La corsa rialzista del 2025 di Bitcoin è esplosa all’inizio e poi è crollata

Le attese su Bitcoin per il 2025 erano altissime: molti analisti immaginavano un rally che avrebbe portato la criptovaluta a quota 180.000-200.000 USD entro fine anno. La realtà è stata storica, ma in modo diverso da quanto previsto: dopo un picco precoce superiore a 126.200 USD all’inizio di ottobre, un rapido crollo ha rimesso in discussione la fragilità dei mercati digitali.

In poche ore l’asset ha perso quote significative: rispetto al massimo di ottobre è sceso di circa il 30% e oggi si trova oltre il 50% al di sotto di molte previsioni fatte all’inizio dell’anno. Nel 2025, oltre a non salire ai livelli sperati, BTC ha registrato una flessione del 6% e ha trascorso gran parte degli ultimi mesi in un range compreso tra circa 83.000 e 96.000 USD.

Il picco e il flash crash di ottobre

L’impennata iniziale ha sorpreso molti modelli, ma il crollo lampo di ottobre ha mostrato quanto possano essere volatili i mercati con forte leva. La sequenza di vendite ha cancellato in pochi minuti mesi di posizioni rialziste con leva, generando una liquidazione a catena che ha coinvolto sia investitori retail sia operatori istituzionali.

Mati Greenspan ha detto:

“Il flash crash del 10 ottobre non è stato un fallimento di Bitcoin. È stato un evento di liquidità, innescato da tensioni macro, timori legati alle guerre commerciali e posizionamenti eccessivamente affollati, che ha evidenziato quanto il ciclo fosse diventato sbilanciato.”

L’arrivo di Wall Street e la nuova valutazione del rischio

Una trasformazione fondamentale del 2025 è stata la progressiva istituzionalizzazione di Bitcoin. Man mano che capitali istituzionali e strutture finanziarie tradizionali sono entrati nel mercato, la criptovaluta ha iniziato a essere trattata meno come un fenomeno ideologico e più come un asset correlato al contesto macroeconomico.

Mati Greenspan ha detto:

“Ciò che è cambiato nel 2025 è che Bitcoin ha varcato una soglia: ha smesso di essere un asset di nicchia guidato dal retail e si è inserito nel complesso macro istituzionale. Con l’arrivo di Wall Street, il trading si è orientato più su liquidità, posizionamenti e politiche monetarie che su ideologia.”

Liquidazioni, leva e flussi degli ETF

Il crollo di ottobre ha alimentato una catena di liquidazioni legate ai derivati, rendendo il mercato frammentato e imprevedibile. In seguito all’evento, i flussi verso gli ETF spot su Bitcoin si sono invertiti: dopo mesi di afflussi netti significativi tra gennaio e ottobre, l’ultimo trimestre ha visto riscatti consistenti e rapidissimi.

Jason Fernandes ha detto:

“I mercati entravano nel 2025 aspettandosi una politica della Federal Reserve più accomodante, cosa che non si è materializzata. BTC, come altri asset rischiosi, sta pagando il prezzo della prudenza del capitale.”

Tra gennaio e ottobre gli ETF statunitensi su Bitcoin hanno registrato afflussi netti per circa 9,2 miliardi USD, ma da ottobre in avanti i flussi sono diventati negativi, con oltre 1,3 miliardi USD di deflussi netti e picchi di ritiro che hanno raggiunto centinaia di milioni in pochi giorni.

Aspettative, liquidità e politiche monetarie

Il rapporto tra Bitcoin e la politica della Federal Reserve si è dimostrato contraddittorio: se da un lato la criptovaluta è spesso proposta come copertura contro una debolezza valutaria, dall’altro dipende in modo cruciale dalla liquidità guidata dalle politiche monetarie.

Mati Greenspan ha detto:

“C’è un paradosso: Bitcoin viene presentato come una copertura contro la Fed, ma nella pratica è ancora molto dipendente dalla liquidità che la Fed mette nel sistema. Da quando la banca centrale ha iniziato a drenare liquidità, anche gli upside sono diventati più fragili.”

In aggiunta, la natura 24/7 del mercato delle criptovalute confrontata con flussi di capitale che avvengono soprattutto in giorni lavorativi genera vulnerabilità nei fine settimana: livelli elevati di leva possono tradursi in vendite a catena quando la liquidità si fa più scarsa.

Aspettative rialziste e forze di lungo termine

Nonostante gli shock e la maggiore correlazione con i mercati tradizionali, molti esperti mantengono una visione positiva sul lungo termine. Le forze che potrebbero sostenere nuovi massimi includono flussi istituzionali, chiarezza regolamentare e un interesse crescente per casi d’uso concreti come gli stablecoin.

Matt Hougan ha detto:

“Sarà un percorso irregolare, ma la direzione macro rimane chiara. L’adozione istituzionale, la regolamentazione più definita, i timori sul deprezzamento delle valute fiat e le applicazioni reali sono forze positive, lente ma persistenti. Potrebbero volerci anni perché si realizzino pienamente.”

Kevin Murcko ha detto:

“Molti pensavano che l’adozione istituzionale avrebbe portato a risultati esplosivi in breve tempo. Ora che Bitcoin è trattato come un asset di Wall Street, risponde ai fondamentali, non solo alla fede degli investitori. Questo significa che reagisce a fattori come la fine del capitale a basso costo da parte della Bank of Japan e a incertezze politiche.”

Conclusione: una nuova fase per Bitcoin

Il 2025 ha segnato per Bitcoin la transizione da fenomeno di nicchia a componente riconosciuta nei portafogli istituzionali. Questo cambia le regole del gioco: volatilità e liquidità diventano fattori centrali, ma la maturazione del mercato potrebbe comunque portare a nuovi massimi, sebbene con tempistiche e dinamiche differenti rispetto alle aspettative iniziali.

Mati Greenspan ha detto:

“Non è stato il ‘peak bitcoin’: è stato il momento in cui Bitcoin ha ufficialmente iniziato a giocare nello stagno di Wall Street.”