Il fondatore di Aave smentisce: l’acquisto di token da 15 milioni non è stato usato nel controverso voto della dao
- 26 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Stani Kulechov, fondatore e amministratore delegato di Aave Labs, ha negato le accuse secondo cui avrebbe acquistato recentemente $15 milioni in token AAVE con l’intento di influenzare una votazione comunitaria controversa che non è passata.
Stani Kulechov ha dichiarato:
“Questi token non sono stati usati per votare sulla proposta recente, e non è mai stata mia intenzione farlo. Questo è il lavoro della mia vita e sto mettendo il mio capitale personale a sostegno delle mie convinzioni.”
Stani Kulechov ha aggiunto:
“In futuro saremo più espliciti su come i prodotti sviluppati da Aave Labs creano valore per la DAO e per i titolari dei token AAVE.”
Più membri della comunità Aave avevano accusato Kulechov di aver incrementato la propria capacità di voto acquistando token, con l’obiettivo di orientare l’esito della governance a favore di Aave Labs. Le tensioni sono esplose mentre la comunità discuteva la proprietà e la gestione di asset di marca e flussi economici legati al protocollo.
Il voto e la controversia sui diritti di proprietà intellettuale
La proposta al centro della disputa mirava a trasferire gli asset del marchio sotto il controllo della Aave DAO, ossia l’organizzazione decentralizzata che governa il protocollo di finanza decentralizzata Aave. L’iniziativa è stata sollevata dopo l’affermazione di un membro pseudonimo della DAO, EzR3aL, il quale ha sostenuto che i proventi derivanti da un’integrazione recente con l’aggregatore di scambi decentralizzati CoW Swap fossero stati indirizzati a un indirizzo controllato da Aave Labs.
Secondo chi ha sollevato la questione, le commissioni generate dagli scambi su CoW Swap spettano alla DAO e avrebbero dovuto essere discusse con la comunità prima di essere deviate altrove, motivo per cui si è innescata una forte reazione contro Aave Labs.
Al termine della votazione, oltre il 55% degli elettori si è espresso contrariato (“nay”), circa il 41% si è astenuto e solo il 3,5% ha votato a favore della proposta, mostrando un marcato scollamento tra proponenti e larga parte della comunità.
Prima ancora della chiusura del voto, diversi membri della comunità hanno espresso frustrazione per la rapidità con cui la proposta è stata portata alla votazione, lamentando che le consuete procedure di governance non siano state rispettate.
Autore della proposta e contestazioni interne
La proposta risultava attribuita a Ernesto Boado, ex direttore tecnico di Aave Labs. Tuttavia, Boado ha dichiarato di non essere stato consultato né informato prima della pubblicazione della proposta e che non l’avrebbe approvata se fosse stato coinvolto nel processo decisionale preliminare.
Questioni di allineamento economico e implicazioni per la governance
Il caso mette in luce problemi più ampi di allineamento economico tra l’entità di sviluppo Aave Labs e i titolari dei token e della governance della Aave DAO. In ecosistemi DeFi, quando una società di sviluppo detiene risorse o prende decisioni operative che impattano i flussi economici, si crea potenzialmente un conflitto d’interesse che può minare la fiducia nella governance decentralizzata.
Per mitigare tali rischi, gli osservatori della comunità invocano maggiore trasparenza sui flussi finanziari, regole chiare sui diritti di proprietà intellettuale e meccanismi di controllo condivisi, come multisig o processi di approvazione on-chain chiaramente definiti. Queste misure sono spesso suggerite per preservare l’autonomia della DAO e garantire che i benefici derivanti dalle integrazioni e dai prodotti vadano effettivamente alla comunità che governa il protocollo.
La discussione in corso evidenzia anche l’importanza di comunicazioni chiare da parte delle entità di sviluppo: una definizione esplicita di come il lavoro di Aave Labs generi valore per la DAO e per i detentori di token può contribuire a ridurre sospetti e attriti nelle future decisioni di governance.
In prospettiva, la vicenda potrebbe indurre la comunità di Aave a rivedere le policy interne su proprietà intellettuale, redistribuzione di ricavi e meccanismi di voto, in modo da rafforzare le pratiche di governance e la fiducia degli stakeholder nel lungo periodo.