Dai money transfer nell’Isee alla Tobin tax: cosa cambia con la manovra

Dalle novità relative ai money transfer nel calcolo dell’Isee fino al raddoppio della Tobin tax, ecco alcune delle principali modifiche contenute nella nuova versione della manovra, attualmente all’esame della Commissione Bilancio del Senato. Il Governo ha depositato un emendamento che ripropone anche misure su Transizione 4.0, Zes, Tf e interventi per mitigare il caro materiali nelle opere edili.

Money transfer nell’Isee

Le rimesse in denaro non accompagnate, note come money transfer, saranno incluse nel patrimonio considerato ai fini del calcolo dell’Isee quando si determina l’accesso a prestazioni agevolate. La modifica ha l’obiettivo di rendere più coerente il quadro contributivo rispetto agli aiuti e alle detrazioni legate al reddito e al patrimonio familiare.

L’effetto pratico potrebbe comportare una riduzione dell’ammontare dei benefici per alcune famiglie che ricevono trasferimenti regolari dall’estero o tramite servizi di rimesse, con ripercussioni su compartecipazioni tariffarie, bonus sociali e altri sostegni legati all’Isee. La misura dovrà essere dettagliata nelle norme attuative per definire soglie, modalità di conteggio e verifiche documentali.

Raddoppio della Tobin tax

La manovra prevede il raddoppio della Tobin tax, con effetti a partire da gennaio: l’aliquota sulle transazioni nei mercati regolamentati passerebbe dallo 0,1% allo 0,2%, mentre per le negoziazioni fuori da tali mercati l’aliquota salirebbe dallo 0,2% allo 0,4%.

Per le operazioni ad alta frequenza di negoziazione (high frequency trading) è prevista l’incremento dell’aliquota dallo 0,02% allo 0,04%. L’imposta si applicherà alle cessioni e ai trasferimenti di azioni e altri strumenti finanziari emessi da società residenti in Italia, nonché ai titoli rappresentativi corrispondenti e alle operazioni ad alta frequenza sui mercati nazionali.

Sono previste alcune esclusioni: non sarà soggetta all’imposta l’azione negoziata in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione emessa da società che, individuate annualmente dalla Consob, abbiano una capitalizzazione media nel mese di novembre dell’anno precedente inferiore a 500 milioni di euro. Inoltre, non si applicherà l’imposta quando il trasferimento della proprietà avvenga per successione o per donazione.

Secondo le stime riportate nella bozza, l’incremento delle aliquote dovrebbe generare entrate aggiuntive per le casse dello Stato pari a circa 337,3 milioni di euro a partire dal prossimo anno. L’impatto sul mercato e sugli operatori verrà valutato anche alla luce delle reazioni degli investitori e delle contromisure di mercato.

Acquisti online: contributo da 2 euro per i pacchi extra Ue

Dalla prima metà del 2026 è previsto l’introduzione di un contributo di 2 euro per i pacchi postali acquistati al di fuori della Unione europea con valore inferiore a 150 euro. Si tratta di una misura che incide prevalentemente sui piccoli acquisti effettuati da consumatori finali tramite venditori esteri.

Questa imposta nazionale si aggiunge a un contributo già previsto a livello europeo di 3 euro per la stessa tipologia di merci, la cui entrata in vigore è programmata per luglio 2026. Alcuni osservatori giuridici e rappresentanti dei consumatori hanno sollevato dubbi sulla compatibilità di un prelievo nazionale con il quadro doganale europeo, richiamando il principio di omogeneità delle norme doganali nell’ambito del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Il punto controverso riguarda la possibilità per uno Stato membro di introdurre tributi o oneri che incidano sulle importazioni in modo unilaterale, vista la competenza dell’Unione europea in materia di politica doganale. In caso di contestazioni, il Governo potrebbe essere chiamato a chiarire l’ambito di applicazione della misura o a prevedere soluzioni che garantiscano uniformità rispetto agli obblighi comunitari.

Affitti brevi

Nel testo in esame sono presenti disposizioni che riguardano il settore degli affitti brevi, con l’intento di migliorare la trasparenza fiscale e la conformità delle locazioni di breve durata. Le misure proposte mirano a rafforzare gli obblighi di registrazione, la comunicazione dei dati delle prenotazioni e la lotta all’evasione attraverso una maggiore cooperazione tra piattaforme digitali e amministrazioni locali.

L’obiettivo dichiarato è tutelare il mercato abitativo e i residenti, garantendo al contempo la concorrenza leale tra operatori e la corretta imposizione tributaria. Gli effetti sulla diffusione degli affitti turistici dipenderanno dalle modalità attuative, dalle sanzioni previste e dagli strumenti di controllo messi a disposizione degli enti locali.

Altre misure: Transizione 4.0, Zes, Tf e edilizia

L’emendamento contiene anche disposizioni che rilanciano il programma Transizione 4.0, finalizzato a sostenere gli investimenti in innovazione digitale e tecnologia per le imprese, e interventi sulle Zes (zone economiche speciali) per incentivare gli insediamenti produttivi nelle aree svantaggiate.

Viene inoltre richiamato il termine Tf tra le misure oggetto di intervento: la dicitura sarà precisata nel corso dell’esame parlamentare per definire ambito, beneficiari e modalità applicative. Per il settore dell’edilizia è prevista una serie di disposizioni volte a contenere l’impatto del rialzo dei prezzi dei materiali, attraverso forme di sostegno alle imprese e possibili rimodulazioni degli incentivi per gli appalti pubblici e privati.

Nel complesso, le modifiche inserite mirano a reperire risorse aggiuntive e a orientare la spesa pubblica verso digitalizzazione, investimento produttivo e tutela del settore abitativo. La versione finale della manovra dipenderà dall’esito dell’esame in Commissione e dall’eventuale confronto con altre forze politiche e con le autorità di regolazione competenti.



Author: Tony
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