Filosa di Stellantis boccia il piano Ue: niente tabella di marcia chiara, a rischio la crescita

Bruxelles non ha fornito una «tabella di marcia» chiara nella revisione delle politiche climatiche che avrebbe permesso a Stellantis di aumentare gli investimenti in Europa, ha affermato il suo amministratore delegato.

Antonio Filosa ha dichiarato:

“Questo pacchetto non funziona. Non ci sono le misure urgenti necessarie per riportare il settore automobilistico europeo alla crescita.”

Filosa ha assunto la guida del gruppo a giugno; Stellantis è il gruppo che raggruppa marchi come Jeep, Fiat e Peugeot e rappresenta una delle maggiori realtà dell’industria automobilistica europea.

Lo scorso novembre Filosa aveva dichiarato che il gruppo avrebbe ampliato significativamente gli investimenti in Europa se Bruxelles avesse alleggerito il divieto relativo ai motori a benzina previsto per il 2035; alla luce delle proposte più recenti, tuttavia, ha segnalato preoccupazione rispetto alla prospettiva di nuovi capitali.

Antonio Filosa ha aggiunto:

“Senza crescita, diventa molto difficile pensare di investire di più. Senza investimenti aggiuntivi, è difficile costruire la catena di approvvigionamento resiliente che è vitale per i posti di lavoro, la prosperità e la sicurezza in Europa.”

Contesto della politica europea sul clima

La Commissione europea ha recentemente proposto modifiche alle normative sulle emissioni che rivedono l’obiettivo di emissioni nette pari a zero per il settore automobilistico entro il 2035. Tra le novità previste figurano deroghe che consentirebbero ai produttori di mantenere una quota residua di emissioni e di continuare a commercializzare alcuni motori a benzina e ibridi.

Le proposte includono anche l’obbligo di compensare le emissioni residue tramite misure come l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio e l’impiego di combustibili sostenibili. Queste compensazioni hanno suscitato preoccupazione tra alcuni operatori industriali, che temono costi aggiuntivi e incertezza normativa.

Per molte case automobilistiche la chiarezza regolamentare è fondamentale: decisioni prevedibili e tempistiche definite sono condizioni essenziali per pianificare investimenti a lungo termine, sviluppare catene di fornitura resilienti e salvaguardare l’occupazione. Senza segnali chiari, aumenta il rischio che gli investimenti vengano reindirizzati verso aree con normative e incentivi più favorevoli.

Nel dibattito politico ed economico si prospetta quindi la necessità di bilanciare l’ambizione climatica dell’UE con misure concrete di supporto all’industria: incentivi per la decarbonizzazione dei processi produttivi, sostegno alla ricerca su tecnologie pulite e percorsi di transizione per i fornitori per evitare ripercussioni negative sull’occupazione e sulla competitività europea.

In assenza di una roadmap chiara e di strumenti di accompagnamento efficaci, le tensioni tra obiettivi ambientali e capacità industriale rischiano di compromettere la fiducia degli investitori e la realizzazione di una transizione ecologica equa e sostenibile.



Author: Tony
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