Il ciclo quadriennale di Bitcoin si sta svolgendo come previsto
- 20 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi mesi è diventato comune mettere in discussione l’esistenza del ciclo quadriennale del Bitcoin, ossia la sequenza di forte crescita e successiva contrazione che storicamente si è ripetuta legata agli eventi di halving.
Alcuni osservatori autorevoli nel mondo della finanza tradizionale hanno sostenuto che, con l’arrivo di ETF, una regolamentazione più chiara e un’adozione istituzionale sempre più ampia, Bitcoin si sia ormai integrato nei mercati convenzionali e non abbia più motivo di seguire meccaniche cicliche del passato.
Il ciclo quadriennale spiegato
Il cosiddetto ciclo quadriennale è una configurazione di prezzo che si associa agli eventi di halving, che si verificano approssimativamente ogni quattro anni. Ogni halving dimezza la ricompensa data ai miner per la validazione di un blocco, riducendo quindi il tasso di nuova offerta di monete.
La teoria economica alla base di questo modello è semplice: una riduzione significativa dell’offerta, a parità di domanda, può generare uno shock di scarsità che innesca un forte aumento del prezzo. Storicamente a questa fase rialzista è seguita una caduta dell’ordine dell’80% e poi un lento consolidamento in vista del successivo halving.
Gli argomenti a favore della sua sopravvivenza o scomparsa
I sostenitori dell’idea che il ciclo sia ormai superato richiamano due elementi principali: l’ingresso di ETF e il crescente riconoscimento da parte di operatori istituzionali e regolatori, che avrebbero attenuato la natura “speculativa” e periferica dell’asset.
Secondo questo ragionamento, una maggiore liquidità, strutture di mercato più mature e prodotti finanziari regolamentati riducono la probabilità che Bitcoin risponda agli stessi impulsi ciclici osservati in un mercato meno sviluppato.
Prove storiche e andamento recente
Chi studia i grafici nota come i grandi rialzi e le conseguenti correzioni si siano manifestati dopo gli halving del 2012, del 2016 e del 2020; sulla scia di quel pattern si interpreta anche l’evento del 2024 e la fase successiva.
Nel ciclo più recente si è osservata una rapida ascesa che ha portato i prezzi a un picco in ottobre 2025, oltre i 125.000 dollari, seguita da un ritorno a una fase ribassista nella quale il mercato si trova attualmente.
Il punto di vista di Jurrien Timmer
Jurrien Timmer, direttore del global macro presso Fidelity, figura nota tra i sostenitori dell’analisi tecnica e macro, non rileva nei suoi indicatori elementi che facciano pensare a una fine definitiva del ciclo quadriennale.
Jurrien Timmer ha dichiarato:
“Se allineiamo visivamente tutti i mercati rialzisti, possiamo vedere che il massimo di ottobre, intorno a 125.000 dollari dopo 145 settimane di rally, si colloca abbastanza bene rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare.”
Nel suo commento Timmer ha inoltre osservato che le fasi ribassiste successive agli impulsi rialzisti tendono a durare approssimativamente un anno, configurando una sorta di “stagione fredda” per il mercato.
Jurrien Timmer ha aggiunto:
“La mia sensazione è che il 2026 potrebbe essere un ‘anno di pausa’ per il Bitcoin.”
Secondo Timmer, livelli di supporto importanti si individuano nella fascia compresa tra i 65.000 e i 75.000 dollari, dove il mercato potrebbe trovare stabilità prima di un eventuale nuovo ciclo.
Implicazioni per investitori e mercato
La discussione tra chi sostiene la persistenza del ciclo quadriennale e chi invece lo considera superato riflette due visioni diverse della natura di Bitcoin: asset ancora guidato da dinamiche di offerta-ridotta o strumento sempre più integrato nel sistema finanziario globale.
Per gli operatori la questione ha conseguenze pratiche su decisioni di asset allocation e gestione del rischio: riconoscere un possibile periodo di consolidamento o “anno di pausa” suggerisce un approccio più difensivo, mentre credere nella fine del ciclo potrebbe incoraggiare posizioni più orientate a lungo termine basate sull’adozione istituzionale.
In assenza di certezze assolute, l’evoluzione del mercato nei prossimi trimestri andrà monitorata alla luce dei fondamentali di offerta (prossimi halving), dell’andamento della domanda istituzionale e delle condizioni macroeconomiche che influenzano la propensione al rischio globale.