Boom delle operazioni crypto: 8,6 miliardi nel 2025 secondo FT

Il settore delle criptovalute ha registrato nel 2025 un anno di attività straordinaria nelle operazioni di fusioni e acquisizioni, con un valore complessivo pari a circa 8,6 miliardi di dollari, secondo aggregazioni di mercato riferite alla fine dell’anno.

Andamento delle operazioni M&A

Nel corso dell’anno sono stati segnalati circa 267 accordi nel comparto crypto, un aumento di circa il 18% rispetto all’anno precedente. Il valore totale delle transazioni è cresciuto quasi del 300% rispetto ai 2,17 miliardi di dollari del 2024, una dinamica che indica una riconfigurazione dell’interesse degli investitori verso l’industria digitale.

Tra le operazioni più rilevanti si segnala l’acquisizione da parte di Coinbase della piattaforma di opzioni Deribit per circa 2,9 miliardi di dollari, la più grande transazione del settore fino ad oggi. Altre transazioni importanti includono l’ingresso di Kraken nel segmento derivati attraverso l’acquisto di NinjaTrader per 1,5 miliardi di dollari e l’acquisto da parte di Ripple del broker primario crypto Hidden Road per 1,25 miliardi di dollari.

Questi movimenti testimoniano una fase di consolidamento in cui operatori esistenti e nuovi attori cercano licenze, infrastrutture e capacità operative per posizionarsi in vista di regimi regolatori più strutturati.

Raccolte tramite IPO e nuove emissioni

Il 2025 è stato anche un anno significativo per le quotazioni pubbliche: complessivamente sono stati raccolti circa 14,6 miliardi di dollari attraverso 11 offerte pubbliche iniziali nel settore cripto, un incremento marcato rispetto all’anno precedente, che aveva visto appena quattro debutti e raccolte molto inferiori.

Tra le IPO più attese dell’anno figurano l’exchange Bullish, che ha raccolto circa 1,1 miliardi di dollari, l’emittente di stablecoin Circle Internet Group con oltre 1 miliardo di dollari e l’exchange Gemini, che ha raccolto circa 425 milioni di dollari.

Fattori regolatori e spinte del mercato

Un elemento chiave che ha favorito l’attività di mercato è stato il mutato contesto regolatorio negli Stati Uniti, con provvedimenti di deregolamentazione e la riduzione di contenziosi regolatori percepiti come più favorevoli dalle istituzioni finanziarie tradizionali. Questo clima ha aumentato la propensione delle banche e degli operatori tradizionali a investire o acquisire partecipazioni nel settore.

Diego Ballon Ossio, partner dello studio legale Clifford Chance, ha evidenziato che istituzioni finanziarie e società cripto stanno cercando attivamente acquisizioni per ottenere licenze e adeguarsi alle nuove normative, in particolare quelle in linea con il regolamento europeo sui mercati delle crypto-attività.

Charles Kerrigan, partner dello studio CMS, ha osservato che le imprese investiranno risorse significative per restare conformi ai nuovi regimi di licenza, anche attraverso operazioni di M&A, e che l’introduzione di normative più chiare favorirà l’ingresso di operatori tradizionali nel settore.

Domanda di stablecoin e quadro normativo

La domanda per società emittenti di stablecoin è prevista in crescita anche nel 2026, favorita dall’avanzare di regimi regolatori negli Stati Uniti e nel Regno Unito. La definizione di norme specifiche per le stablecoin è considerata cruciale per stabilire fiducia negli investitori istituzionali e per integrare questi strumenti nei sistemi di pagamento tradizionali.

Impatto sul mercato dei prezzi e prospettive per il 2026

L’impennata delle operazioni societarie è avvenuta in un contesto di raffreddamento dei prezzi alla fine dell’anno: la principale criptovaluta, Bitcoin, ha segnato una flessione superiore al 30% rispetto al picco di oltre 126.000 dollari registrato all’inizio di ottobre. Negli ultimi giorni riportati il prezzo si è mantenuto vicino agli 88.000 dollari, dopo aver toccato un minimo intraday vicino a 86.500 dollari.

Per il 2026 gli analisti ipotizzano che la combinazione di chiarezza normativa, interesse degli operatori tradizionali e consolidamento del settore possa sostenere ulteriori attività di M&A e nuove emissioni pubbliche, pur mantenendo elevate le dinamiche di volatilità sui prezzi delle criptovalute.