Il fondatore di Aave rilancia dopo il voto sulla governance con una nuova strategia

Stani Kulechov, fondatore e amministratore delegato di Aave, ha delineato una visione strategica più ampia per il protocollo dopo il controverso voto di governance che ha respinto una proposta volta a trasferire alla DAO il controllo dei diritti sul marchio e della proprietà intellettuale.

Il voto fallito ha riacceso il dibattito nella comunità su direzione a lungo termine e struttura di governance del progetto, questioni che Kulechov ha affrontato in modo diretto in una comunicazione pubblicata sul forum di governance.

Visione strategica oltre il lending

Nella sua nota Kulechov sostiene che il protocollo deve evolvere oltre il nucleo del lending in ambito DeFi per cogliere opportunità nei RWAs, nel credito istituzionale e in prodotti finanziari orientati al consumatore. Secondo lui, lo sviluppo futuro richiede l’ampliamento del perimetro operativo verso asset più vicini all’economia reale e a operatori tradizionali.

Stani Kulechov ha detto:

“La comunità si trova a un bivio: senza un’espansione verso nuovi mercati, la traiettoria di crescita della DeFi resta incerta.”

Tra le misure annunciate, Aave Labs intende destinare ai detentori del token AAVE una parte dei ricavi non generati direttamente dal protocollo, ampliando così i meccanismi con cui il token può catturare valore oltre la sola partecipazione alla governance.

È previsto inoltre un nuovo ordine del giorno di governance che ripresenterà questioni legate alla proprietà intellettuale e ai diritti sul marchio, dopo le critiche sollevate dalla comunità rispetto alla precedente iniziativa.

La disputa sui ricavi da swap

Al centro del conflitto di governance c’è il tema dell’allocazione delle commissioni generate da alcuni swap di token che transitano per servizi di scambio decentralizzati integrati nell’ecosistema. La controversia riguarda se tali ricavi debbano spettare alla DAO — rappresentante degli holder di AAVE — o restare sotto il controllo dei team di sviluppo di Aave Labs.

Parte dello scambio è instradata attraverso CoW Swap, una piattaforma di trading che permette scambi diretti. La decisione su come trattare questi flussi ha implicazioni pratiche per la distribuzione dei proventi e per la percezione di veramente decentralizzata della governance.

Alcuni membri della comunità hanno anche sollevato dubbi sull’acquisto da parte di Kulechov di una significativa quantità di token AAVE nelle settimane precedenti il voto, ipotizzando un intento di influenzare l’esito. Kulechov ha respinto questa accusa, spiegando le ragioni personali dell’acquisto.

Stani Kulechov ha risposto:

“L’acquisto riflette la mia convinzione personale nel progetto e non un tentativo di condizionare il voto.”

Implicazioni e prossimi passi

La discussione mette in luce alcune criticità tipiche delle piattaforme nate in ambito DeFi: la gestione della proprietà intellettuale, la distinzione tra ricavi di protocollo e ricavi aziendali, e la necessità di regole chiare per la partecipazione decisionale. Ogni soluzione avrà impatti legali, fiscali e operativi che richiederanno analisi approfondite e possibili adeguamenti normativi.

Il settore valuta l’ammontare complessivo degli asset finanziari globali come un’opportunità potenziale per i RWAs, uno scenario che potrebbe ridefinire i confini tra finanza tradizionale e infrastrutture tokenizzate. Nel frattempo, il valore totale bloccato in Aave ha superato soglie significative in passato, a testimonianza della scala raggiunta dal protocollo.

Nei prossimi mesi la comunità sarà chiamata a votare nuove proposte che tenteranno di bilanciare interessi diversi: tutela del marchio e della proprietà intellettuale, partecipazione degli holder, e modelli di remunerazione che incentivino l’adozione istituzionale e la protezione degli utenti. La capacità di trovare un consenso operativo determinerà la direzione di sviluppo e la fiducia degli investitori.