A dicembre impennata dell’inflazione in Italia: +1,2% su base annua
- 7 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
A dicembre, secondo le stime preliminari diffuse da Istat, l’inflazione registra un aumento tendenziale pari a +1,2% su base annua, con una crescita mensile dello 0,2%, riportandosi sui livelli osservati a ottobre.
Nella media dell’anno 2025 i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in accelerazione rispetto al +1,0% rilevato nel 2024.
Dettaglio delle componenti che hanno guidato l’aumento
Il rialzo medio del 2025 è stato influenzato in modo significativo dalla dinamica dei beni energetici regolamentati, che hanno segnato una variazione annua del +16,2% (da -0,2% nel 2024), e dai beni alimentari non lavorati, passati a +3,4% rispetto al +2,3% dell’anno precedente.
L’inflazione di fondo, ossia la misura che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari non lavorati, si è attestata a +1,9% nel 2025, lievemente inferiore al +2,0% del 2024, segnalando una pressione sui prezzi ancora presente ma moderata.
Carrello della spesa e prodotti a maggiore frequenza d’acquisto
A dicembre si è intensificata la crescita annua dei prezzi dei prodotti del cosiddetto carrello della spesa, destinati alla cura della casa e della persona: l’indice è salito da +1,5% a +2,2% rispetto al mese precedente.
In modo coerente, i prodotti ad alta frequenza d’acquisto — quelli che le famiglie acquistano più spesso — sono passati da un tasso annuo del +2,0% a +2,2%, indicazione che l’inflazione si sta riflettendo anche sui consumi quotidiani.
Reddito disponibile, risparmio e potere d’acquisto delle famiglie
Nel terzo trimestre del 2025 famiglie e bilanci domestici evidenziano segnali di rafforzamento: il reddito disponibile è aumentato del 2,0% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali è cresciuta soltanto dello 0,3%.
La propensione al risparmio è salita all’11,4%, con un incremento di 1,5 punti percentuali rispetto al periodo precedente, mentre il potere d’acquisto è migliorato dell’1,8% su base congiunturale. Questi dati suggeriscono che le famiglie hanno aumentato la capacità di spesa reale ma mantengono una quota maggiore di reddito destinata al risparmio.
La combinazione di maggiore reddito disponibile e risparmio crescente può dipendere da diversi fattori: accumulo di risorse dopo la fase pandemica, aspettative di incertezza economica e l’effetto di politiche fiscali o trasferimenti che hanno sostenuto i bilanci delle famiglie.
Situazione nell’area dell’euro e implicazioni per la politica monetaria
Secondo la stima flash di Eurostat, l’inflazione annua nell’Eurozona si è attestata al 2,0% a dicembre 2025, in lieve discesa rispetto al 2,1% di novembre.
Per le principali componenti, i servizi hanno continuato a mostrare il tasso annuo più elevato (3,4% a dicembre vs 3,5% a novembre), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (2,6% vs 2,4%), beni industriali non energetici (0,4% vs 0,5%) e dall’energia, che ha fatto registrare una variazione negativa di -1,9% contro il -0,5% del mese precedente.
Questi andamenti hanno rilevanza per le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea: una moderata discesa dell’inflazione complessiva unita a pressioni sui prezzi dei servizi implica valutazioni bilanciate su eventuali aggiustamenti dei tassi e sull’orientamento del sostegno alle condizioni finanziarie.
Prospettive e rischi
Le prospettive per l’inflazione rimangono esposte a vari fattori di rischio: la volatilità dei prezzi energetici, l’andamento dei costi delle materie prime, le dinamiche salariali e le condizioni della domanda interna. La capacità delle famiglie di mantenere consumi sostenuti dipenderà dall’evoluzione del mercato del lavoro, dall’inflazione di fondo e dalle manovre di politica economica e monetaria.
In sintesi, i dati preliminari indicano una ripresa contenuta dei prezzi al consumo in Italia nel 2025, con segnali di miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie ma anche con un aumento del risparmio che può frenare la spinta della domanda interna. Le autorità economiche e monetarie continueranno a monitorare l’equilibrio tra stabilità dei prezzi e sostegno alla crescita.