Mercosur, l’Italia pronta a dire sì dopo garanzie per agricoltori e risorse
- 6 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Italia sarebbe pronta a sostenere l’accordo di libero scambio tra Unione europea e i paesi del Mercosur dopo aver ottenuto garanzie specifiche per il settore agricolo e possibili risorse aggiuntive dal bilancio dell’Unione.
Una fonte del settore ha detto:
“Il programma dovrebbe essere questo, credo sia solo questione di tempo. I nostri rappresentanti qui vorrebbero prendere ancora un po’ di tempo, ma temporeggiare al Coreper del 9 lo vedo complicato. A quanto mi risulta, un’indicazione definitiva da Roma dovrebbe arrivare il 7 gennaio. Oggi la darei al 75%.”
Secondo fonti informate, il via libera italiano è atteso nel voto degli ambasciatori dell’Unione europea previsto per il 9 gennaio e, se confermato, rimuoverebbe l’ultimo ostacolo politico prima della firma formale dell’intesa, programmata per il 12 gennaio.
Un mese fa Italia, insieme a Francia, aveva promosso il rinvio delle decisioni chiedendo tutele più forti per i produttori agricoli europei; le trattative hanno riguardato in particolare clausole di salvaguardia, requisiti ambientali e misure di accompagnamento per mitigare l’impatto sui mercati interni.
Dettagli dell’accordo e impatti attesi
Secondo la Commissione europea, l’intesa con il Mercosur coinvolgerebbe complessivamente oltre 720 milioni di consumatori tra Europa e Sud America. L’eliminazione dei dazi applicati ad alcune categorie merceologiche da parte dei paesi del blocco sudamericano dovrebbe ridurre i costi per gli esportatori europei, con stime che indicano risparmi significativi per l’industria dell’Unione.
Il gruppo del Mercosur comprende i paesi del Brasile, della Argentina, dell’Uruguay e del Paraguay. Per il comparto agricolo europeo la questione principale resta la concorrenza sui prezzi e il rischio di pressioni sui redditi agricoli, oltre al tema della tracciabilità e della tutela ambientale legata a pratiche come la deforestazione.
Per questo motivo le garanzie richieste da alcuni Stati membri riguardano meccanismi di controllo, clausole di salvaguardia e, dove necessario, l’impegno a finanziare misure di accompagnamento dal bilancio comunitario per sostenere la transizione dei settori più esposti.
Tempistiche e passaggi procedurali
Il procedimento decisionale nell’Unione europea prevede più livelli: il primo voto politico degli ambasciatori al Coreper prepara il terreno per la decisione finale degli Stati membri. La firma formale del trattato è ipotizzata per il 12 gennaio, a condizione che i passaggi intermedi confermino il supporto necessario.
I Ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea si riuniranno a Bruxelles per una sessione speciale dedicata sia all’accordo commerciale con i paesi del Mercosur sia alla Politica agricola comune (PAC), un’occasione per confrontarsi sulle misure di accompagnamento e sui potenziali effetti sugli agricoltori.
Le riunioni tecniche e politiche di questa settimana servono anche a preparare il voto degli Stati membri, atteso entro la fine della settimana: il risultato di questi incontri determinerà i tempi e le condizioni per l’entrata in vigore dell’accordo.
Conseguenze politiche e controlli successivi
Sul piano politico, l’intesa mette in luce le tensioni interne all’Unione europea tra chi spinge per l’apertura dei mercati e chi chiede protezioni per i settori più vulnerabili. Il ruolo dei governi nazionali è cruciale nel bilanciare interessi commerciali, ambientali e sociali.
Se il voto politico verrà confermato, l’accordo dovrà essere accompagnato da meccanismi di monitoraggio e da eventuali clausole di salvaguardia per garantire il rispetto degli standard sanitari, fitosanitari e ambientali. Saranno inoltre dettagliate le tempistiche di applicazione e le modalità di accesso a eventuali fondi di accompagnamento per i settori interessati.
In prospettiva, il successo dell’intesa dipenderà dalla capacità delle istituzioni europee e degli Stati membri di attuare controlli efficaci e di predisporre strumenti che limitino impatti negativi sui produttori locali, garantendo al contempo benefici per i consumatori e le filiere export.
Il dibattito proseguirà nelle prossime giornate con attenzione ai dettagli tecnici e alle eventuali concessioni richieste dalle delegazioni nazionali, che decideranno l’esito finale del negoziato.