Spaccatura nella comunità di Aave: la crisi che scuote il protocollo

Negli ultimi giorni la comunità di Aave si è polarizzata attorno al controllo del marchio e delle risorse ad esso correlate, riaccendendo un dibattito più ampio sul rapporto tra la DAO e la società centralizzata che sviluppa gran parte della tecnologia, Aave Labs.

La disputa ha assunto rilievo perché mette a fuoco una questione che interessa molti grandi protocolli crypto: la tensione tra governance decentralizzata e team centralizzati che spesso guidano l’esecuzione tecnica e commerciale.

Il caso scatenante è stato l’integrazione con CoW Swap, uno strumento di esecuzione degli scambi che ha fatto sì che le commissioni di swap finissero a Aave Labs anziché nel tesoro della DAO. Secondo i sostenitori della società, i ricavi riflettevano attività di sviluppo a livello d’interfaccia; i critici hanno invece interpretato l’accordo come la manifestazione di un problema più profondo: chi detiene effettivamente il controllo del marchio Aave, che gestisce oltre 33 miliardi di dollari in asset bloccati?

Al centro della controversia sono la proprietà dei marchi, dei domini, degli account social e di altri asset brandizzati. I favorevoli al controllo da parte della DAO sostengono che ciò allineerebbe i diritti di governance con chi sopporta il rischio economico, limiterebbe il potere unilaterale di una società privata e assicurerebbe che il marchio rappresenti un protocollo governato e finanziato dai detentori di token.

Dall’altro lato, chi ritiene che il controllo debba restare a Aave Labs avverte che sottrarre il brand ai team che realizzano il prodotto potrebbe rallentare lo sviluppo, complicare partnership e rendere meno chiara la responsabilità nell’esercizio e nella promozione del protocollo. La proposta ha così diviso profondamente la comunità, con visioni contrastanti sul futuro della piattaforma.

Glamsterdam: il prossimo aggiornamento di Ethereum

Gli sviluppatori di Ethereum, dopo il successo dell’ultimo aggiornamento che ha ridotto i costi per i nodi, stanno già pianificando la prossima trasformazione importante, soprannominata “Glamsterdam”.

Il termine unisce due interventi paralleli sulle due principali componenti della rete. Sul livello di esecuzione, dove risiedono le regole delle transazioni e gli smart contract, è previsto l’aggiornamento detto Amsterdam. Sul livello di consenso, che coordina i validatori e finalizza i blocchi, è in programma un aggiornamento chiamato Gloas.

Al centro di Glamsterdam c’è la proposta di separazione tra propositore e costruttore di blocchi, nota come Proposer-Builder Separation (ePBS), formalizzata come EIP-7732. L’obiettivo è incorporare nel protocollo una regola che distingua chi costruisce i blocchi da chi li propone, impedendo a un singolo attore di determinare quali transazioni includere o il loro ordine.

Oggi questa separazione dipende in larga misura da servizi off-chain chiamati relay, che introducono assunzioni di fiducia e rischi di centralizzazione. Con ePBS, i builder assembleranno i blocchi e ne sigilleranno criptograficamente il contenuto, mentre i proposer selezioneranno il blocco che offre la maggiore ricompensa senza poter vedere o alterare le transazioni al suo interno. Le transazioni verrebbero rivelate solo dopo la finalizzazione del blocco, riducendo opportunità di manipolazione legate al MEV (maximal extractable value).

Bitcoin e la questione del calcolo quantistico

Nel dibattito su Bitcoin la discussione è ormai meno focalizzata sul se il calcolo quantistico possa rappresentare una minaccia e più sul tempo necessario per prepararsi a eventuali sviluppi significativi.

Jameson Lopp ha detto:

“No, i computer quantistici non metteranno a rischio Bitcoin nel prossimo futuro. Continueremo a monitorarne l’evoluzione. Tuttavia, apportare cambiamenti ponderati al protocollo (e gestire una migrazione senza precedenti dei fondi) potrebbe facilmente richiedere dai cinque ai dieci anni.”

Questa discussione è rilevante perché il valore di Bitcoin dipende sempre più dalla fiducia a lungo termine. Poiché capitali istituzionali considerano il bitcoin come un investimento pluriennale, anche rischi tecnici lontani nel tempo possono influenzare le decisioni di allocazione e il modo in cui i mercati valutano l’incertezza.

Proposta di governance per EigenLayer

La fondazione dietro il protocollo di restaking EigenLayer ha avanzato una modifica di governance volta a introdurre nuovi incentivi per il token EIGEN, concentrandosi su attività produttive di rete e generazione di commissioni.

Elemento chiave della proposta è un modello di commissioni che convoglia i ricavi derivanti dalle ricompense delle Actively Validated Services (AVS) e dai servizi EigenCloud verso i possessori di EIGEN. Le AVS sono servizi basati su blockchain che sfruttano la sicurezza di EigenLayer, contando su token in staking e operatori per garantire correttezza e continuità operativa.

I promotori sostengono che questa riforma rafforzerà l’accumulazione di valore a lungo termine per i detentori di EIGEN e allineerà meglio la tokenomics con l’effettivo utilizzo della rete, premiando partecipanti che supportano servizi attivi e fornendo capitale necessario alle AVS.

Altre notizie

Upexi, società quotata al Nasdaq con un tesoro crypto focalizzato su Solana, ha depositato una registrazione a libretto presso la SEC per raccogliere fino a 1 miliardo di dollari. L’operazione offre alla società flessibilità per raccogliere capitali mediante azioni ordinarie, azioni privilegiate, strumenti di debito, warrant o unità in più offerte nel tempo.

Con base a Tampa, la società gestisce diversi marchi di consumo e detiene una delle più grandi riserve di SOL tra le aziende quotate, con oltre 2 milioni di token sul proprio bilancio.

Il Fondo Monetario Internazionale ha elogiato la crescita economica di El Salvador, segnalando risultati migliori delle attese. Il paese, guidato dal presidente Nayib Bukele, ha continuato la sua strategia di accumulo di bitcoin anche dopo l’accordo sul prestito con il Fondo.

Nel novembre scorso, in un momento di vendita diffusa sui mercati, El Salvador acquistò oltre 1.000 BTC, portando le riserve complessive a quasi 7.500 BTC, pari a circa 660 milioni di dollari ai prezzi correnti. Il Fondo Monetario Internazionale ha inoltre osservato che le negoziazioni per la vendita del portafoglio crypto governativo Chivo sono “well advanced”.

Regolamentazione e politica

La banca centrale russa ha proposto un quadro che legalizzerebbe e regolamenterebbe il trading di criptovalute per individui e istituzioni, indicando un atteggiamento più accomodante rispetto alle criptovalute, pur invitando alla cautela sugli investimenti.

La banca centrale russa ha dichiarato:

“Non sono emesse né garantite da alcuna giurisdizione e sono soggette a maggiore volatilità e a rischi connessi alle sanzioni. Chi decide di investire in crypto deve comprendere che si assume il rischio di potenziali perdite dei propri fondi.”

La banca centrale ha inoltre precisato che “valute digitali e stablecoin sono riconosciute come attività monetarie; possono essere acquistate e vendute, ma non possono essere utilizzate per i pagamenti domestici”, una distinzione volta a contenere il loro impatto sul sistema finanziario interno.

Nel frattempo, il Consiglio dell’Unione Europea ha espresso sostegno all’esplorazione da parte della Banca Centrale Europea di un euro digitale, considerandolo un’evoluzione della moneta e uno strumento potenziale per l’inclusione finanziaria. Tuttavia, il Consiglio ha chiesto che siano previste soglie per il valore detenibile nei conti online e nei portafogli digitali per evitare che l’euro digitale diventi un sostituto dei depositi bancari e possa influire sulla stabilità finanziaria.

Edwin Mata, cofondatore e amministratore delegato della piattaforma di tokenizzazione Bricken, ha commentato in merito ai limiti proposti:

“I limiti di detenzione non riguardano solo l’astrazione della stabilità finanziaria. Servono a evitare che l’euro digitale competA direttamente con i depositi bancari. Se le persone potessero detenere euro digitali illimitati, i depositi potrebbero spostarsi istantaneamente dalle banche commerciali alla BCE in periodi di stress, accelerando virtualmente le corse agli sportelli.”

Calendario eventi

10-12 febbraio 2026: Consensus, Hong Kong.

17-21 febbraio 2026: EthDenver, Denver.

30 marzo – 2 aprile 2026: EthCC, Cannes.

15-16 aprile 2026: Paris Blockchain Week, Parigi.

5-7 maggio 2026: Consensus, Miami.

3-6 novembre 2026: Devcon, Mumbai.