Blockchain e ia vibe-coding pronti a spodestare Amazon Web Services, sostiene un dirigente crypto

La crescente diffusione di strumenti AI-powered di tipo no-code, che permettono di creare applicazioni mediante comandi linguistici anziché con codice, e la loro possibile decentralizzazione tramite blockchain potrebbero mettere in discussione la supremazia di Amazon Web Services (AWS) nel mercato del cloud computing.

Queste piattaforme no-code democratizzano l’accesso alla creazione di prodotti digitali e alla personalizzazione delle esperienze utente, generando componenti applicative che richiedono aggiornamenti e manutenzione continui da parte di sistemi intelligenti.

Lomesh Dutta, vice president of growth della Dfinity Foundation, ha osservato che la combinazione di generazione continua e aggiornamento automatico da parte dell’AI rende necessario un livello di infrastruttura differente rispetto alle soluzioni software centralizzate.

Lomesh Dutta ha detto:

“Quando le applicazioni vengono generate e fatte evolvere continuamente dall’intelligenza artificiale, serve un’infrastruttura sicura, resistente alle manomissioni e in grado di rimanere online senza intervento umano costante.”

Lomesh Dutta ha aggiunto:

“Le reti decentralizzate basate su blockchain hanno introdotto un paradigma di calcolo rivoluzionario: eliminando i punti di controllo centrali, permettono di creare software sicuro, affidabile e tollerante ai guasti.”

Una larga parte di aziende legate alla crypto e progetti Web3 continua tuttavia a utilizzare infrastrutture centralizzate come AWS per ospitare applicazioni e siti rivolti ai consumatori, evidenziando la dipendenza operativa da provider cloud tradizionali.

Interruzioni di AWS e impatto sul settore crypto

Nel 2025 diversi episodi di interruzione dei servizi dei principali provider cloud hanno messo in luce le fragilità operative che interessano anche attori che si presentano come decentralizzati.

Un’interruzione avvenuta in aprile ha causato disservizi su exchange centralizzati come Binance, KuCoin e MEXC, inducendo alcuni operatori a sospendere temporaneamente prelievi e transazioni fino al ripristino dei servizi.

In ottobre si è verificata un’ulteriore interruzione con effetti significativi sull’app mobile di Coinbase, dove molti utenti hanno segnalato problemi di accesso, rallentamenti e difficoltà nei prelievi. Hanno riportato criticità anche piattaforme finanziarie come Robinhood e portafogli Web3 come MetaMask.

L’evento di ottobre, della durata di circa quindici ore, ha sottolineato quanto la resilienza operativa di numerosi progetti dipenda ancora da infrastrutture centralizzate nonostante la narrativa della decentralizzazione.

Jamie Elkaleh ha detto:

“La decentralizzazione ha avuto successo a livello di registro, ma non ancora a livello infrastrutturale.”

La critica al persistere di dipendenze centralizzate è condivisa anche da altri dirigenti del settore, come Carlos Lei, cofondatore del marketplace Uplink per infrastrutture fisiche decentralizzate (DePIN), che evidenziano la necessità di soluzioni infrastrutturali realmente distribuite.

Conseguenze tecniche e regolamentari

La transizione verso infrastrutture decentralizzate per sostenere applicazioni generate dall’AI presenta opportunità e sfide. Dal punto di vista tecnico occorrono soluzioni che garantiscano latenza bassa, scalabilità e coerenza nello stato delle applicazioni, oltre a meccanismi di governance e incentivi per mantenere la disponibilità.

Sul piano economico e regolamentare la diffusione di modelli infrastrutturali alternativi può incidere sulla concentrazione del mercato cloud, sulla sovranità dei dati e sulla compliance in materia di privacy e sicurezza. Autorità nazionali e organismi internazionali potrebbero intervenire per definire standard, requisiti di resilienza e obblighi di trasparenza.

Un percorso realistico verso una maggiore decentralizzazione è probabilmente ibrido: combinare capacità dei provider consolidati con reti decentralizzate può offrire prestazioni e resilienza, ma richiede interoperabilità, certificazioni e strumenti di monitoraggio adeguati.

Prospettive per il mercato del cloud e per il Web3

L’adozione di strumenti no-code basati su AI e l’adozione di architetture blockchain hanno il potenziale di riorientare la domanda verso infrastrutture che offrano maggiore autonomia operativa e resilienza distribuita. Tuttavia, la transizione richiederà investimenti in ricerca, sviluppo di protocolli e percorsi chiari per la migrazione delle applicazioni esistenti.

In sintesi, la combinazione di innovazioni applicative e modelli infrastrutturali alternativi potrebbe ridurre la dipendenza da singoli fornitori di cloud come AWS, ma il processo sarà graduale e influenzato da fattori tecnologici, economici e normativi.