Auto elettriche in Italia accelerano del 46% nel 2025: serve una riforma fiscale per colmare il gap europeo

Il mercato delle auto elettriche in Italia ha mostrato nel 2025 una crescita significativa, con un incremento delle immatricolazioni del 46,1% e una quota di mercato delle vetture BEV pari al 6,2% nell’arco dell’anno. Nonostante questo progresso, il risultato rimane distante dalla media europea: secondo i dati di ACEA relativi a gennaio-novembre 2025 la quota media europea era del 18,8%. Il contesto nazionale resta tra i più sfidanti per la diffusione delle auto elettriche, rendendo necessarie riflessioni su come velocizzare il rinnovo del parco circolante e aumentare la penetrazione delle vetture completamente elettriche.

Motus E, associazione che sostiene la mobilità a zero emissioni, ha suggerito l’avvio di nuovi percorsi per favorire la diffusione dell’elettrico su strada e ha richiamato l’attenzione sulle politiche da mettere in campo per i prossimi anni.

Fabio Pressi ha detto:

“Adesso bisogna pianificare i prossimi passi.”

Fabio Pressi ha aggiunto:

“Colmare il gap con l’Europa è possibile, ma serve stabilità.”

Tra i temi sollevati dagli operatori figura in primo piano la fiscalità delle flotte aziendali. Molte aziende del settore reputano essenziale adeguare la normativa fiscale italiana a quella vigente in altri Paesi europei per rimuovere distorsioni nella scelta tra motorizzazioni e favorire l’adozione del veicolo elettrico da parte delle imprese. A questo dibattito partecipano attori che rappresentano le case automobilistiche straniere e la rete dei concessionari, con opinioni talvolta divergenti sulle tempistiche e sugli strumenti più efficaci.

Rimane aperta la questione sul ruolo degli incentivi pubblici: si tratta di strumenti costosi e con limiti evidenti, ma che finora hanno contribuito a sostenere le vendite. La discussione riguarda se proseguire con la stessa formula oppure evolverla verso meccanismi di lungo periodo che diano certezza agli investimenti e facilitino l’allineamento dell’Italia ai principali mercati europei.

I dati europei confermano la variabilità territoriale della transizione: nel periodo gennaio-novembre 2025 la quota di mercato delle elettriche ha raggiunto il 19,6% in Francia (con un aumento di 2,5 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), il 18,8% in Germania (+5,4 punti), l’8,8% in Spagna (+3,4 punti) e il 22,8% nel Regno Unito (+4,1 punti), secondo le rilevazioni di ACEA.

I numeri

Nell’anno chiuso al 31 dicembre 2025 in Italia sono state immatricolate 94.230 vetture full electric, un risultato in crescita del 46,1% rispetto al 2024 e corrispondente a una quota di mercato del 6,2% (era il 4% nel 2024). Al medesimo periodo il parco circolante nazionale contava 365.091 auto elettriche.

Il mercato complessivo dell’auto ha tuttavia registrato una lieve contrazione, con una riduzione delle immatricolazioni del 2,1% rispetto all’anno precedente. Nel mese di dicembre, le registrazioni di vetture elettriche sono aumentate in modo marcato (12.015 unità, +107,2% rispetto a dicembre 2024), effetto in gran parte delle misure di incentivo attivate a ottobre e delle consegne correlate agli ordini prenotati su piattaforma.

Significativo anche il progresso nel comparto dei veicoli commerciali leggeri elettrici: nonostante l’assenza di incentivi specifici, le immatricolazioni sono salite del 118% a 8.234 unità, portando la quota di mercato dal 2% al 4,6%. Anche i veicoli pesanti a zero emissioni hanno registrato un aumento, con 594 unità e una quota del 2,2% (era lo 0,7% nel 2024).

Questi sviluppi suggeriscono che la domanda di mezzi elettrici sta emergendo anche in segmenti collegati alla logistica e ai servizi urbani. La crescita dei veicoli commerciali indica opportunità per politiche mirate in settori come il last mile delivery, dove la decarbonizzazione può avere impatti significativi sulla qualità dell’aria nelle aree urbane.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche e dell’industria, la transizione verso l’elettrico richiede misure coordinate: stabilità normativa e fiscale per gli operatori e per i privati, incentivi calibrati nel tempo, interventi per accelerare la diffusione della rete di ricarica e incentivi all’infrastrutturazione delle imprese, nonché iniziative per incentivare il mercato dell’usato elettrico. Un allineamento con le normative europee sulla fiscalità delle flotte e una chiara strategia nazionale potrebbero ridurre le incertezze e stimolare investimenti produttivi e infrastrutturali.

Per le istituzioni nazionali e locali, il nodo chiave sarà coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica delle politiche, coinvolgendo le diverse parti interessate — dalle case automobilistiche ai distributori di energia, dalle reti di vendita alle amministrazioni locali — per accompagnare la trasformazione del settore in modo efficiente e compatibile con gli obiettivi climatici europei.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.