Manovra: 3,8 milioni di dipendenti avranno aumenti contrattuali detassati
- 24 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Circa 3,8 milioni di lavoratori del settore privato potrebbero beneficiare dell’imposta sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi erogati nel 2026 a seguito dei rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
La stima è contenuta nella relazione tecnica alla manovra, aggiornata dopo le modifiche approvate dal Senato che hanno ampliato la platea dei beneficiari. Il trattamento si applica ai lavoratori dipendenti del privato il cui reddito da lavoro dipendente nel 2025 non supera i 33.000 euro (nel testo originario il limite era fissato a 28.000 euro).
Secondo i dati pubblicati dall’Istat a fine giugno, il totale dei lavoratori in attesa di rinnovo contrattuale era di circa 5,7 milioni; da questa cifra sono stati esclusi i dipendenti pubblici e i soggetti con reddito da lavoro dipendente superiore a 33.000 euro.
La relazione tecnica indica un minor gettito complessivo di Irpef e addizionali a carico delle amministrazioni competenti pari a -781,8 milioni di euro, compensato in parte da un gettito derivante dall’imposta sostitutiva stimato in 138,9 milioni di euro, per un effetto netto di competenza di -642,9 milioni di euro.
Detassazione all’1% su premi di risultato e partecipazione agli utili
Un’altra modifica introdotta nel testo approvato in prima lettura al Senato riguarda la riduzione dell’aliquota agevolata dal 5% all’1% e l’aumento del massimale da 3.000 a 5.000 euro sia per i premi di risultato sia per le quote di partecipazione agli utili spettanti ai dipendenti.
La disposizione prosegue la disciplina prevista per l’anno in corso dalla legge n.76 del 2025, estendendone gli effetti al periodo d’imposta 2026. L’attuale normativa prevede già l’imposta sostitutiva del 5% per i soli lavoratori dipendenti del privato con redditi da lavoro fino a 80.000 euro, entro il limite di 3.000 euro annuali.
Per il 2024 gli importi agevolati ammontavano a circa 2.973 milioni di euro. Per il 2026 si stima un incremento della base imponibile agevolata di circa il 10%, pari a 297,4 milioni, portando il totale a circa 3.271,1 milioni di euro. Si calcola che la platea potenzialmente interessata dalla modifica sia di circa 250.000 lavoratori, con un impatto di competenza stimato in -170,8 milioni di euro.
La manovra conferma inoltre per il prossimo anno l’esenzione al 50% dei dividendi corrisposti ai lavoratori derivanti da azioni attribuite in sostituzione dei premi di risultato, fino a un importo massimo di 1.500 euro annui, con oneri stimati in 21 milioni di euro per il 2026.
Cedolare secca al 15% su indennità per lavoro notturno e festivo
Per il periodo d’imposta 2026 è prevista l’applicazione di una cedolare secca al 15% sulle maggiorazioni e indennità corrisposte per il lavoro notturno, per le prestazioni svolte in giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale previsti dai Ccnl, oltre che sulle indennità di turno e altri emolumenti collegati al lavoro a turni, entro il limite annuo di 1.500 euro.
La misura riguarda i dipendenti del settore privato con redditi da lavoro dipendente inferiori a 40.000 euro e interessa una platea stimata in circa 2,3 milioni di lavoratori. L’impatto sul gettito per l’anno 2026 è valutato in una riduzione delle entrate fiscali pari a 621 milioni di euro.
Implicazioni e considerazioni di policy
Nel complesso, le misure contenute nella relazione tecnica alla manovra mirano a favorire la distribuzione di reddito e la valorizzazione del lavoro dipendente attraverso agevolazioni fiscali temporanee e targettizzate. Gli interventi hanno un costo netto per le entrate pubbliche, con impatti differenziati tra i vari strumenti introdotti.
Dal punto di vista delle politiche del lavoro e della contrattazione collettiva, l’estensione delle detassazioni può incentivare le imprese a privilegiare forme di remunerazione legate a produttività e partecipazione agli utili, oltre a rendere più conveniente il riconoscimento delle indennità per lavoro notturno e festivo. Tuttavia, l’efficacia degli incentivi dipenderà anche dalle scelte dei datori di lavoro e dalla capacità dei Ccnl di recepire tali disposizioni nel quadro delle trattative sindacali.
La relazione tecnica offre una fotografia degli effetti attesi, ma l’evoluzione normativa in sede parlamentare e gli ulteriori passaggi di attuazione potranno modificare importi, platee e tempistiche: è quindi utile monitorare gli sviluppi per valutare con precisione effetti distributivi e conseguenze sul bilancio pubblico.