Bitfarms cede impianto in Latam per 30 milioni di dollari
- 3 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitfarms ha annunciato l’uscita completa dal mercato latinoamericano dopo la vendita di un impianto in Paraguay, operazione che porta le sue attività energetiche a essere interamente concentrate in Nordamerica.
Dettagli della cessione
L’accordo prevede la cessione, a favore del Sympatheia Power Fund, delle quote della controllata che detiene l’impianto da 70 megawatt (MW) situato a Paso Pe. Il corrispettivo complessivo è di circa 30 milioni di dollari, di cui 9 milioni in contanti previsti nel primo trimestre del 2026 e 21 milioni erogati nei dieci mesi successivi alla chiusura.
Il sito paraguaiano era parte della strategia di sfruttamento di aree con ampia disponibilità di energia a basso costo, caratteristica che ha reso la regione attraente per le attività di mining negli anni recenti.
Ben Gagnon ha dichiarato:
“Con questa operazione le nostre attività energetiche diventeranno al 100% nordamericane; il ricavato sarà reinvestito per accelerare l’espansione in infrastrutture per l’intelligenza artificiale e l’alta performance computing.”
Strategia e reinvestimenti
La vendita è coerente con il piano annunciato in precedenza da Bitfarms, che prevede un progressivo spostamento dall’attività tradizionale di mining di Bitcoin verso la fornitura di potenza di calcolo per applicazioni di AI e HPC (High Performance Computing). Il gruppo ha già indicato l’intenzione di riconvertire un impianto da 18 MW nello stato di Washington come primo passo di questa transizione.
La società ha comunicato di avere 430 MW in sviluppo negli USA e un piano pluriennale che punta a raggiungere una capacità complessiva di circa 2,1 gigawatt in Nordamerica, integrando allocazioni di energia, infrastrutture di raffreddamento e sistemi per carichi di calcolo intensivi.
Il passaggio verso HPC e servizi per l’AI è motivato sia da considerazioni economiche — potenzialmente margini più elevati rispetto al mining tradizionale — sia da limiti di capacità e vincoli regolatori che stanno modulando l’accesso all’energia elettrica nelle aree dove storicamente operavano i miner di criptovalute.
Ricadute sul mercato e tendenze del settore
La notizia della conversione strategica ha avuto riflessi sul mercato azionario: il titolo di Bitfarms (BITF) ha registrato un calo del 18% immediatamente dopo l’annuncio e una flessione complessiva di circa il 20% nei 30 giorni successivi, a indicare un giudizio misto degli investitori sulla rapidità e sui rischi della transizione.
Altre società del settore hanno già intrapreso mosse simili. Nel 2025 TeraWulf ha siglato tre contratti di locazione per un valore complessivo stimato in 6,7 miliardi di dollari con il fornitore di infrastrutture Fluidstack, compresa l’espansione di uno stabilimento nello stato di New York nell’ambito di un accordo da 3,2 miliardi. Queste operazioni illustrano un mutamento del “leasing mix” verso attività destinate all’HPC piuttosto che al mining puro.
Un’istituzione finanziaria specializzata, Keefe, Bruyette & Woods, ha recentemente aggiornato la propria valutazione sul titolo di Bitfarms portandola a “outperform” e rialzando il target price a 24 dollari, segnalando fiducia nella capacità dell’azienda di ristrutturare il proprio modello operativo.
La trasformazione in corso porta con sé implicazioni più ampie: una maggiore domanda di infrastrutture elettriche dedicate all’elaborazione intensiva, possibili tensioni sulle reti locali, e un riposizionamento delle risorse finanziarie verso tecnologie e forniture necessarie per supportare applicazioni di intelligenza artificiale su larga scala.
Nel medio termine, l’esito della strategia dipenderà dall’efficacia nella conversione degli impianti, dalla capacità di assicurare contratti energetici competitivi e dalla domanda sostenuta per servizi di HPC da parte di clienti industriali e fornitori di modelli di intelligenza artificiale.