Tra i soldati italiani in Bulgaria: addestramento intensificato e prontezza totale
- 23 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Prima agiscono i blindati Centauro, seguiti a breve distanza dai Freccia, che aprono il fuoco e si riposizionano; poi contrattaccano i carri Ariete. Dall’alto un drone Raven sorveglia l’area mentre i bersaglieri procedono alla bonifica degli edifici; colpi di munizioni da 120 millimetri raggiungono i bersagli durante le prove sul terreno.
Si tratta di addestramenti intensi e manovre con circa 740 militari italiani impiegati nella base Novo Selo in Bulgaria, che si alternano ogni sei mesi nel principale poligono del paese (circa 144 km²). Il Mar Nero dista meno di 100 chilometri: lo scenario operativo rientra nel cosiddetto fianco est dell’Alleanza, ritenuto particolarmente esposto a potenziali minacce.
Colonnello Mattia Scirocco ha spiegato:
“Negli ultimi mesi abbiamo rafforzato l’addestramento. Siamo pronti ad affrontare qualsiasi evenienza qualora il livello di rischio aumentasse sul fianco est europeo.”
Esercitazioni e struttura del contingente
Dal 2022 il contingente italiano è il più consistente presente in questa base gestita dall’Alleanza perché l’Italia è la nazione quadro del battaglione delle Nato Forward Land Forces, una delle otto formazioni dispiegate in Europa orientale, dall’Estonia a nord fino alla Bulgaria a sud. L’obiettivo di questi battlegroup è dimostrare la capacità e la determinazione della Nato nel rispondere a potenziali minacce lungo i confini del patto Atlantico.
Accanto all’Italia operano contingenti di circa un centinaio di militari della Bulgaria e unità provenienti da Macedonia del Nord, Romania, Montenegro, Grecia, Albania e Turchia. Sono impiegati all’incirca duecento mezzi, che consentono esercitazioni su larga scala e interoperabilità tra forze diverse.
Questi poligoni offrono l’opportunità di addestrarsi con procedure tecnico-tattiche comuni, migliorare l’integrazione e raggiungere obiettivi complessi che, per caratteristiche e spazio, non potrebbero essere svolti in territorio nazionale. Inoltre, le attività includono cooperazione con la Romania, dove si trova il comando superiore e dove opera un battlegroup a guida Francia.
Deterrenza, integrazione e operazioni di bonifica
L’integrazione con le Forze armate degli altri Paesi alleati mira ad accrescere la capacità di deterrenza e la difesa collettiva: esercitazioni come queste servono a mostrare la prontezza e le competenze messe in campo dalle forze della Nato.
Colonnello Mattia Scirocco ha aggiunto:
“La deterrenza si manifesta nel dimostrare cosa sanno fare gli eserciti dei Paesi alleati. Il nostro scopo ultimo è tutelare il territorio dei membri della Nato; la nostra postura rimane esclusivamente difensiva, proporzionata e coerente con gli impegni internazionali.”
Durante le prove i partecipanti hanno osservato il fuoco di sistema di artiglieria come i Panzerhaubitze e l’impiego dei VBM portamortai, le esercitazioni di bonifica degli edifici e l’uso di minirobot per il controllo di aree ritenute pericolose. Sono state svolte anche attività specifiche per tiratori scelti e unità di ricerca e soccorso.
Rotazione, logistica e significato strategico
Tra meno di due mesi è previsto il cambio della guardia per oltre 700 militari italiani di Novo Selo, che lasceranno il posto a colleghi in arrivo: si tratterà del settimo ciclo di rotazioni e addestramenti condotti nella base bulgara. Le rotazioni semestrali richiedono una logistica complessa e consolidano la continuità delle capacità operative sul terreno.
La presenza stabile di forze in prima linea, unita alle esercitazioni congiunte, rappresenta per l’Alleanza uno strumento di rassicurazione per i Paesi membri dell’area e di prevenzione rispetto a possibili escalation nella regione. In questo senso, la combinazione di manovre corazzate, artiglieria e attività di bonifica rafforza l’interoperabilità e la prontezza operativa della Nato sul fianco orientale.