L’operazione del regalo riciclato vale 3,7 miliardi
- 26 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un’operazione di riciclo dei regali di Natale valutata intorno a 3,7 miliardi di euro è già in atto: lo rileva una ricerca del Centro Studi di Confcooperative, secondo la quale circa un italiano su due è disposto a destinare ad altri i pacchetti non graditi. Si parla quindi di una platea consistente di riciclatori seriali, stimata in circa 28 milioni di persone.
Il fenomeno dei doni indesiderati, sia quelli ricevuti durante le festività sia quelli accantonati nel corso dell’anno, sta diventando sempre più consolidato. Nonostante segnali di aumento delle risorse destinate alle retribuzioni in alcuni anni recenti, la pratica del riutilizzo e della rivendita comporta un vero e proprio risparmio collettivo, con un valore aggiuntivo stimato in 3,7 miliardi, circa 300 milioni in più rispetto all’anno precedente e 400 milioni in più rispetto al periodo pre-pandemico.
Secondo gli autori della ricerca, questa tendenza riflette una maggiore propensione a spendere per sé rispetto agli altri, motivata dall’incertezza economica e dall’aumento del costo della vita che erode risparmi e potere d’acquisto per una parte consistente della popolazione. Ne deriva l’immagine di un paese in cui il ceto medio si indebolisce e dove risultano in condizioni di povertà circa 10 milioni di persone, con ricadute sui consumi e sui comportamenti di acquisto.
Le vie del riciclo
Il riciclo dei regali può avvenire in modalità diverse. Circa cinque persone su dieci dichiarano di ricollocare i doni ricevuti, una platea composta per il 55% da donne e per il 45% da uomini. Una quota significativa dei riciclatori monetizza il regalo mettendolo in vendita sulle piattaforme online e sui social network: succede a circa tre su dieci, con una prevalenza maschile (58% uomini, 42% donne).
Altri preferiscono rivolgersi ai punti vendita per ottenere la sostituzione o la conversione in voucher, scegliendo così di trasformare il dono in un buono da spendere o nell’acquisto di un altro articolo da regalare a propria volta (con una composizione di genere che vede il 60% donne e il 40% uomini).
Per quanto riguarda le tipologie più frequentemente riutilizzate o cedute, in testa figurano i generi alimentari (pari al 50%), comprendendo vini, spumanti, salumi, formaggi, liquori, panettoni, pandori, cioccolato, torroni, miele e confetture. Seguono, con il 21%, articoli come sciarpe, guanti, cappelli, calzini, pelletteria e cosmetici; al 20% si collocano libri e agende; i giocattoli rappresentano circa il 9% del totale.
Il fenomeno ha implicazioni concrete per il commercio al dettaglio, per i mercati dell’usato e per le organizzazioni che si occupano di raccolta e redistribuzione. L’aumento del riciclo favorisce l’emergere di canali di vendita alternativi e contribuisce a sostenere pratiche di economia circolare, ma solleva anche questioni legate alle politiche di restituzione, alle garanzie per i consumatori e al ruolo degli enti caritatevoli nella gestione delle eccedenze.
Per rispondere a queste dinamiche, i retailer possono migliorare le politiche di reso e di conversione dei regali, mentre le istituzioni locali e le organizzazioni del terzo settore possono potenziare i canali informativi e logistici per la raccolta e la redistribuzione. Sul fronte dei consumatori, strumenti semplici come etichette regalo con possibilità di cambio, liste dei desideri e preferenze espresse possono ridurre lo spreco e orientare gli acquisti verso soluzioni più sostenibili.