Crans-Montana, il protocollo DVI che svela come si identificano corpi carbonizzati

L’incendio avvenuto nel locale di Crans-Montana, in Svizzera, ha causato un numero rilevante di vittime e feriti e richiederà giorni per la completa identificazione dei corpi. Le autorità stanno organizzando procedure forensi e investigative coordinate per stabilire l’identità delle persone coinvolte e fornire risposte ai familiari.

Matteo Scopetti, professore associato di Medicina legale presso la Università Sapienza di Roma e dirigente medico della Aou San Andrea di Roma, ha spiegato:

“Per arrivare all’identificazione di tutte le vittime serviranno almeno cinque-sei giorni. Esistono procedure tecniche che vengono attivate non appena il luogo è ispezionabile, finalizzate ad accertare l’identità dei corpi.”

Procedure e fasi dell’identificazione

L’incidente rientra nella categoria definita di disastro di massa, un evento che può essere causato da fenomeni naturali o da atti umani e che richiede l’intervento coordinato di equipe specializzate. In queste circostanze operano gruppi DVI (Disaster Victim Identification) i cui compiti includono l’ispezione dei reperti, la raccolta di informazioni e la catalogazione dei corpi.

Il primo passo è l’ispezione esterna del cadavere alla ricerca di elementi di identificazione. Si distinguono caratteristiche deboli, come il colore degli occhi o tatuaggi, e caratteristiche forti, come la dentatura e le impronte digitali. Nei casi in cui i corpi risultino gravemente compromessi, si rende necessaria l’analisi del DNA, che richiede tempi più lunghi e il confronto con campioni ante mortem.

L’integrazione dei dati ‘ante mortem’ e ‘post mortem’ è centrale: il medico legale lavora in sinergia con le forze di polizia che raccolgono denunce di scomparsa, testimonianze e, se disponibili, l’elenco delle persone presenti al locale. Queste informazioni vengono quindi confrontate per costruire profili identificativi e, quando possibile, arrivare a una corrispondenza affidabile.

Matteo Scopetti ha aggiunto un ulteriore chiarimento sul ruolo multidisciplinare degli interventi:

“Nei disastri si attivano team provenienti da diversi ambiti: medici legali, tecnici di laboratorio, investigatori e personale di protezione civile. La collaborazione internazionale diventa spesso essenziale, soprattutto quando sono coinvolti cittadini di più Paesi.”

Tempi e difficoltà tecniche

La complessità dell’identificazione dipende molto dall’entità del danno sui corpi e dalla disponibilità di dati ante mortem. Per esempio, nei casi di incidenti aerei esiste una lista passeggeri chiusa che facilita il confronto; in eventi come l’incendio di un locale, invece, la lista degli effettivi presenti può essere incompleta o parziale, rallentando le operazioni.

I laboratori forensi nazionali e internazionali possono essere coinvolti per eseguire analisi comparate, inclusi esami odontologici, riconoscimento tramite impronte e test genetici. Queste procedure richiedono catene di custodia rigorose, standard di qualità e tempi tecnici che spesso si misurano in giorni, non in ore.

Cooperazione internazionale e supporto esterno

Le autorità elvetiche hanno dovuto gestire una situazione con vittime e feriti di diverse nazionalità. In scenari di questo tipo è prassi attivare contatti tra Stati e scambi di competenze per velocizzare le procedure e garantire correttezza e trasparenza nelle identificazioni.

Israele ha offerto assistenza e inviato una squadra di servizi d’emergenza in seguito al grave incendio. Il presidente Isaac Herzog ha espresso le condoglianze al suo omologo svizzero Guy Parmelin e la disponibilità a fornire supporto operativo.

Impatto sui familiari e ruolo delle istituzioni

La rapidità e la precisione nelle identificazioni sono fondamentali per dare risposte ai parenti delle vittime e per avviare le procedure amministrative e giudiziarie. Le istituzioni coinvolte — uffici giudiziari, ministeri degli esteri, consolati — cooperano per informare famiglie, organizzare il rimpatrio delle salme e offrire supporto psicologico.

Nel contesto di emergenze di massa è importante anche la comunicazione chiara e coordinata per evitare informazioni frammentarie o contraddittorie. Gli esperti sottolineano l’esigenza di mantenere uno standard investigativo e forense elevato per tutelare i diritti delle vittime e dei loro cari.

Dati e prossime fasi

Secondo le stime iniziali diffuse dalle autorità, il bilancio comprende circa 47 vittime e oltre 100 feriti, numeri che potrebbero essere aggiornati man mano che le verifiche procedono e le informazioni vengono incrociate. Le attività forensi proseguiranno nei prossimi giorni con l’obiettivo di fornire il prima possibile nomi e dettagli ufficiali.

La pianificazione delle operazioni comprende anche l’assistenza ai familiari, la gestione delle comunicazioni internazionali e il supporto psicologico per le persone coinvolte nell’emergenza. Le autorità hanno ribadito l’impegno a collaborare con esperti esteri per accelerare e rendere più efficaci le procedure identificative.



Author: Tony
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