Nel 2025 la volatilità di XRP, legato a Ripple, e di Solana è stata doppia rispetto a quella di Bitcoin
- 1 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi mesi le oscillazioni di prezzo di XRP e Solana sono risultate molto più intense rispetto a quelle di Bitcoin, mettendo in discussione l’ipotesi di una rapida maturazione del mercato oltre la prima criptovaluta.
Negli ultimi 365 giorni la volatilità realizzata ha raggiunto circa il 87% per Solana e l’80% per XRP, mentre Bitcoin ha registrato una volatilità più contenuta, intorno al 43%.
Per confronto, BNB ha mostrato una volatilità del 55% e Ether circa il 77%. Questi valori confermano una tendenza storica per cui gli altcoin tendono a mostrare fluttuazioni superiori rispetto a Bitcoin.
Il divario è significativo perché evidenzia che i prodotti di investimento alternativi legati a queste monete — come ETF spot e contratti futures — devono attrarre una liquidità molto più profonda per riuscire a stabilizzare i prezzi allo stesso modo di quanto avvenuto per Bitcoin.
Ad eccezione di BNB, le quattro criptovalute maggiori per capitalizzazione (escluse le stablecoin) dispongono di futures negoziati su mercati regolamentati e di ETF spot quotati negli Stati Uniti, che fungono da indicatori dell’attività istituzionale.
Afflussi negli ETF e possibili effetti sulla volatilità
Alla data odierna gli ETF su XRP hanno raccolto oltre 1 miliardo di dollari dall’esordio a novembre, mentre i ETF su Solana hanno totalizzato circa 763,9 milioni di dollari, secondo i dati di mercato disponibili.
Se la domanda per questi strumenti rimanesse sostenuta nel prossimo anno, è plausibile che l’aumento di capitale istituzionale contribuisca ad attenuare la volatilità dei prezzi, come è già avvenuto in misura evidente per Bitcoin.
I ETF spot su Bitcoin, lanciati a gennaio 2024, hanno infatti attirato oltre 56 miliardi di dollari di flussi netti, mentre gli ETF su Ether, avviati nella metà del 2024, hanno registrato circa 12,4 miliardi di dollari di afflussi netti.
Questi massicci afflussi hanno favorito lo sviluppo di prodotti più sofisticati collegati agli ETF, come le strategie di covered calls, che possono contribuire a una progressiva riduzione della volatilità osservata sui mercati spot e derivati.
Perché la volatilità si riduca in modo persistente anche sugli altcoin servono però più elementi: una maggiore profondità di liquidità, mercati derivati più maturi, operatori istituzionali stabili, infrastrutture di custodia affidabili e chiarezza normativa. Senza questi fattori, gli eventi idiosincratici continuano a produrre oscillazioni ampie.
In sintesi, la crescita degli ETF e dei prodotti istituzionali rappresenta un meccanismo potenzialmente stabilizzante, ma per avvicinare la volatilità degli altcoin a quella di Bitcoin sono necessari flussi sostenuti e un contesto di mercato più profondo e regolamentato.