Consultazioni della FCA aprono la strada a nuove regole di mercato in vista del 2027

Il regime normativo per le criptovalute promesso a lungo dal Regno Unito ha compiuto questa settimana un passo significativo: la Financial Conduct Authority (FCA) ha pubblicato una consultazione che definirà, in combinazione con la legislazione del HM Treasury, le regole operative per le società crypto nel Paese.

L’insieme delle proposte costituisce la spina dorsale di un quadro normativo che dovrebbe entrare in vigore nell’ottobre 2027, con l’obiettivo di conciliare crescita e innovazione da un lato e integrità del mercato e tutela dei consumatori dall’altro.

Per le imprese del settore la sfida principale sarà percorrere un periodo di transizione di circa diciotto mesi durante il quale la destinazione normativa diventa più chiara, pur restando ancora distante nella sua piena attuazione.

Dea Markova said:

“Questo è il momento decisivo per il Regno Unito: si tratta del regime definitivo per la regolazione dell’emissione e dell’intermediazione degli asset crypto.”

Un processo a fasi e il ruolo delle istituzioni

La consultazione attuale va inquadrata come una tappa di un processo più ampio e sequenziato, in cui il HM Treasury ha prima definito le attività regolate e quindi la FCA può introdurre requisiti di autorizzazione e regole dettagliate.

Sébastien Ferrière said:

“Negli ultimi dodici mesi le cose hanno preso una forma concreta: le consultazioni sono state numerose, ma ora stanno convergendo in un quadro coerente.”

Le fasi precedenti si erano concentrate su emissione e custodia dei stablecoin, requisiti prudenziali come capitale e piani di risoluzione, e sull’applicazione agli operatori crypto di obblighi già noti per il settore finanziario — governance, sistemi di controllo e resilienza operativa.

La consultazione più recente si focalizza invece sul mercato e comprende: piattaforme di scambio, intermediari, staking, DeFi, procedure di ammissione e disclosure, oltre a norme specifiche per gli illeciti di mercato nell’ambito crypto.

Un modello regolamentare ibrido

Una scelta strutturale fondamentale è stata l’estensione delle regole esistenti dei servizi finanziari alle attività crypto, anziché redigere un corpus normativo completamente separato come fatto dall’Unione Europea con la regolamentazione MiCA.

Secondo gli esperti, la FCA sta adottando un approccio ibrido: obblighi trasversali — integrità, gestione dei conflitti e trattamento equo dei clienti — vengono applicati sostanzialmente così come sono, mentre le regole di mercato vengono scritte su misura per le caratteristiche degli asset digitali.

Sébastien Ferrière said:

“Esiste un nuovo regime di ammissione e informativa e un nuovo quadro per gli illeciti di mercato: non si tratta di importare tali regole per i titoli e applicarle tout court, ma di adattarle ai parametri degli asset e dei servizi crypto.”

Il regolatore sta dunque cercando un equilibrio delicato: eccessiva permissività potrebbe essere interpretata come un trattamento di favore per il settore crypto, mentre norme troppo restrittive rischierebbero di spostare attività oltre confine. Il principio dichiarato è “stessi rischi, stessi esiti”, anche se le modalità applicative differiscono.

Vantaggi del ruolo di secondo arrivato

Un vantaggio strategico del Regno Unito è il tempismo: muovendosi dopo l’UE e in un contesto di dibattito ancora aperto negli Stati Uniti, il Paese ha potuto osservare le conseguenze delle scelte adottate altrove e trarne insegnamenti utili.

Dea Markova said:

“Il Regno Unito sta cercando attivamente di apprendere dalle esperienze di altre giurisdizioni; questo è evidente nelle proposte e nella narrativa politica.”

Questa cornice politica è rilevante perché molte decisioni operative di banche e gestori che integrano servizi crypto poggiano su valutazioni di rischio in aree dove la legge non è netta. Un contesto normativo chiaro e favorevole può quindi influenzare scelte strategiche e operazioni di mercato.

Il documento consultivo mostra anche divergenze deliberate rispetto all’esempio europeo, con trattamenti espliciti per staking, prestiti e finanziamenti e un riconoscimento pragmatico che la liquidità crypto è globale, non vincolata a un singolo mercato nazionale.

Punti critici ancora aperti

Nonostante il progresso, permangono incertezze sostanziali, soprattutto in relazione ai stablecoin e alla regolazione della DeFi.

Sui stablecoin i decisori hanno indicato la necessità di distinguere tra strumenti di pagamento e strumenti d’investimento per evitare di regolare come intermediari finanziari i commercianti che accettano token digitali. Rimangono però quesiti importanti: come saranno trattati i stablecoin emessi all’estero rispetto a quelli denominati in sterlina, quali obblighi di due diligence graveranno sulle piattaforme e in che modo politiche di regolamento troppo prudenziali potrebbero frenare l’adozione.

La DeFi rappresenta una sfida concettuale ancora più complessa: la FCA ha segnalato che attività sufficientemente centralizzate saranno soggette a regime di intermediazione tradizionale, ma molti servizi DeFi sono progettati per essere non-custodial.

Dea Markova said:

“Individuare un’entità responsabile e applicare un quadro custodiale non sempre risolve i rischi reali; per questo la regolamentazione della DeFi non è stata risolta definitivamente in nessuna giurisdizione.”

Questa tensione richiede soluzioni normative innovative che sappiano identificare responsabilità reali senza soffocare modelli decentralizzati che offrono benefici in termini di efficienza e accesso.

Proporzionalità e portata extraterritoriale

La grande prova di bilanciamento che emerge dall’analisi è la proporzionalità: la FCA dichiara di voler favorire un mercato competitivo e innovativo, ma l’insieme degli obblighi di condotta, gli standard di resilienza operativa e i requisiti di capitale determineranno concretamente l’attrattività del Regno Unito per gli operatori globali.

David Heffron said:

“È prematuro trarre conclusioni definitive, ma si tratta di un mercato significativo: mi sorprenderebbe se gli operatori internazionali non cercassero accesso alla liquidità del Regno Unito.”

Un’altra questione destinata a crescere in importanza è la portata extraterritoriale delle norme. Stabilire cosa significhi ‘operare nel Regno Unito‘ è già complesso nella finanza tradizionale; nel mondo crypto, intrinsecamente globale e digitale, le imprese potrebbero rientrare nel perimetro regolamentare prima del previsto, imponendo scelte su geo-blocking, ristrutturazioni o apertura di una presenza locale.

Cosa significherebbe il successo

Dalla prospettiva della FCA, un esito positivo significa investitori più informati, minore abuso di mercato, maggiore fiducia e concorrenza sostenibile. Le nuove regole di ammissione e disclosure mirano a standardizzare l’informativa sugli asset crypto, mentre le disposizioni sugli illeciti di mercato intendono contrastare manipolazioni e asimmetrie informative — prerequisiti per una partecipazione istituzionale più profonda.

Il prezzo da pagare è la compliance: il regime non è pensato per eliminare il rischio ma per assicurare che i partecipanti operino con informazioni più chiare e garanzie più solide.

Per ora il Regno Unito ha superato una soglia importante, passando da discussioni teoriche su ‘quadri’ a una definizione normativa concreta. Se la strategia di muoversi in seconda battuta si tradurrà in un vantaggio competitivo o semplicemente in un rinvio della chiarezza operativa sarà evidente quando le imprese decideranno se investire nella costruzione di attività rivolte al mercato britannico prima del 2027.