Domanda per i data center di intelligenza artificiale resta inarrestabile nonostante la svendita di azioni, afferma un banchiere del settore

Le trattative sul mercato delle fusioni e acquisizioni rimangono vive grazie a un problema fondamentale: i miner di Bitcoin e gli sviluppatori di data center continuano a richiedere quantità significative di energia, rendendo gli asset con accesso a potenza elettrica molto appetibili per acquirenti e locatori.

Joe Nardini said:

“M&A work is still ongoing as people still need power.”

Secondo Joe Nardini, responsabile dell’investment banking presso B. Riley Securities, la domanda di energia da parte dei miner di Bitcoin resta “enorme”, ma la spinta proveniente dall’AI e dall’High‑Performance Computing (HPC) è spesso ancora più intensa, con clienti del settore che chiedono strutture già predisposte per GPU.

Il fenomeno ha radici pratiche: dopo l’evento di halving che ha dimezzato le ricompense per il mining, molti operatori hanno visto comprimersi i margini e hanno cominciato a riconvertire o ad affittare la capacità esistente per ospitare hardware dedicato all’AI e all’HPC. Questa transizione ha contribuito ai forti rialzi osservati in alcune società legate al mining di BTC in un contesto in cui l’hype per l’AI ha attratto grandi investimenti verso infrastrutture specializzate.

All’inizio del 2025 l’ondata di prese di profitto e la rivalutazione delle aspettative avevano eroso parte del valore di mercato di nomi tecnologici significativi, tra cui Nvidia, mentre lo specialista di infrastrutture per l’AI CoreWeave ha visto il proprio titolo ritirarsi, restando oltre il 50% sotto il picco di giugno.

Il responsabile dell’investment banking usa una semplice verifica con i manager per valutare la tenuta del mercato: hanno domanda per la capacità che hanno costruito? hanno inquilini? sono inquilini affidabili e pagano tariffe adeguate? le risposte, secondo Nardini, risultano positive.

Joe Nardini said:

“So the demand is still there.”

Un esempio concreto arriva dalla recente operazione di Hut 8, che ha firmato un contratto di locazione a lungo termine di 15 anni con Fluidstack per 245 megawatt di capacità IT presso il campus di River Bend, per un controvalore di circa 7 miliardi di dollari, notizia che ha fatto salire il titolo di oltre il 20% in una seduta.

Joe Nardini said:

“Despite the recent selloff, these companies have been well rewarded with higher valuation multiples and the ability to raise capital at attractive valuations and terms.”

Dentro le trattative

La domanda di potenza continua quindi a sostenere valutazioni e a influenzare le negoziazioni di M&A. In particolari situazioni competitive, dove sono disponibili energia di qualità e ubicazioni valide, il rapporto di valore espresso in dollari per megawatt può risultare molto attraente per gli investitori.

Secondo fonti di mercato, in alcuni processi la valutazione per megawatt ha superato i 400.000 dollari, arrivando a sfiorare i 450.000 a seconda dell’esito delle trattative; in transazioni particolari si sono osservati prezzi ancora più elevati, nell’ordine di 500.000–550.000 dollari per megawatt.

Contemporaneamente, gli asset in ubicazioni meno favorevoli o in condizioni distress continuano ad attirare offerte molto più contenute, spesso nella fascia tra 100.000 e 250.000 dollari per megawatt, da parte di acquirenti interessati alla potenza ma che scontano la qualità del mercato o del sito.

I compratori tipici comprendono hyperscalers (grandi operatori cloud), aziende specializzate in AI e miner di Bitcoin, mentre il fronte dei venditori si è allargato oltre gli attori nativi della criptoeconomia: impianti industriali storici, aree produttive dismesse e strutture con disponibilità energetica sono ora valutate anche per la loro capacità di alimentare data center moderni.

In un caso citato, una struttura centenaria di 160 anni è stata considerata principalmente per l’accesso alla potenza, nonostante il mercato locale non fosse ideale. In un’altra trattativa, un venditore privato ha raccolto manifestazioni d’interesse da circa 25 potenziali acquirenti che hanno richiesto la firma di accordi di riservatezza, inclusi miner di Bitcoin, hyperscalers e società AI.

Questa dinamica pone i proprietari di asset davanti a un bivio strategico: vendere a un hyperscaler o a un developer, oppure tentare di diventare essi stessi sviluppatori. Diverse aziende industriali con impianti vecchi, inattivi o quasi inattivi stanno valutando di monetizzare cedendo oppure convertendo tali siti verso il mercato dell’AI/HPC e del mining.

Joe Nardini said:

“building 30 megawatt units at a clip”

Un cliente privato ha, per esempio, iniziato a rimettere a nuovo blocchi di uffici convertendoli in moduli di potenza modulari da 30 megawatt ciascuno e ora cerca finanziamenti addizionali per scalare l’attività. In almeno una negoziazione, un potenziale inquilino si è detto disposto a pagare in anticipo il canone prima del completamento, segnale della scarsità di capacità appetibile.

Prospettive e rischi

Guardando al 2026, la sensibilità del settore ai tassi di interesse resta centrale: una diminuzione dei tassi potrebbe creare un contesto più favorevole al rischio e quindi incentivare ulteriori operazioni e investimenti nel comparto delle infrastrutture energetiche e dei data center.

Joe Nardini said:

“if one customer doesn’t take a site, someone else will.”

Il principale rischio evidenziato dagli operatori è pragmatico: se gli sviluppatori non riusciranno a locare la capacità che costruiscono, o non otterranno i prezzi necessari per coprire il capitale investito, allora la disciplina del mercato potrebbe incrinarsi. Al momento, secondo i feedback raccolti, non emergono segnali generalizzati in questo senso.

Joe Nardini said:

“The bones of the business remain intact.”

Joe Nardini said:

“The demand for power and AI HPC data center capacity continues unabated. Developers with data center capacity have demand from multiple creditworthy tenants at good rates, so the core economics of business remain intact.”

Joe Nardini said:

“The AI trade is still alive as of Dec. 17, 2025.”

In sintesi, il mercato delle infrastrutture energetiche per data center resta caratterizzato da una forte domanda strutturale proveniente da diversi segmenti (miner di Bitcoin, operatori cloud, aziende AI) e da valutazioni che premiano la qualità della potenza e la posizione. Tuttavia, l’equilibrio tra offerta costruita e domanda effettiva rimane il fattore critico da monitorare nei prossimi trimestri.