Rimettere in causa il GENIUS Act: rischi senza benefici

Il GENIUS Act rappresenta un raro esempio di consenso bipartisan su una materia finanziaria complessa a Washington: dopo mesi di trattative e compromessi, il Congresso ha stabilito un quadro normativo sulle stablecoin pensato per tutelare i consumatori, favorire l’innovazione e consolidare il ruolo internazionale del dollaro.

Ora che i regolatori si apprestano ad avviare l’attuazione tecnica delle norme, alcune pressioni provenienti dalla lobby delle grandi banche cercano di riaprire questioni già definite attraverso la legislazione in corso sulla struttura del mercato, con il rischio di compromettere entrambi i processi.

Contesto e natura del compromesso

Il testo legislativo è il risultato di negoziati che hanno bilanciato interessi diversi: protezione dei risparmiatori, esigenze operative degli emittenti e preoccupazioni per la stabilità finanziaria. Il Congresso ha scelto di delegare scelte tecniche complesse ai regolatori federali, prevedendo un periodo di attuazione approfondito e con consultazioni pubbliche.

Complessità dell’attuazione regolamentare

L’attuazione del GENIUS Act non sarà né semplice né rapida. Al centro del lavoro ci saranno il Dipartimento del Tesoro, il Office of the Comptroller of the Currency e altri enti federali designati, che dovranno definire standard tecnici delicati: composizione delle riserve, requisiti di auditing e trasparenza, criteri di licenza e requisiti patrimoniali, nonché regimi di contrasto al riciclaggio e alle sanzioni adeguati per gli emittenti di stablecoin.

Queste decisioni modellano concretamente come le stablecoin verranno emesse e gestite nella pratica. Il processo regolamentare è appena iniziato e richiederà tempo, coinvolgimento pubblico e valutazioni approfondite, con orizzonte operativo che si estenderà ben oltre il 2026.

Pressioni per modifiche legislative

La pressione della lobby delle grandi banche mira a bypassare questo iter tecnico: alcuni attori chiedono al Congresso di introdurre per legge un divieto che impedisca a terzi di offrire rendimento o ricompense per la detenzione di stablecoin, con l’obiettivo di limitare la competitività del settore delle valute digitali ancorate.

Se tali richieste dovessero prevalere, si rischierebbe di soffocare l’offerta di servizi che oggi spingono l’innovazione nei pagamenti e nelle infrastrutture finanziarie digitali, riducendo le opzioni a favore degli emittenti tradizionali.

Analisi delle preoccupazioni sulla fuga di depositi

La tesi secondo cui una maggiore adozione delle stablecoin provocherebbe una migrazione massiccia dei depositi bancari o genererebbe rischi sistemici richiede un esame critico. Le stablecoin previste dal GENIUS Act sono interamente sostenute da riserve composte da liquidità e titoli di stato a breve termine, asset tra i più sicuri del sistema finanziario.

Le stablecoin regolate non svolgono trasformazione delle scadenze, non erogano credito né ricorrono a leve finanziarie: si tratta di strumenti progettati per la stabilità del valore, spesso impiegati per pagamenti, regolamenti e transazioni cross‑border in cui i sistemi tradizionali risultano più lenti e costosi.

Programmi di ricompensa e concorrenza di mercato

I programmi di ricompensa legati alla custodia o all’uso di stablecoin non si distanziano sostanzialmente dagli incentivi che i consumatori hanno sempre ricevuto da piattaforme terze: conti di gestione della liquidità, app di pagamento e servizi fintech offrono da tempo bonus o benefici per l’uso delle loro soluzioni.

Consentire a terze parti, in modo discrezionale e opzionale, di offrire vantaggi non differisce in modo sostanziale da promozioni su carte di credito o programmi miglia aerei promossi da operatori del settore tradizionale. Il GENIUS Act vieta infatti che l’emittente o l’asset stesso eroghino rendimento, ma permette che soggetti terzi propongano incentivi su base volontaria.

Questi programmi possono aumentare il potere d’acquisto dei consumatori. Se gli istituti bancari non offrono iniziative analoghe, è naturale che gli utenti cerchino alternative: la mobilità dei fondi tra banche, fondi del mercato monetario, conti di intermediazione e app di pagamento è un indicatore di concorrenza funzionante piuttosto che di una falla sistemica.

Sequenza regolatoria e ruolo del legislatore

Il Congresso ha deliberatamente affidato ai regolatori la gestione delle scelte tecniche complesse attraverso l’iter di rulemaking. Questa sequenza consente di raccogliere dati operativi, ricevere contributi dagli stakeholder e calibrare norme che siano efficaci e proporzionate.

French Hill, presidente della Commissione dei Servizi Finanziari della Camera, ha riconosciuto che questioni come packaging, distribuzione e programmi di terze parti sono più appropriate per il processo regolatorio in corso presso il Dipartimento del Tesoro.

Mantenere questa divisione di ruoli è importante anche per la stabilità politica: riaprire immediatamente accordi bipartisan ogni volta che un interesse consolidato si sente minacciato renderebbe impossibile raggiungere compromessi legislativi duraturi.

Proposta operativa e tempistica consigliata

La via responsabile è permettere ai regolatori di completare l’attuazione del GENIUS Act, affrontando le questioni tecniche lasciate intenzionalmente al rulemaking. Nel frattempo il Congresso dovrebbe concentrarsi sulla legislazione relativa alla struttura del mercato senza introdurre emendamenti che riaprano temi già risolti.

Dopo che l’attuazione avrà prodotto dati sull’uso delle stablecoin e i regolatori avranno accumulato esperienza pratica, il legislatore potrà valutare se siano necessari interventi mirati. Questa sequenza rispetta sia il processo legislativo che ha generato il GENIUS Act, sia il percorso regolatorio necessario per tradurne i principi in norme operative.

Conclusione

Il passaggio del GENIUS Act ha rappresentato un raro esempio di cooperazione bipartisan che ha posto la tutela dei consumatori al centro delle scelte. Per onorare quel lavoro è essenziale che l’implementazione proceda prima di qualsiasi modifica sostanziale: così si preserva la fiducia tra le forze politiche e si dà concreta possibilità di successo alla riforma della struttura dei mercati cripto.