Oltre 400 turisti bloccati in Yemen, tra cui 80 italiani

Finale burrascoso delle vacanze nell’arcipelago conosciuto come le «Galapagos dell’Oceano Indiano»: oltre 400 turisti stranieri, tra cui circa ottanta italiani, sono rimasti bloccati a Socotra dopo la sospensione dei voli dall’aeroporto locale legata all’aggravarsi delle tensioni militari nello Yemen continentale.

Una turista italiana ha detto:

«Siamo qui in attesa»

I visitatori restano negli hotel e nei campeggi dove avevano prenotato tramite tour operator, sull’isola famosa per la biodiversità e inserita nella lista dei patrimoni Unesco. Al momento non è possibile stabilire con certezza quando saranno organizzati i rientri.

La stessa turista ha detto:

«Stiamo bene, ma la situazione non è confortevole e non abbiamo informazioni sul nostro rientro»

La turista ha aggiunto:

«La gente del posto è molto gentile e ci sta ospitando»

La turista ha precisato:

«Non siamo in “paradiso” come dicono, ma ammassati negli hotel perché solo qui c’è la connessione»

L’Unità di Crisi della Farnesina è attiva per agevolare il rientro dei connazionali, coordinandosi con i tour operator e con l’Ambasciata d’Italia a Riad. Le autorità italiane sconsigliano da tempo viaggi nello Yemen a causa delle condizioni di sicurezza sull’intero territorio, compresa l’isola di Socotra.

Blocco del traffico aereo e visitatori coinvolti

Le autorità locali hanno confermato la sospensione dei collegamenti aerei nella zona controllata dal Consiglio di Transizione del Sud (Stc), sostenuto dagli Emirati. Il vicegovernatore dell’isola ha riferito che i voli sono stati cancellati e che sul territorio si trovano centinaia di turisti stranieri.

Yehya ben Afrar ha detto:

«Abbiamo più di 400 turisti stranieri… i loro voli sono stati cancellati»

Tra i visitatori bloccati figurano cittadini di diverse nazionalità: oltre a italiani, sono presenti turisti britannici, francesi, statunitensi, cinesi, russi, spagnoli e polacchi, secondo segnalazioni locali e diplomatiche.

Una viaggiatrice ha raccontato:

«I voli sono interrotti già dal 2 gennaio e lo sapevano già dal 30 dicembre, ma non ci hanno detto nulla»

Molti turisti raggiungono l’isola tramite scali negli Emirati Arabi Uniti, e diversi gruppi avevano scelto Socotra per trascorrervi le festività di fine anno.

Le tensioni e il contesto regionale

La crisi attuale è collegata all’escalation di scontri tra i separatisti dello Stc, parte del governo nazionale ma con propri obiettivi autonomisti, e altre fazioni governative sostenute dall’Arabia Saudita. All’inizio di dicembre lo Stc ha esteso il proprio controllo su ampie aree del sud del Paese, scatenando operazioni militari da parte delle forze rivali.

Venerdì scorso sono state segnalate offensive contro posizioni dello Stc nella provincia di Hadramout, accompagnate da attacchi aerei. In quei scontri sono stati riportati diversi morti tra i combattenti separatisti, con bilanci che le fonti locali quantificano in decine di perdite.

Lo Yemen ha alle spalle un conflitto protratto: tra il 2014 e il 2022 il Paese è stato teatro di una guerra che ha visto contrapposti una coalizione guidata da Riad e i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, con un pesante tributo di vittime e danni alle infrastrutture. Dopo anni di violenze è seguita una fase di tregua, ma la situazione rimane instabile e suscettibile di nuove escalation locali.

Le ricadute per il turismo e per la sicurezza dei cittadini stranieri sono immediate: la chiusura dello scalo, la mancanza di informazioni puntuali e la complessità del coordinamento diplomatico rendono il rientro complesso e richiedono interventi di carattere consolare e logistico da parte degli Stati coinvolti.

Le autorità competenti continuano a monitorare l’evolversi della situazione e a lavorare per trovare soluzioni di rimpatrio sicure e tempestive, in collaborazione con partner locali e operatori del settore.



Author: Tony
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