Regione siciliana sblocca il Fondo per l’editoria
- 20 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Assemblea regionale siciliana ha approvato la norma inserita nella legge di stabilità 2026-2028 che istituisce il Fondo per l’editoria, segnando un passaggio politico e istituzionale atteso dopo due precedenti votazioni concluse senza esito favorevole. Il provvedimento è stato licenziato con voto palese e prevede risorse superiori a 4 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028, rivolgendosi a un ampio insieme di soggetti tra cui imprese editoriali cartacee e digitali, emittenti radiofoniche e televisive locali, agenzie di stampa e operatori dell’editoria libraria legata alla cultura regionale. La gestione finanziaria è affidata a Irfis FinSicilia, mentre le modalità operative saranno definite con un decreto dell’Assessorato regionale all’Economia.
L’impianto tecnico della norma
Il Fondo è predisposto come un plafond annuale che eroga risorse sotto forma di contributi a fondo perduto e di finanziamenti agevolati. Le risorse possono essere impiegate sia per investimenti — ad esempio aggiornamento tecnologico, riorganizzazione interna e infrastrutture — sia per esigenze di capitale circolante.
La norma prevede anche una riserva del 20% destinata alle testate emergenti attive da non più di 36 mesi, riservando priorità a spese riconducibili a nuove assunzioni o contratti con giornalisti iscritti all’Albo professionale, nonché agli interventi di innovazione digitale dei processi redazionali e distributivi. Questo orientamento mira a sostenere non soltanto la struttura aziendale, ma la qualità dell’informazione e la stabilità dell’occupazione giornalistica.
Accanto agli interventi per il settore editoriale, il dispositivo prevede uno stanziamento specifico per le emittenti televisive locali classificate nella Fsma dell’area tecnica 17: sono previsti 300 mila euro per il solo 2026 per compensare i costi di utilizzo della rete di trasmissione gestita da Rai Way.
Schifani: «Scelta doverosa per il pluralismo»
Renato Schifani ha commentato così l’approvazione:
“L’approvazione della norma sui fondi all’editoria rappresenta un risultato importante e atteso. È una scelta doverosa per rafforzare il pluralismo dell’informazione, un elemento essenziale per una democrazia matura.”
Il presidente della Regione ha presentato il Fondo non solo come misura di sostegno economico, ma come parte di una strategia più ampia volta a preservare il pluralismo informativo e a contrastare le fragilità strutturali del sistema dell’informazione locale, con particolare attenzione alle ricadute sull’occupazione nel settore.
Il ruolo della Stampa parlamentare: occupazione al centro
Nel dibattito parlamentare ha assunto un ruolo significativo la componente della Stampa parlamentare, ascoltata in audizione dalla Commissione Bilancio e rappresentata dal suo presidente, Alfredo Pecoraro. I cronisti parlamentari hanno ottenuto l’inserimento nel testo di criteri che privilegiano le testate che impiegano giornalisti con contratti riconosciuti.
L’obiettivo segnalato è evitare che il Fondo si trasformi in un sostegno generico alle imprese editoriali privo di ricadute occupazionali reali, indirizzando invece le risorse verso forme di lavoro stabile e professionalmente regolamentate. La Stampa parlamentare ha annunciato di monitorare con attenzione la fase attuativa per garantire l’effettiva applicazione di questi criteri.
La Fed: «L’informazione è infrastruttura civile»
Biagio Semilia, presidente della Federazione editori digitali, ha interpretato la decisione come un riconoscimento istituzionale del valore civico dell’informazione:
“Con questa scelta la Regione riconosce finalmente che l’informazione è un’infrastruttura civile fondamentale per la democrazia, in particolare nella sua dimensione locale e iper‑locale, che serve come primo presidio di pluralismo e controllo democratico sul territorio.”
La federazione ha sottolineato come il sostegno finanziario debba accompagnarsi a politiche che favoriscano l’innovazione digitale, la formazione professionale e modelli di business sostenibili per le testate online. Sul piano operativo restano decisive le disposizioni che saranno emanate dall’Assessorato regionale all’Economia e la capacità di Irfis FinSicilia di gestire i flussi finanziari in modo trasparente ed efficiente.
Più in generale, esperti e rappresentanti del settore richiamano l’importanza di definire criteri chiari per l’assegnazione delle risorse, meccanismi di rendicontazione e strumenti di monitoraggio che impediscano usi impropri dei fondi e ne massimizzino l’impatto sul pluralismo, sulla qualità dell’informazione e sulla tenuta occupazionale del comparto editoriale regionale.