Ilya Lichtenstein attribuisce al First Step Act di Trump la scarcerazione anticipata nel caso dell’hackeraggio di Bitfinex
- 2 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ilya Lichtenstein è stato rilasciato dal carcere dopo aver scontato soltanto 14 mesi della pena a cinque anni a cui era stato condannato nel novembre 2024, dopo aver patteggiato per reati collegati all’hack del 2016 ai danni della piattaforma Bitfinex.
Ilya Lichtenstein said:
“Grazie al First Step Act del presidente Donald Trump, sono stato rilasciato in anticipo. Rimango impegnato a dare un contributo positivo nel campo della cybersecurity non appena possibile.”
In un messaggio successivo ha ringraziato i sostenitori e ha citato i critici, promettendo di dimostrare che si sbagliano.
Ilya Lichtenstein said:
“Non vedo l’ora di dimostrarvi che vi sbagliate.”
La reazione sui social è stata mista: alcuni hanno espresso congratulazioni, mentre altri hanno criticato e chiesto chiarimenti sul destino dei fondi sottratti. Account noti nella comunità on‑chain hanno risposto con ironia o con domande dirette sul recupero dei fondi.
Dettagli del caso
Ilya Lichtenstein e sua moglie, la rapper Heather “Razzlekhan” Morgan, furono arrestati nel febbraio 2022. A Heather Morgan fu inflitta una pena di 18 mesi; la donna è stata scarcerata dopo aver scontato circa otto mesi di detenzione.
L’attacco a Bitfinex dell’agosto 2016 comportò il furto di 119.754 BTC, valuta digitale che all’epoca valeva approssimativamente 71 milioni di dollari e che, con i prezzi successivi, avrebbe raggiunto valutazioni molto più elevate. Le autorità riuscirono a recuperare circa 94.000 BTC e, nel gennaio 2025, i pubblici ministeri statunitensi hanno avanzato istanza per la restituzione delle criptovalute recuperate alla piattaforma Bitfinex.
Nel patteggiamento Ilya Lichtenstein ammise il coinvolgimento in una cospirazione per riciclaggio di denaro e riconobbe di aver facilitato lo spostamento di attività digitali derivate dall’hack. Sostenne, tuttavia, che sua moglie non fosse coinvolta nei crimini. Parte dei fondi — circa 25.000 BTC — sarebbero stati convertiti in altre criptovalute e in monete d’oro fisiche; la maggioranza di questi beni è stata recuperata dalle autorità, secondo analisi forensi e investigazioni finanziarie.
Contesto politico e clemenza presidenziale
Il rilascio di Ilya Lichtenstein avviene in un periodo in cui l’uso dei poteri di clemenza da parte del presidente Donald Trump su casi legati alle criptovalute è sotto scrutinio pubblico. Il First Step Act, firmato nel 2018, è una legge federale di riforma carceraria e delle pene che ha introdotto meccanismi volti a ridurre le pene per alcuni reati e a incentivare programmi di rieducazione, con l’obiettivo dichiarato di abbattere i costi e diminuire la recidiva.
Negli ultimi mesi sono state concesse clemenze o assoluzioni in altri casi legati al mondo delle criptovalute: tra questi figurano il fondatore del sito noto come Silk Road, Ross Ulbricht, il finanziere Arthur Hayes, alcuni cofondatori della piattaforma BitMEX e il fondatore di Binance, Changpeng “CZ” Zhao. Ilya Lichtenstein, tuttavia, non ha ricevuto una grazia ma è stato rilasciato anticipatamente in base ai criteri di detenzione previsti dalla normativa vigente.
La vicenda continuerà a evolversi sul piano giudiziario e patrimoniale: le richieste di restituzione dei fondi, le eventuali procedure civili per risarcimenti e le verifiche sulle misure di compliance delle piattaforme coinvolte restano questioni rilevanti per gli utenti e per le istituzioni regolatorie. Ilya Lichtenstein ha dichiarato l’intenzione di impegnarsi professionalmente nella sicurezza informatica, mentre le autorità proseguono le attività di monitoraggio e recupero degli asset legati all’hack.