La domanda interna rilancia l’anno dei robot

Rosa ha spiegato:

“L’auspicio è che i provvedimenti di incentivo in discussione siano effettivamente semplici da utilizzare e rapidamente operativi. Noi costruttori italiani di macchine utensili chiediamo chiarezza e immediatezza: perché la misura funzioni deve prevedere poca burocrazia ed essere erogata e resa disponibile fin dalle prime settimane del nuovo anno. Solo così un intervento che, sulla carta, ci pare complessivamente valido, potrà tradursi in benefici concreti per il manifatturiero del Paese. Apprezziamo inoltre l’annuncio recente del governo sulla pluriennalità della misura: disporre di un orizzonte 2026‑2028 consente alle aziende clienti di pianificare gli acquisti e ai costruttori di organizzare la produzione, distribuendo al meglio il lavoro rispetto alla capacità produttiva.”

Le misure a sostegno della domanda interna sono ancor più rilevanti in una fase in cui il motore storico del comparto — l’export — mostra segnali di debolezza. Se la produzione prevista per il 2025 mantiene una lieve crescita dell’1,5% raggiungendo 6,4 miliardi di euro, ciò è dovuto quasi esclusivamente agli ordini domestici, mentre le esportazioni registrano un calo superiore a 13 punti.

Andamento sui mercati esteri

Il rallentamento riguarda quasi tutti i principali mercati di sbocco nei primi nove mesi dell’anno, seppur per ragioni diverse. Negli Stati Uniti (-8,1%) la domanda è stata penalizzata dalla lunga incertezza sulle misure tariffarie, con effetti persistenti su componenti in acciaio soggette a dazi molto elevati per alcuni impianti. In Germania (-29,7%) pesa la complessità nella programmazione degli investimenti legati al settore automobilistico, tradizionale primo mercato per le macchine utensili. Un altro colpo importante proviene dalla Cina, dove tra gennaio e settembre i valori venduti sono più che dimezzati, segnalando un progressivo distacco della domanda cinese dalle importazioni in questo comparto.

Rosa ha aggiunto:

“L’indebolimento di alcuni mercati impone uno sforzo ancora maggiore per sviluppare relazioni commerciali sia con le aree tradizionali sia con quelle alternative, tra cui i paesi dell’Area del Mercosur. Per questo motivo è motivo di preoccupazione leggere che l’Italia potrebbe mettere in dubbio il prosieguo dell’iter per la chiusura dell’accordo Ue‑Mercosur, ormai giunto alla fase finale. Tornare indietro ora, in un momento delicato per il commercio internazionale, sarebbe un errore significativo.”

Prospettive e raccomandazioni per il settore

Ucimu stima per il prossimo anno una crescita contenuta, definita in media un “avanti adagio”: export sostanzialmente stagnante e consegne interne in aumento di circa cinque punti. Questa previsione potrebbe migliorare solo in presenza di un deciso rilancio degli incentivi, che richiedono tuttavia caratteristiche precise per essere efficaci.

Durante l’evento di Ucimu è stata posta la domanda:

“Chi di voi è soddisfatto del piano 5.0?”

Dalla platea di circa un centinaio di operatori non si è alzata alcuna mano, evidenziando una diffusa insoddisfazione. Il settore richiede misure chiare, con procedure snelle, tempi certi per l’erogazione e tempistiche notevoli sufficienti per permettere pianificazione degli acquisti e gestione produttiva. Una misura pluriennale ben definita facilita la programmazione industriale e la capacità di adeguare la produzione alla domanda, riducendo i rischi di sovraccarico o sottoutilizzo degli impianti.

Per ottenere un impatto duraturo è inoltre importante che le politiche industriali e commerciali siano coordinate con le strategie di politica estera e commerciale, per non indebolire la posizione competitiva delle imprese italiane sui mercati esteri e per sfruttare al meglio le opportunità offerte da nuovi accordi internazionali.



Author: Tony
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