Hong Kong propone nuove regole per sbloccare capitali assicurativi verso le criptovalute

Hong Kong sta predisponendo una misura che potrebbe sbloccare un pool di capitali da diversi miliardi di dollari destinati a asset digitali e infrastrutture correlate, un passaggio che potrebbe favorire un’adozione istituzionale delle criptovalute in Asia.

In una presentazione del 4 dicembre, l’Insurance Authority ha illustrato una bozza di regole che autorizzerebbe le 158 società di assicurazione attualmente riconosciute nella città a investire in un ventaglio più ampio di strumenti, compresi prodotti legati agli asset digitali.

La proposta dell’Authority assicurativa

La normativa proposta mantiene tuttavia un approccio prudente: richiede alle compagnie di assicurazione di accantonare una riserva pari a un dollaro per ogni dollaro investito direttamente in criptovalute, configurando un 100% “risk charge” sulle esposizioni dirette. Questa disposizione rappresenta un requisito patrimoniale significativo pensato come cuscinetto contro l’elevata volatilità tipica degli asset digitali.

Per i stablecoin, invece, il livello di rischio verrebbe parametrato alla valuta fiat alla quale lo strumento è ancorato, con conseguenti diversi oneri patrimoniali a seconda del peg e della stabilità sottostante.

Tempistica e iter regolatorio

L’Insurance Authority aprirà la bozza a consultazione pubblica da febbraio ad aprile 2025; successivamente è previsto l’invio del testo alle sedi legislative più avanti nel corso dell’anno, con l’obiettivo di tradurre la proposta in norme operative entro i tempi stabiliti.

Parallelamente, la Hong Kong Monetary Authority ha in programma di rilasciare le prime licenze per i stablecoin all’inizio del 2026, segnando un ulteriore passo verso la regolamentazione di strumenti digitali nel sistema finanziario locale.

Impatto sul settore assicurativo e sul mercato

L’introduzione di questo quadro potrebbe liberare risorse significative per il mercato delle criptovalute e per progetti infrastrutturali collegati, ma l’onere patrimoniale elevato potrebbe contenere l’entità degli investimenti diretti. Per rispettare un 100% “risk charge”, le compagnie dovrebbero aumentare i capitali disponibili o ridurre esposizioni in altre classi di attivo.

Di conseguenza, è probabile che molte istituzioni finanziarie valutino soluzioni alternative: investimenti indiretti tramite fondi specializzati, esposizioni a infrastrutture tokenizzate o partnership con gestori esperti per mitigare il capitale richiesto e i rischi operativi.

La combinazione tra apertura regolamentare e misure prudenziali riflette la volontà delle autorità di favorire l’innovazione finanziaria senza trascurare la protezione degli assicurati e la stabilità del sistema finanziario.

Prospettive per l’ecosistema digitale in Asia

Se la proposta verrà confermata, Hong Kong potrebbe rafforzare il proprio ruolo come hub regionale per asset digitali, aumentando la domanda di infrastrutture di mercato, servizi di custodia sicura, conformità e soluzioni di gestione del rischio. Tuttavia, la reale entità degli investimenti dipenderà dalla combinazione tra appetito degli investitori istituzionali e dai requisiti patrimoniali definitivi.

I prossimi mesi di consultazione pubblica saranno cruciali per comprendere come le parti interessate risponderanno alle misure proposte e quali emendamenti potrebbero essere richiesti per bilanciare innovazione, accesso al mercato e tutela finanziaria.