Manovra, stop a Transizione 4.0 e al silenzio assenso sul tfr dei nuovi assunti
- 19 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo una giornata di contrasti politici, il lavoro notturno dei tecnici ha prodotto un nuovo emendamento alla manovra, recapitato nelle prime ore alla commissione Bilancio del Senato. Si tratta dell’ultima versione “mini‑maxi” prima che, con la consueta questione di fiducia, tutte le correzioni confluiscano nel solito maxi emendamento composto da centinaia di commi.
Sconti alle imprese rinviati
Nel nuovo testo è stato eliminato il rifinanziamento degli incentivi per le imprese legati alla Transizione 4.0 e la misura sulla Zes Unica del Sud, così come è stato cancellato il pacchetto previdenziale che nella giornata precedente aveva portato la maggioranza vicino a una crisi di Governo. L’obiettivo del Governo è rinviare gli sconti fiscali per gli investimenti tecnologici a un successivo decreto legge, atteso nella prossima settimana.
La soluzione tecnica proposta in precedenza nasceva per garantire i crediti d’imposta alle imprese escluse dagli incentivi denominati Transizione 5.0, a seguito della rimodulazione dei fondi concordata con la Ue. Nel confronto con Bruxelles i finanziamenti si sono ridotti da 6,4 a 2,6 miliardi, creando una lista d’attesa stimata dal ministero delle Imprese in circa 1,7–1,8 miliardi di domande.
Il correttivo governativo ritirato nella notte prevedeva tuttavia coperture per circa 1,3 miliardi: la discrepanza è in parte spiegata dalla scelta di riconoscere alle imprese escluse i benefici previsti dalla Transizione 4.0 anziché quelli più generosi della Transizione 5.0, con una riduzione effettiva degli incentivi erogabili.
In parallelo, è stato eliminato anche il finanziamento che sarebbe dovuto derivare da un maxi acconto di 1,3 miliardi a carico delle assicurazioni, legato al versamento anticipato dell’85% del contributo obbligatorio al servizio sanitario nazionale. Anche questo capitolo è rimandato e, secondo quanto previsto, potrebbe essere ridefinito in un decreto legge successivo con coperture alternative.
Addio a pensioni e Tfr
Come anticipato, l’emendamento ha escluso i commi più controversi in materia previdenziale: è stato abbandonato l’allungamento delle finestre per i pensionamenti anticipati e sono stati cancellati i tagli sui riscatti degli anni di laurea che erano già stati parzialmente stralciati nelle ore precedenti.
Analogamente è stato sospeso, almeno per il momento, il meccanismo del silenzio‑assenso sul Tfr per i neoassunti e la previsione di allargare la platea delle imprese tenute a versare le liquidazioni direttamente al Inps. Si tratta di misure che avrebbero inciso sia sui flussi di cassa delle imprese sia sui diritti dei lavoratori, per cui il rinvio attenua temporaneamente le tensioni politiche.
Ritenuta d’acconto per le fatture B2B
Nel testo dell’Esecutivo resta invece la proposta originaria della ritenuta d’acconto a carico delle imprese sulle fatture emesse nei rapporti business‑to‑business. Si tratta di una misura di contrasto all’evasione che prevede a regime una trattenuta dell’1% con un gettito stimato in circa 1,469 miliardi annui a partire dal 2029.
Per agevolare il passaggio è previsto un anticipo già nel 2028: una trattenuta ridotta allo 0,5% con un gettito pro‑forma stimato in circa 734,5 milioni. Questa soluzione intermedia mira a testare il nuovo meccanismo e a generare entrate immediate, ma comporta considerazioni operative rilevanti per contabilità e liquidità di imprese e professionisti.
Gli effetti pratici interesseranno la gestione dei pagamenti tra imprese, il cash‑flow delle società e gli aspetti amministrativi relativi alla certificazione delle ritenute, con possibili oneri aggiuntivi soprattutto per le piccole realtà che dovranno adattare i propri sistemi di fatturazione e controllo.
Prossime fasi e impatto politico
Il ritiro di alcuni articoli e il rinvio di misure sensibili segnano una fase di ricomposizione politica in vista del voto di fiducia. Le parti economiche interessate — dalle imprese tecnologiche alle assicurazioni fino ai sindacati — monitoreranno l’evoluzione normativa per valutare gli effetti sui piani di investimento e sui diritti dei lavoratori.
Nei prossimi giorni il Governo dovrà decidere se ripresentare le misure stralciate tramite decreti legge, ridefinire le coperture attraverso nuovi stanziamenti o rinegoziare elementi con la Ue e gli stakeholder nazionali. La scelta influenzerà non solo l’equilibrio della manovra ma anche la tenuta della maggioranza e il calendario parlamentare.
Sul piano tecnico resta inoltre aperta la questione della rimodulazione dei fondi europei e della capacità dello Stato di trasferire tempestivamente risorse alle imprese interessate, elemento che sarà centrale nelle prossime interlocuzioni tra ministeri e parti sociali.