Ucraina: Peskov dice che Putin è pronto al dialogo con Macron; Kiev intercetta 75 droni russi

Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato nella notte che il presidente Vladimir Putin sarebbe disponibile a un dialogo con il presidente francese Emmanuel Macron, una apertura descritta come interlocutoria rispetto agli sviluppi diplomatici in corso.

Situazione sul fronte e attacchi a Odessa

Sul terreno continuano i combattimenti e le operazioni militari che coinvolgono infrastrutture strategiche e aree civili. Negli ultimi giorni la regione di Odessa è stata colpita da raid che hanno inciso anche sulla capacità logistica e sulle esportazioni del Paese.

Un magazzino di olio di girasole, risorsa di grande valore per l’economia ucraina e per l’export mondiale, è stato danneggiato: si segnalano vittime e feriti e la perdita di tonnellate di prodotto. Il danneggiamento del terminal principale di oli vegetali ha impatti immediati sulle esportazioni e sulla catena di approvvigionamento locale.

Volodymyr Zelensky ha denunciato l’intento di impedire l’accesso al mare e di colpire le regioni costiere:

“La Russia sta nuovamente cercando di limitare l’accesso dell’Ucraina al mare e di bloccare le nostre regioni costiere.”

Dichiarazioni di Antonio Tajani sul decreto per l’Ucraina

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha illustrato le linee generali del prossimo decreto destinato al sostegno dell’Ucraina, sottolineando l’attenzione per misure rivolte alla popolazione civile oltre che per forniture militari.

Antonio Tajani ha affermato:

“Nel decreto Ucraina ci saranno soprattutto aiuti civili, certo. Ma anche armi.”

Ha inoltre espresso solidarietà per l’attacco alla redazione citando la gravità dell’azione subita e la necessità di condannare atti rivolti contro la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti.

Antonio Tajani ha detto:

“Ho portato la mia solidarietà dopo l’assalto alla redazione: si tratta di un’azione da nazisti.”

Nel valutare le modalità di finanziamento degli aiuti, il ministro ha richiamato i dubbi sulla base giuridica dell’uso di asset russi congelati e la posizione di contrasto espressa da alcune istituzioni europee, proponendo come alternativa l’impiego del bilancio comunitario e del debito europeo per sostenere l’Ucraina.

Antonio Tajani ha aggiunto:

“Per aiutare l’Ucraina allora sì, usiamo il bilancio europeo, facciamo debito: è una scelta positiva dal punto di vista giuridico, politico ed europeista.”

Il ministro ha ricordato l’impatto strategico degli attacchi alle centrali idroelettriche e alle infrastrutture energetiche, definendoli strumenti volti a indebolire la resistenza della popolazione oltre che delle forze armate.

Antonio Tajani ha osservato:

“Putin ha colpito le centrali idroelettriche, dove nasce l’energia anche per la popolazione e su questo vogliamo lavorare.”

Questioni legali e finanziarie sugli asset congelati

L’utilizzo dei beni russi congelati è al centro di un dibattito giuridico e politico. Alcune istituzioni europee hanno sollevato riserve sulla legittimità di impiegare direttamente tali asset per finanziare aiuti, temendo possibili ricorsi e condanne da parte della giustizia sovranazionale.

Tra i rischi indicati c’è quello di un contenzioso presso la Corte di Giustizia, che potrebbe interpretare in senso contrario iniziative giudicate affrettate. Per questo motivo si valutano soluzioni alternative, come l’utilizzo dei bilanci pubblici e strumenti di indebitamento a livello europeo, ritenuti più solidi dal punto di vista giuridico.

Posizione di Mosca sul formato negoziale

Dal versante russo è stata negata la possibilità, allo stato attuale, di un incontro trilaterale che coinvolga rappresentanti di Russia, Stati Uniti e Ucraina. Secondo i portavoce presidenziali, il formato non è stato discussо seriamente e non è attualmente preso in considerazione.

Yuri Ushakov ha detto:

“L’ipotesi di un incontro trilaterale con Usa e Ucraina non è finora stata discussa seriamente e non è al momento presa in considerazione.”

Implicazioni diplomatiche e prospettive

Le dichiarazioni di apertura al dialogo si inseriscono in un quadro di tensione militare e di complesse negoziazioni internazionali. L’evoluzione delle decisioni sulle forniture di aiuti e sul meccanismo di finanziamento avrà conseguenze politiche rilevanti per le relazioni tra gli Stati europei, le istituzioni sovranazionali e le parti coinvolte nel conflitto.

Nel breve termine, la situazione sul campo e i danni alle infrastrutture resteranno fattori determinanti per le scelte operative e per la mobilitazione di risorse umanitarie e materiali verso le aree colpite.



Author: Tony
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