Potere speciale congelato: banche e assicurazioni in attesa del parere UE
- 30 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il governo ha adeguato la disciplina del golden power in risposta ai rilievi sollevati dall’Unione europea, stabilendo che l’attivazione dei poteri speciali nel settore finanziario sia temporaneamente subordinata al parere delle autorità europee competenti.
L’emendamento al decreto Transizione 5.0 attualmente all’esame del Senato dispone che, in presenza di un’operazione che determini la modifica della titolarità o del controllo di un’impresa strategica a favore di un soggetto esterno all’Unione europea, oppure nel caso di acquisti da parte di soggetti extra‑europei di partecipazioni in società che detengono attivi strategici, i poteri speciali «non potranno essere esercitati anteriormente al completamento dei procedimenti pendenti dinanzi alle Autorità europee» competenti sugli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale, ossia la Bce e la Commissione.
La modifica interviene sulla disciplina originaria introdotta con la legge del 2012, che prevedeva l’attivazione delle procedure e degli obblighi legati al golden power non solo nei confronti di soggetti extra‑UE ma anche, per specifici settori, nei confronti di acquisti da parte di soggetti appartenenti all’Unione europea, ivi compresi i residenti in Italia, quando l’acquisizione potesse determinare l’insediamento stabile dell’acquirente attraverso l’assunzione del controllo.
I settori esplicitamente richiamati dalla normativa comprendono le comunicazioni, l’energia, i trasporti, la salute, l’agroalimentare e il settore finanziario, incluso quello creditizio e assicurativo.
Introduzione della sicurezza economica e finanziaria come criterio
Con l’emendamento viene ufficialmente inserita tra i criteri che il governo deve considerare per esercitare il golden power la tutela della sicurezza economica e finanziaria. Tale criterio si affianca a quelli già previsti relativi a pericoli per l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica.
La novità normativa specifica che la protezione degli interessi essenziali dello Stato può giustificare l’intervento anche quando non sia già presente una regolamentazione settoriale specifica idonea a garantire tali interessi, ampliando quindi il perimetro di valutazione rispetto alla disciplina precedente.
Impatto sulle operazioni e sulla certezza del diritto
La subordinazione dell’esercizio dei poteri speciali al completamento dei procedimenti avanti alle autorità europee introduce una sequenza procedurale che può comportare ritardi nell’adozione di misure nazionali. Questo aspetto ha implicazioni dirette per gli investitori e per le imprese coinvolte in operazioni che riguardano asset strategici.
Dal punto di vista pratico, la nuova norma richiede una maggiore attenzione nella due diligence e nella pianificazione temporale delle transazioni, perché l’esito dei procedimenti presso la Bce e la Commissione potrà condizionare la possibilità per l’amministrazione nazionale di intervenire tempestivamente con misure quali restrizioni, condizioni o obblighi di dismissione.
Allo stesso tempo, la previsione può favorire una migliore coordinazione tra le autorità nazionali ed europee, limitando il rischio di sovrapposizioni operative e potenziali conflitti di competenza, specie nei profili prudenziali e di concorrenza che ricadono nell’ambito di vigilanza europea.
Motivazioni europee e quadro normativo
Le modifiche rispondono ai rilievi dell’Unione europea, che ha osservato come l’applicazione dei poteri speciali possa interferire con competenze comunitarie, in particolare nei settori della politica di concorrenza e della vigilanza prudenziale bancaria e finanziaria.
Allineare la disciplina nazionale con i requisiti europei mira a ridurre il rischio di contenziosi e a garantire che le valutazioni sulla stabilità finanziaria e sulla concorrenza siano coordinate a livello sovranazionale, senza però escludere la possibilità per lo Stato di intervenire per proteggere interessi strategici rilevanti.
Prossime fasi e riflessi politici
Il testo emendato dovrà completare l’iter parlamentare per essere definitivamente approvato; il dibattito in aula potrà introdurre ulteriori chiarimenti operativi volti a bilanciare protezione degli interessi nazionali e rispetto delle competenze europee.
Politicamente, la materia è sensibile perché coinvolge la tutela di asset strategici e la necessità di attrarre investimenti esteri, perciò ogni intervento normativo verrà valutato anche in termini di competitività del paese e di prevedibilità regolatoria per gli operatori economici.
In prospettiva, una regolazione più dettagliata dei settori interessati potrebbe ridurre la necessità di ricorrere al golden power come strumento residuale, favorendo soluzioni regolatorie di lungo periodo che garantiscano sia la sicurezza nazionale sia un mercato aperto e trasparente.