BTC perde terreno rapidamente oltre i $89.000

Per la delusione dei rialzisti, i mercati delle criptovalute hanno ripreso giovedì la loro azione altalenante, con forti guadagni iniziali rapidamente annullati nel corso di poche ore.

In particolare, Bitcoin (BTC) ha mostrato un ribaltamento significativo: dopo aver toccato un massimo di sessione a $89.300 è scivolato fino a $85.500 nel giro di poche ore. Al momento della pubblicazione il prezzo si attestava intorno a $86.000, in calo di circa lo 0,8% nelle ultime 24 ore. Anche il Nasdaq ha perso parte dei massimi intraday — circa il 2% — pur registrando un progresso giornaliero del 1,7%.

I rialzi mattutini erano stati alimentati da un rapporto sull’inflazione più freddo del previsto: l’indice dei prezzi al consumo per novembre negli Stati Uniti è sceso a un tasso annuo dell’2,7% rispetto al 3,0% precedente. Questo risultato ha indotto alcuni operatori a rivedere le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve già a gennaio, fattore che in teoria favorirebbe gli asset rischiosi, comprese le criptovalute.

Perplessità sui dati sull’inflazione

Non tutti però hanno accolto il dato con entusiasmo: alcuni economisti hanno evidenziato anomalie nella componente affitti del rapporto, che potrebbero distorcere temporaneamente il confronto su base annua.

Omair Sharif ha osservato:

“Major issue was zeroing out rent/owner’s equivalent rent (OER) in October. Unless the BLS adjusts, it will artificially lower year-over-year CPI prints until April.”

Nick Timiraos ha scritto:

“This is totally inexcusable. The BLS just assumed rent/OER were zero for October … There is just no world in which this was a good idea.”

Queste osservazioni si riferiscono al trattamento della voce OER (owner’s equivalent rent) da parte del BLS (Bureau of Labor Statistics): se l’agenzia non rivedrà i dati, i confronti su base annua potrebbero risultare indebitamente compressi nei mesi a venire.

Al momento i mercati sembrano aver preso in considerazione questi dubbi: le probabilità implicite di un taglio dei tassi a gennaio non sono cambiate sensibilmente rispetto ai livelli precedenti, rimanendo su una probabilità ridotta — intorno al 24% secondo i derivati sui tassi.

Posizionamento nei mercati delle opzioni

Nel mercato delle opzioni sulle criptovalute si sono osservati segnali contrastanti tra Bitcoin e Ether (ETH), a indicare aspettative differenti tra i trader.

I dati provenienti da Wintermute evidenziano che l’attività sulle opzioni di Bitcoin indica una prospettiva di mercato più contenuta: molti operatori vendono protezione al ribasso sotto $85.000 mentre limitano l’esposizione al rialzo oltre $100.000, segnalando fiducia nel mantenimento dei supporti e basse aspettative per una rottura sostenuta a breve termine.

Wintermute OTC trading desk ha scritto:

“Pointing to confidence in support holding and limited expectations for a sustained breakout in the near term.”

Al contrario, le opzioni su Ether mostrano un maggior ricorso a strategie di copertura: sembra formarsi un supporto nella fascia $2.700–$2.800, mentre le call rialziste sopra $3.100 vengono vendute con decisione, suggerendo che i partecipanti cercano protezione dall’eventuale rialzo piuttosto che puntare su uno slancio forte.

Implicazioni per investitori e scenari

La combinazione di dati economici potenzialmente distorti e di un posizionamento prudente nel mercato delle opzioni implica che la volatilità potrebbe rimanere elevata. Se il BLS dovesse correggere le anomalie sull’OER, l’indice dei prezzi al consumo potrebbe risultare più alto nei mesi successivi, influenzando le aspettative di politica monetaria e, di conseguenza, il comportamento degli asset rischiosi.

Per gli operatori e gli investitori è quindi importante monitorare non solo i dati macroeconomici in uscita, ma anche le revisioni metodologiche e il posizionamento nelle opzioni, che possono offrire indicazioni utili sulla probabilità di movimenti direzionali significativi nel breve e medio periodo.