Corsica Ferries lancia piano di investimenti da 30 milioni
- 21 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Corsica Sardinia Ferries ha avviato un programma di investimenti vicino ai 30 milioni di euro volto alla modernizzazione delle unità e all’adeguamento delle infrastrutture portuali, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e migliorare i servizi ai passeggeri. Il piano comprende il refitting delle navi orientato alla transizione energetica e una proposta industriale per il rinnovo della concessione sulle banchine del porto di Vado Ligure (provincia di Savona), dove è prevista anche l’installazione di un impianto di cold ironing per l’alimentazione elettrica a terra delle navi in sosta, soluzione già utilizzata dalla compagnia negli scali francesi di Tolone e Sète.
I dettagli delle iniziative sono stati illustrati dall’amministratore delegato Sébastian Romani, in carica da poco più di un anno, mentre la società è presieduta e controllata da Pierre Mattei. Le misure annunciate abbracciano sia interventi sugli scali sia investimenti sulle singole unità della flotta per renderle compatibili con le nuove modalità di alimentazione elettrica.
Concessione di Vado e richiesta di estensione
Sébastian Romani ha detto:
“La concessione ci è stata appena rinnovata per due anni.”
L’azienda ha però predisposto un progetto volto a ottenere un rinnovo più lungo a partire dal 2028: la richiesta formale prevedrebbe la permanenza sulle banchine per un periodo addizionale di 25 anni, condizionata all’impegno a realizzare opere infrastrutturali e interventi di sostenibilità ambientale.
Sébastian Romani ha detto:
“Intendiamo chiedere di poter stare su quelle banchine per altri 25 anni. Il nostro progetto prevede, tra l’altro, di investire per creare una shore connection nel porto di Vado e realizzare il cold ironing, con un investimento, solo per quello, di 4 o 5 milioni di euro.”
Oltre al costo specifico per il sistema di alimentazione a terra, il piano include interventi volti a trasformare l’area portuale in un modello di sostenibilità: pannelli fotovoltaici, moderne isole per il trattamento differenziato dei rifiuti, colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e il miglioramento degli spazi di attesa e dei servizi per i passeggeri.
Stime di mercato valutano l’ammontare complessivo dell’investimento della compagnia in circa 10 milioni di euro, cifra che ricomprenderebbe il cold ironing e gli altri interventi di riqualificazione infrastrutturale.
Adeguamento della flotta e costi per unità
Per poter usufruire dell’alimentazione elettrica a terra, le navi devono essere dotate di apposite prese e sistemi di connessione a bassa tensione; pertanto la compagnia sta programmando interventi tecnici sulle proprie unità. Al momento la flotta è composta da 10 navi e metà di queste è già oggetto di lavori per installare la shore connection.
Sébastian Romani ha detto:
“Stiamo facendo investimenti importanti per adattare le nostre unità alla transizione energetica; la nostra flotta conta oggi 10 navi e abbiamo già impegnato risorse su metà di questa, per dotarla di shore connection, cioè la presa per collegare le navi elettricamente alla banchina.”
Secondo quanto indicato dall’amministratore delegato, il costo indicativo per adeguare ogni nave è di circa 1,5 milioni di euro: completando l’intervento sull’altra metà della flotta entro la fine del 2026, l’impegno totale atteso su questo fronte sarebbe dell’ordine di 15 milioni di euro.
Utilizzo dei sistemi a terra e confronto tra scali
Attualmente i sistemi di cold ironing sono operativi per la compagnia negli scali francesi di Tolone e Sète. Nel caso del porto italiano di Vado Ligure, in passato era stata predisposta una cabina elettrica capace di alimentare le navi in condizioni di minima operatività, ma non sufficiente per navi in sosta operative: per questo motivo la società ritiene necessario completare l’opera con un impianto dedicato al cold ironing.
Sébastian Romani ha detto:
“Tolone è il nostro home port in Francia mentre a Sète facciamo meno toccate, anche se abbiamo aumentato un po’ le rotazioni perché l’anno scorso il traffico è stato interessante. Il cold ironing per noi è un tema molto importante, su cui l’Italia è ancora indietro.”
L’adozione diffusa di sistemi di alimentazione dall’area portuale rappresenta per gli armatori un elemento chiave per la decarbonizzazione del trasporto marittimo costiero e per la riduzione dell’inquinamento nelle aree portuali. Il progetto di Corsica Sardinia Ferries si inserisce in un contesto più ampio in cui autorità portuali e operatori stanno valutando tempistiche, costi e soluzioni tecniche per estendere queste pratiche anche in altri scali.
Tempistiche e impatti attesi
I piani presentati prevedono interventi distribuiti su più anni: il completamento dell’adeguamento dell’altra metà della flotta entro il 2026, la richiesta formale per la concessione pluriennale a partire dal 2028 e la realizzazione degli impianti a terra compatibilmente con i processi autorizzativi portuali. L’insieme degli investimenti mira a migliorare l’efficienza operativa, ridurre le emissioni locali e valorizzare i servizi ai passeggeri.
Dal punto di vista istituzionale, l’eventuale estensione della concessione e la realizzazione del cold ironing richiederanno il coordinamento tra la compagnia, l’ente gestore del porto e le autorità competenti in materia ambientale e urbanistica, oltre a possibili interventi finanziari o di incentivo per accelerare la transizione energetica negli scali.
Nel complesso, il piano di Corsica Sardinia Ferries rappresenta un esempio di come gli operatori marittimi stiano integrando strategie ambientali nei propri programmi industriali, con ricadute su infrastrutture, occupazione e competitività delle rotte tra Francia e Italia.