Sicurezza, 2025: l’Esercito ha formato mille operatori di droni
- 3 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Difesa concentra gli sforzi sulla formazione, con un’attenzione particolare a preparare il personale contro una minaccia in rapida crescita: quella dei droni. L’intento è sviluppare competenze autonome per l’impiego operativo di questi sistemi, integrandole nelle attività quotidiane dei reparti.
A poco più di un anno dall’avvio del Centro di formazione per aeromobili a pilotaggio remoto dedicato alle categorie mini e micro, ospitato presso il 41° Reggimento IMINT “CORDENONS”, l’Esercito ha raggiunto la soglia di oltre mille operatori qualificati all’impiego di droni di massa inferiore ai 20 kg.
Il percorso formativo è strutturato in fasi distinte — attività a distanza, addestramento in sede e moduli di livello Basic e Advanced — e prevede verifiche teoriche e prove pratiche di volo. Al termine del ciclo, i militari ottengono la qualifica per l’uso operativo degli Aeromobili a pilotaggio remoto.
Oltre 200 esercitazioni nel 2025
Nel 2025 l’addestramento ha costituito il nucleo dell’attività con più di 200 esercitazioni svolte in territorio nazionale e all’estero, in scenari via via più realistici e complessi. Le esercitazioni mirano a far fronte a situazioni non predeterminate, superando approcci tradizionali alla gestione della minaccia e favorendo una preparazione continua e adattabile.
L’addestramento congiunto con militari di Paesi amici e alleati ha potenziato lo scambio di competenze, rafforzando l’amalgama dei reparti e la loro interoperabilità nelle operazioni multilaterali.
Nuove capacità nel contrasto e nelle operazioni complesse
Parallelamente alle attività con i droni, sono state sviluppate capacità nei settori cibernetico ed elettromagnetico, con particolare attenzione al contrasto ai droni e al combattimento in contesti difficili, come gli ambienti sotterranei. Questi sviluppi mirano a tutelare le forze e a preservare la libertà d’azione nelle fasi operative.
Si è inoltre proseguito il rinnovamento dei mezzi e dei sistemi d’arma, introducendo piattaforme di nuova generazione e potenziando le capacità di difesa aerea e di ingaggio a lunga distanza, elementi ritenuti fondamentali per la protezione degli assetti sensibili.
Un impulso significativo è stato dato alla digitalizzazione dei processi: l’adozione di applicativi informatici e strumenti mobili ha semplificato le procedure amministrative, riducendo gli oneri burocratici sui reparti e liberando risorse di tempo da destinare all’addestramento operativo.
Nel complesso, l’investimento su formazione, tecnologie e interoperabilità aumenta la preparazione operativa delle forze, migliorando la capacità di prevenzione e risposta alle minacce emergenti e rafforzando il contributo nazionale alle attività di sicurezza e cooperazione internazionale.