Glamsterdam e Hegota Forks: la scalabilità l1 che cambia le regole

Il 2026 si preannuncia cruciale per la scalabilità di Ethereum. Il fork denominato Glamsterdam introdurrà l’esecuzione parallela “perfetta” e consentirà un aumento del gas limit fino a 200 milioni (rispetto ai 60 milioni odierni). Al contempo, un numero rilevante di validator passerà dalla ri‑esecuzione delle transazioni alla verifica di prove a conoscenza zero (ZK), aprendo la strada a un Layer 1 in grado di scalare verso 10.000 transazioni al secondo e oltre, pur senza raggiungere quel valore entro il 2026.

Parallelamente, l’aumento del numero di data blob per blocco (potenzialmente fino a 72 o più) permetterà ai Layer 2 (L2) di elaborare centinaia di migliaia di transazioni al secondo. Le soluzioni L2 stanno inoltre diventando più accessibili: aggiornamenti come l’upgrade Atlas di ZKsync consentono di mantenere i fondi sul mainnet pur sfruttando ambienti di esecuzione rapidi nelle reti elastiche di ZKsync.

Il fork Glamsterdam e le novità principali

Gli sviluppatori di Ethereum stanno definendo le EIP da includere nel fork Glamsterdam, previsto per la metà del 2026. Tra le principali modifiche confermate figurano le Block Access Lists e la Enshrined Proposer Builder Separation (ePBS). Sul piano nominale possono sembrare tecnicismi, ma insieme preparano la rete alla transizione verso tecnologie ZK e a un’esecuzione parallela significativamente più efficiente.

Block Access Lists (EIP-7928)

Le Block Access Lists (EIP-7928) consentono di trasformare l’attuale modello di esecuzione sequenziale in un’elaborazione parallela su più corsie. Fino ad oggi la catena ha funzionato in un’unica corsia, con le transazioni eseguite una dopo l’altra; la novità introduce una “mappa” creata dal produttore di blocco che indica quali transazioni toccano quali account, slot di storage e quali sono i differenziali di stato risultanti.

Questa mappa permette ai client di suddividere le transazioni e di eseguirle in parallelo su più core CPU senza conflitti, oltre a pre‑caricare in memoria i dati necessari piuttosto che leggere il disco in modo sequenziale, riducendo così il principale collo di bottiglia attuale.

Gabriel Trintinalia ha dichiarato:

“Con le Block Access Lists otteniamo tutto lo stato che cambia da una transazione all’altra e inseriamo questa informazione nel blocco.”

Enshrined Proposer Builder Separation (ePBS)

L’introduzione di ePBS integra a livello di consenso il meccanismo già parzialmente adottato tramite MEV Boost, separando il ruolo dei costruttori di blocchi da quello dei propositori. I costruttori competono nella selezione e nell’ordinamento delle transazioni, mentre i propositori scelgono quale blocco proporre. L’obiettivo è ridurre la centralizzazione generata dal valore estraibile massimo (MEV) e aumentare sicurezza, decentralizzazione e resistenza alla censura.

Dal punto di vista della scalabilità, ePBS è rilevante perché concede più tempo per la generazione e la propagazione delle prove ZK nella rete. Oggi i validator sono sanzionati se sono lenti, il che disincentiva l’attesa delle prove: ePBS permette invece più tempo per ricevere e validare tali prove, rendendo più fattibile l’adozione dell’esecuzione differita.

Ladislaus von Daniels ha spiegato:

“Questo dà agli attester più tempo per ricevere le prove (e ai prover più tempo per generarne): ePBS disaccoppia la validazione del blocco dall’esecuzione del blocco e, in tal senso, introduce un’altra forma di esecuzione ritardata.”

Secondo stime interne, dopo l’attivazione di questi meccanismi una parte dei validator — stimata attorno al 10% da alcuni ricercatori della Ethereum Foundation — potrebbe passare alla verifica delle prove ZK, agevolando ulteriori aumenti del gas limit.

Aumento del gas limit L1 e upgrade dei blob per L2

Il gas limit per blocco è già stato portato a 60 milioni, ma nel 2026 è atteso un incremento sostanziale. Le proiezioni variano: alcuni ingegneri prevedono un passaggio a 100 milioni nella prima metà dell’anno e, a seguire, un possibile raddoppio fino a 200 milioni con l’adozione di ePBS; scenari ulteriori ipotizzano fino a 300 milioni entro fine anno, se le condizioni di rete lo consentiranno.

Gary Schulte ha detto:

“Ritengo che nel 2026 vedremo 100 milioni abbastanza presto. Andare oltre è probabilmente troppo speculativo da prevedere.”

Tomasz Stańczak, co‑direttore della Ethereum Foundation, ha indicato che un aumento iniziale a 100 milioni è plausibile nella prima metà del 2026, con la possibilità di raddoppiare la soglia dopo l’implementazione di ePBS.

Vitalik Buterin ha commentato:

“Prevedete una crescita continua ma più mirata e meno uniforme per il prossimo anno; ad esempio, una possibile traiettoria è un aumento di 5x del gas limit accompagnato da un aumento di 5x del costo del gas per operazioni relativamente inefficaci da processare.”

Parallelamente al gas limit, è previsto l’aumento del numero di data blob per blocco destinati a alimentare i L2, elemento chiave per consentire throughput molto elevati sulle soluzioni di secondo livello.

Il fork Heze‑Bogota e la resistenza alla censura

Il secondo fork significativo del 2026, spesso indicato come Heze‑Bogota, potrebbe ospitare alcune EIP rimandate da Glamsterdam. Tra le proposte in esame figura Fork‑Choice Inclusion Lists (FOCIL), che mira a rafforzare la resistenza alla censura consentendo a più validator di imporre l’inclusione di determinate transazioni all’interno di un blocco.

Gabriel Trintinalia ha aggiunto:

“È un meccanismo di resistenza alla censura che assicura che, se almeno una parte della rete è onesta, la tua transazione verrà inclusa a un certo punto.”

Contesto tecnico e implicazioni per la rete

Per comprendere l’impatto di questi aggiornamenti è utile chiarire alcuni concetti. Le prove a conoscenza zero (ZK) consentono di dimostrare la correttezza di un calcolo senza rivelare i dati sottostanti, riducendo il lavoro necessario alla rete per la verifica rispetto alla ri‑esecuzione completa delle transazioni.

I validator sono i partecipanti che propongono e attestano blocchi nel consenso di Ethereum. L’adozione di un modello in cui una porzione dei validator si dedica alla verifica delle ZK proof invece che alla semplice esecuzione può alleggerire la pressione computazionale e permettere blocchi più grandi o un maggiore tasso di transazioni valide per secondo.

Il fenomeno del MEV (Maximal Extractable Value) rappresenta un incentivo economico che può concentrare potere nelle mani di chi riesce a ordinare le transazioni in modo vantaggioso; meccanismi come ePBS cercano di limitare questa tendenza preservando al contempo l’efficienza della rete.

Le soluzioni Layer 2, alimentate da blob di dati e da prove ZK, continueranno a svolgere un ruolo decisivo per i casi d’uso ad alto volume, mentre lo sviluppo di strati di interoperabilità rendrà più fluida l’operatività cross‑chain tra differenti L2.

Prossimi passi e approfondimenti

Nel corso del 2026 è quindi lecito aspettarsi una transizione graduale verso un’architettura più parallela e orientata alle ZK proof, con effetti a catena su gas limit, dimensione dei blocchi, esperienza utente dei L2 e resistenza alla censura. Molte delle modifiche saranno progressive e dipenderanno dall’adozione dei validator, dai miglioramenti dei prover e dalla risposta dell’ecosistema agli incentivi economici.

Seguirà un approfondimento nella seconda parte, che esplorerà in dettaglio come le ZK proof potranno essere integrate nella catena principale per aumentare la capacità dell’Ethereum Layer 1 nel 2026.