livelli simili a quelli di luglio 2025.”

Quel reset del posizionamento non è comunque stato accompagnato da una forte vendita sul mercato spot, segnalando che l’adeguamento è avvenuto prevalentemente nelle componenti derivate.

Un rapporto recente di Glassnode conferma questa tendenza su scala più ampia: i mercati delle opzioni hanno ridotto il rischio in modo marcato, con una contrazione dell’open interest e aspettative di volatilità in aumento. Allo stesso tempo, i flussi negli ETF spot statunitensi sono tornati a mostrare afflussi netti, indicazione di domanda istituzionale riemergente ma anche di maggiore sensibilità al realizzo nel breve periodo.

Nel complesso, gli indicatori suggeriscono una fase di consolidamento e rotazione tra asset piuttosto che un sell-off generalizzato: il Bitcoin sta assorbendo narrative macro divergenti senza interrompere il trend, mentre Ethereum appare meno affollato e potenzialmente più ricettivo se i flussi istituzionali dovessero rilanciarsi.

Movimenti di mercato

BTC: Il Bitcoin è in trading laterale sopra i $90.000; l’azione dei prezzi riflette una fase di consolidamento dopo un recente rialzo più che una pressione di vendita rinnovata, con supporti macro e prudenza ciclica che si bilanciano.

ETH: Il Ether quota intorno a $3.247, mostrando un lieve arretramento su timeframe brevi ma mantenendo performance positive su base settimanale e mensile, segnale di resilienza nonostante il raffreddamento del posizionamento nei futures.

Oro: Dopo un rally di quasi il 65% nel 2025, diversi tavoli bancari vedono il oro spinto verso nuovi record nel 2026, sostenuto da tassi in calo, acquisti delle banche centrali e rischi geopolitici.

Nikkei 225: L’indice giapponese ha ceduto lo 0,45% nella giornata, mentre i mercati dell’area Asia-Pacifico hanno mostrato segnali contrastanti.

ASX 200: L’indice australiano ha segnato un progresso dello 0,38% dopo la pubblicazione di dati di inflazione inferiori alle attese, elemento che ha influito sulle prospettive di politica monetaria a livello locale.

Altri sviluppi nel settore cripto

In ambito regolamentare, permangono tensioni su aspetti etici e di compliance riguardanti proposte di legge sul settore cripto in esame al Senato, con scadenze parlamentari che potrebbero richiedere revisioni e compromessi su norme chiave.

Sul fronte giudiziario e di immagine, sono emerse cause che coinvolgono figure pubbliche e l’uso promozionale di piattaforme di gioco con criptovalute, tematiche che possono influire sulla percezione del settore e sulle relazioni con partner commerciali e regolatori.

Per chi segue i mercati, la raccomandazione rimane quella di monitorare le dinamiche di posizionamento sui derivati, i flussi negli ETF spot e le dichiarazioni delle istituzioni monetarie, poiché queste variabili determineranno in gran parte il prossimo passo dei corsi e la sensibilità ai realizzi.

Questo quadro indica che, nel breve termine, gli operatori dovrebbero attendersi movimenti di rotazione tra asset e una maggiore reattività ai dati macro e ai flussi istituzionali, più che shock sistemici immediati.