Dopo le festività al via la prima tornata di scioperi 2026: aerei, bus, tram e treni paralizzati per undici giorni

Dopo le festività natalizie prende il via un calendario di agitazioni nel settore del trasporti che, nel corso di gennaio, si articolerà in undici giornate di sciopero tra iniziative locali e mobilitazioni a carattere nazionale, coinvolgendo il trasporto pubblico locale, le infrastrutture ferroviarie, il trasporto aereo, i taxi e il trasporto merci. Le astensioni dal lavoro dureranno da 4 a 24 ore in base alle proclamazioni dei vari sindacati e alle specifiche adesioni delle aziende.

Programma delle giornate di protesta

L’8 gennaio è prevista una giornata di scioperi a livello locale, provinciale e regionale che interesserà bus, tram, treni e metropolitane. L’agitazione coinvolgerà il personale della Tua (unità di produzione delle province di Pescara e Chieti), il personale viaggiante e della divisione ferro delle linee vesuviane della Eav a Napoli (24 ore), nonché il personale della Sasa di Bolzano, le strutture della Tua in Teramo e in tutta la regione Abruzzo, comprese le unità produttive di Lanciano.

Il 9 gennaio è prevista un’astensione di intera giornata nel trasporto locale in Sardegna. Nello stesso giorno il personale della Swissport Italia operante a Milano Linate e gli addetti al ground handling degli scali di Linate e Malpensa osserveranno uno sciopero di 24 ore. Sempre il 9 incroceranno le braccia per 24 ore le assistenti di volo di easyJet e per 8 ore il personale di cabina di Vueling. Il 10 gennaio è prevista una mobilitazione di 8 ore a livello nazionale del personale di Rfi impiegato negli impianti di manutenzione delle infrastrutture ferroviarie.

Il 12 gennaio è fissato uno sciopero di 23 ore nella Trenord. Il 13 gennaio si svolgerà uno sciopero nazionale dei taxi di 24 ore, proclamato da numerose sigle sindacali, mentre nello stesso giorno il personale della Busitalia Sita nord in Umbria aderirà a uno stop di 24 ore.

Il 14 gennaio sarà interessato il trasporto merci con uno sciopero che coinvolgerà il personale della Dinazzano Po e della Captrain Italia. Il 15 gennaio è prevista una giornata di astensione di 24 ore per il personale delle società del gruppo Atm a Milano.

Il 16 gennaio il servizio di trasporto pubblico locale subirà nuove interruzioni: in Molise è prevista una protesta di 5 ore relativa alle aziende del servizio extraurbano; a Roma è annunciato uno sciopero di 4 ore per le autolinee Scoppio e interventi per il personale di Autoservizi Russo. Nello stesso giorno sono previste 24 ore di stop per i bus delle società Segesta a Palermo, Etna Trasporti a Catania e Interbus a Enna.

Il 23 gennaio è programmato uno sciopero di 8 ore del personale di Trenitalia operativo presso l’omcc di Santa Maria la Bruna a Napoli. Il 29 gennaio l’intera giornata di agitazione interesserà il personale della Conerobus di Ancona. Il 30 gennaio sono previste 8 ore di sciopero per il personale della circolazione e dell’orario di Rfi nell’area di Bologna, mentre per 4 ore si fermeranno i lavoratori delle autolinee Gallo, Giamporcaro e Sais.

Contesto e possibili effetti

Le agitazioni riguardano un ampio spettro di operatori: aziende di trasporto locale, imprese ferroviarie e aeroportuali, operatori del trasporto merci e rappresentanti dei tassisti. Le ragioni alla base delle mobilitazioni includono questioni contrattuali, richieste su condizioni di lavoro, sicurezza e organizzazione del servizio, oltre a rivendicazioni legate a investimenti e finanziamenti pubblici al settore.

Gli scioperi possono provocare disagi significativi per i pendolari, per i viaggiatori che utilizzano gli scali aeroportuali e per le catene logistiche che dipendono dal trasporto su strada e ferroviario. Interruzioni dei servizi di manutenzione o della circolazione possono avere effetti a catena sulla regolarità delle corse e sulla puntualità.

Per attenuare i disagi è raccomandabile pianificare gli spostamenti in anticipo, verificare gli orari e le eventuali comunicazioni ufficiali delle singole aziende di trasporto e considerare soluzioni alternative nei giorni interessati dalla mobilitazione. Le prefetture e gli enti locali, nelle proprie competenze, possono intervenire per coordinare servizi minimi e mitigare gli impatti sulle utenze.

La successione delle giornate di sciopero evidenzia l’eterogeneità delle realtà coinvolte, con ripercussioni che varieranno a livello territoriale: nelle aree metropolitane il peso delle interruzioni potrà risultare più marcato, mentre in contesti locali potranno esserci ripercussioni sui collegamenti extraurbani e sui servizi essenziali per la mobilità quotidiana.



Author: Tony
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