Bitcoin a 10.000 dollari nel 2026? potrebbe davvero succedere
- 18 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I mercati delle criptovalute restano sotto pressione mentre Bitcoin si mantiene attorno ai 87.000 dollari, con il posizionamento sulle opzioni e i commenti degli analisti che indicano crescenti rischi di una correzione più profonda che potrebbe protrarsi all’inizio del 2026.
L’ultimo rimbalzo sembra perdere slancio: i movimenti di prezzo sono sempre più caratterizzati da recuperi brevi seguiti da nuove vendite, fenomeno osservato negli ultimi giorni. Bitcoin ha raggiunto brevemente i 90.000 dollari mercoledì sera per poi riportarsi sotto gli 87.000 dollari, segnando una performance inferiore rispetto ai mercati azionari durante la recente ondata di incertezza macroeconomica.
I trader si stanno progressivamente posizionando per ulteriori ribassi, in particolare in vista della scadenza delle opzioni del 26 dicembre. I dati dai mercati dei derivati mostrano un forte accumulo di opzioni put con strike a 85.000 dollari, elemento che suggerisce aspettative di un possibile calo sotto quel livello nel breve termine.
I livelli di implied volatility a 30 giorni sono saliti verso il 45%, secondo rilevazioni di Derive.xyz, e lo skew resta nettamente negativo, a riflettere una domanda diffusa di protezione al ribasso. Anche lo skew sulle scadenze più lunghe si mantiene vicino a -5%, indicando che il sentiment ribassista si estende ben oltre l’inizio del prossimo anno.
Alex Kuptsikevich said:
“Si osserva un chiaro posizionamento difensivo in vista della chiusura d’anno. Il trend rialzista formatosi a fine novembre è stato interrotto e il mercato ora si muove più come durante la svendita di ottobre, con rimbalzi netti che non riescono a prendere slancio.”
Situazione su Ether e posizionamenti sulle opzioni
Ether presenta un profilo leggermente più equilibrato rispetto a Bitcoin. Lo skew sulle scadenze brevi di ETH resta negativo, ma quello sulle scadenze più lunghe si avvicina alla neutralità, segnalando una minore convinzione riguardo a un ribasso prolungato.
Nonostante ciò, i trader hanno accumulato un consistente cluster di put intorno ai 2.500 dollari in vista della scadenza del 26 dicembre, evidenziando un’area di attenzione significativa per il mercato.
Valutazioni cicliche e scenari di medio termine
Alcuni analisti mettono in guardia su un possibile cambiamento del ciclo di lungo periodo di Bitcoin. Mike McGlone, strategist per le materie prime di Bloomberg Intelligence, ha suggerito che la corsa verso i sei zeri osservata all’inizio dell’anno potrebbe aver innescato le condizioni per una correzione molto più ampia.
Mike McGlone said:
“L’impennata di Bitcoin verso i 100.000 dollari potrebbe aver avviato un ciclo di ritorno verso i 10.000 dollari, potenzialmente nel 2026. Le fasi di creazione di ricchezza estrema sono spesso seguite da rapide inversioni.”
Pur formulando questo avvertimento, McGlone osserva anche che Bitcoin ha mostrato una relativa tenuta: nei primi mesi del 2025 fino a metà dicembre il calo è stato contenuto intorno al 5%. Tuttavia, altri indicatori suggeriscono tensioni nel mercato dei detentori.
I dati di CryptoQuant indicano che i detentori a breve termine sono rimasti in perdita per oltre un mese, mentre le stime di Glassnode segnalano che i detentori a lungo termine hanno ridotto le loro posizioni di circa 500.000 BTC a partire da luglio, un fattore che può influire sulla liquidità disponibile e amplificare la volatilità nei periodi di pressione.
Fattori macro e leve finanziarie
Dal punto di vista macroeconomico, il taglio dei tassi operato dalla Federal Reserve quest’anno ha avuto un ruolo più da segnale che da catalizzatore diretto: ha indicato la fine della fase restrittiva, permettendo agli investitori di mantenere esposizioni al rischio anche durante i drawdown.
Alex Kuptsikevich said:
“Quella pazienza ha contribuito a spingere Bitcoin verso nuovi massimi all’inizio dell’anno. Ma la leva rimane elevata e l’ondata di liquidazioni di ottobre ha evidenziato quanto possa essere fragile la scoperta del prezzo quando il posizionamento diventa affollato.”
L’elevata leva finanziaria e i flussi concentrati su poche strategie possono quindi amplificare movimenti al ribasso. Per il 2026, i fattori da monitorare includono il contesto geopolitico, l’evoluzione dei tassi reali e le condizioni di leva nei portafogli istituzionali e retail.
Cosa osservare nelle prossime settimane
Nelle settimane a venire gli operatori dovranno tenere d’occhio i livelli di implied volatility, la concentrazione delle opzioni put alle scadenze chiave e i segnali sui detentori a breve e lungo termine per valutare la sostenibilità dei livelli di prezzo. Eventuali shock geopolitici o movimenti improvvisi nella liquidità potrebbero rapidamente riportare al centro della scena il rischio di ribasso.
In sintesi, i mercati appaiono preparati a una maggiore volatilità: al momento i rischi di downside sono tornati a dominare l’attenzione degli operatori mentre l’anno volge al termine.