Bitcoin perde i guadagni di lunedì mattina e torna sotto i 88.000 dollari
- 23 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ( BTC ) e altre criptovalute hanno registrato un calo continuo durante la sessione statunitense di lunedì: il prezzo di BTC è sceso sotto i 88.000 dollari dopo aver superato i 90.000 dollari in mattinata, mentre ETH è tornato sotto la soglia dei 3.000 dollari.
Alcune azioni legate al settore cripto però mantengono guadagni, in testa Hut 8 ( HUT ), che continua a salire dopo l’accordo della scorsa settimana per un contratto di locazione di 15 anni relativo a un centro dati per l’intelligenza artificiale con Fluidstack. La quotazione è aumentata del 16% nella giornata di lunedì, favorita anche dal rialzo del target price comunicato da Benchmark e dal suo analista Mark Palmer.
Altri titoli in territorio positivo includono Coinbase ( COIN ) e Robinhood ( HOOD ), sebbene entrambi si siano allontanati dai massimi di sessione a causa del ritracciamento delle criptovalute. Anche MicroStrategy ( MSTR ) ha vissuto oscillazioni, passando da un +3% a una lieve perdita nel corso della giornata.
Scadenza delle opzioni e numeri record
La forte volatilità osservata nella forchetta tra 85.000 e 90.000 dollari arriva in vista della scadenza di venerdì, che vedrà il regolamento di opzioni su BTC e ETH per un controvalore record di 28,5 miliardi di dollari sulla piattaforma di derivati Deribit. Tale importo rappresenta oltre la metà dei 52,2 miliardi di dollari di open interest registrati sull’exchange, come segnalato da Jean‑David Pequignot, chief commercial officer della piattaforma.
Jean‑David Pequignot said:
“Questa scadenza di fine anno segna la culminazione di un periodo caratterizzato da una crescente maturità istituzionale e dal passaggio da cicli speculativi a un superciclo guidato dalle politiche.”
Al centro dell’attenzione, prosegue l’analisi, resta il livello di ” max pain ” per Bitcoin attorno ai 96.000 dollari: è lì che gli scrittori di opzioni possono trarre il maggior vantaggio dalla scadenza. Allo stesso tempo, è concentrato circa 1,2 miliardi di dollari di open interest in opzioni put con strike a 85.000 dollari, un dettaglio che potrebbe esercitare pressione ribassista sul prezzo spot qualora dovessero attivarsi vendite significative.
Restano in campo spread di call di medio termine indirizzati verso livelli tra 100.000 e 125.000 dollari, mentre le put protettive a breve scadenza sono diventate più costose: un segnale di cautela da parte di molti operatori che cercano protezione per posizioni già in essere.
Jean‑David Pequignot added:
“Lo skew tra i prezzi delle call e delle put è diminuito rispetto ai massimi recenti, ma rimane un indicatore di prudenza tra i partecipanti.”
I dati suggeriscono inoltre che molti trader stanno «rollando» posizioni difensive verso scadenze successive invece di chiuderle definitivamente. Secondo Pequignot si è verificato uno spostamento da put con strike tra 85.000 e 70.000 dollari a dicembre verso spread di put gennaio con strike tra 80.000 e 75.000 dollari. Questo comportamento implica che il rischio immediato fino alla fine dell’anno viene in parte coperto, ma la preoccupazione per i movimenti futuri rimane.
Implicazioni per trader e mercato
Le scadenze di opzioni di ampia entità possono generare volatilità accentuata nel breve periodo, poiché l’esecuzione o la chiusura di grandi posizioni può comportare flussi di acquisto o vendita significativi sul mercato spot. L’open interest, che misura il numero di contratti aperti non ancora regolati, è un indicatore seguito per valutare la potenziale intensità di questi movimenti.
Per gli operatori istituzionali, la gestione delle scadenze richiede strategie di copertura più complesse e un attento bilanciamento tra protezione e costi di copertura. Per gli investitori retail, la raccomandazione è monitorare la liquidità e la profondità del mercato nelle ore precedenti e successive alla scadenza, poiché la dinamica dei prezzi può accelerare rapidamente.
Nel complesso, ci si attende un aumento della volatilità e una maggiore attenzione agli strike chiave nelle prossime sedute: la combinazione di grandi posizioni in scadenza e segnali di trasferimento degli stessi verso scadenze future suggerisce una fase di transizione, in cui la maturità istituzionale convive con la necessità di gestire il rischio di mercato in modo più proattivo.