Gli Stati Uniti respingono la memoria del DeFi Education Fund in vista di un possibile nuovo processo per il caso mev
- 31 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il governo degli Stati Uniti ha presentato una lettera per opporsi all’ammissione del memoriale amicus proposto dal DeFi Education Fund mentre il tribunale valuta la possibilità di un nuovo processo per i due fratelli accusati di un exploit da 25 milioni di dollari sulla blockchain Ethereum.
La comunicazione è stata depositata presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York dall’interim US Attorney Jay Clayton, che ha chiesto al giudice Jessica Clarke di non accogliere il contributo del DeFi Education Fund (DEF) mentre è pendente una mozione di proscioglimento o di archiviazione contro Anton e James Peraire-Bueno.
Jay Clayton ha scritto:
“Svincolato dal fascicolo di prova, il memoriale si limita a ripetere argomentazioni giuridiche già respinte da questa Corte. Qui, dato che la Corte si è già pronunciata sulle questioni giuridiche presentate nel memoriale amicus e il DEF non offre alcuna informazione unica rilevante per la mozione pendente dinanzi alla Corte, la presentazione del DEF non è probabile che aiuti la Corte nella valutazione delle questioni specifiche relative a una mozione di proscioglimento.”
Nel mese di novembre il giudice Jessica Clarke dichiarò il mistrial dopo che la giuria non era riuscita a raggiungere un accordo sul verdetto in merito all’accusa che i fratelli avessero messo in atto l’exploit impiegando bot automatizzati per l’estrazione massimale di valore (MEV).
A breve distanza dalla dichiarazione di mistrial, il governo statunitense ha chiesto che il processo venga reimpostato “quanto prima possibile” in una finestra temporale indicata verso la fine di febbraio o l’inizio di marzo 2026.
Implicazioni per il settore
Secondo una bozza del memoriale del DeFi Education Fund depositata il 19 dicembre, l’organizzazione sostiene la mozione di proscioglimento o di archiviazione dell’imputazione, evidenziando come il caso possa avere conseguenze più ampie per l’ecosistema decentralizzato.
DeFi Education Fund (DEF) ha dichiarato:
“Persecuzioni come questa introducono ambiguità e timore negli sviluppatori di software, raffreddando la partecipazione alla finanza decentralizzata e spingendo i partecipanti all’estero. Il Dipartimento di Giustizia non dovrebbe anticipare il processo legislativo futuro promuovendo incriminazioni basate su interpretazioni inadeguate delle norme vigenti, che finiranno per soffocare la crescita seminando confusione sulle regole applicabili.”
Il DEF sostiene che procedimenti penali fondati su interpretazioni poco coerenti della normativa possano avere un effetto dissuasivo sugli sviluppatori e sulle imprese, aumentando l’incertezza regolatoria e incentivando la delocalizzazione di attività e talenti.
Altre voci del settore hanno presentato o cercato di presentare contributi amicus durante il processo, contestando la teoria dell’accusa e sottolineando la necessità di chiarezza giuridica sul confine tra comportamento illecito e strategie tecniche legittime nell’ambito delle transazioni automatizzate e del MEV.
Aspetti processuali e giuridici
I fratelli erano stati inizialmente incriminati per cospirazione per commettere frode informatica, riciclaggio di denaro e cospirazione per ricevere beni rubati. Se venissero nuovamente processati con le stesse imputazioni e giudicati colpevoli, ciascun capo di imputazione potrebbe comportare pene detentive significative, con possibili condanne fino a 20 anni per ciascun reato previsto.
Dal punto di vista tecnico, il MEV indica opportunità di profitto derivanti dall’ordine e dall’inclusione di transazioni in un blocco; nell’ecosistema è diffusa la pratica di impiegare bot per catturare tali opportunità. La questione controversa è se certi comportamenti che sfruttano il MEV debbano essere trattati come reato penale o come attività di mercato disciplinata in altro modo.
La controversia solleva questioni istituzionali: il ruolo dei tribunali nel delineare i confini delle norme esistenti, la funzione del Dipartimento di Giustizia nell’applicazione penale di ambiti tecnologici emergenti e la necessità per i legislatori di fornire norme più chiare per evitare incertezza normativa che possa frenare l’innovazione.
Prossime fasi
La corte dovrà decidere se ammettere il memoriale proposto dal DeFi Education Fund mentre valuta la mozione di proscioglimento. In parallelo verrà valutata la richiesta del governo di fissare una nuova data per il processo nella finestra temporale indicata per la fine di febbraio o l’inizio di marzo 2026.
L’esito di queste decisioni avrà impatti pratici sull’applicazione della legge in ambito cripto e potenzialmente influenzerà l’orientamento futuro delle autorità e del legislatore riguardo a strumenti automatizzati, responsabilità degli sviluppatori e commercio su catene pubbliche come Ethereum.