Euronext taglia lo smart working e scatena i sindacati: pronti allo sciopero
- 17 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un annuncio inaspettato del CEO Stéphane Boujnah da Parigi ha scosso i dipendenti delle società di mercato del gruppo Euronext, con una ricaduta particolarmente significativa su Borsa Italiana. La decisione prevede che, a partire dalla prossima estate, il smart working venga fortemente ridotto: i dipendenti potranno lavorare in remoto soltanto un giorno alla settimana su tutte le piazze europee del gruppo.
La reazione
La notizia ha provocato una risposta immediata tra i lavoratori di Borsa Italiana. In un’assemblea molto partecipata, con circa 500 partecipanti, i presenti hanno affidato alle sigle Fabi, First Cisl e Fisac Cgil il mandato per aprire una trattativa complessa, valutando anche la possibilità di ricorrere allo sciopero se non si troveranno soluzioni condivise.
Una fonte sindacale ha spiegato:
“Il problema è che ormai si decide tutto a Parigi.”
Il volantino sindacale sottolinea:
“Si registra un contesto di crescente centralizzazione delle decisioni strategiche a livello di gruppo, con impatti potenzialmente negativi sulle attività italiane.”
Nell’azionariato di Euronext figura la presenza italiana di Cdp Equity (gruppo Cdp), con una partecipazione indicata intorno al 7,3% del capitale, alla pari della francese Caisse des Dépôts et Consignations. Questa composizione proprietaria rende il tema della governance e delle decisioni centralizzate particolarmente sensibile per le sedi nazionali.
Contesto e possibili sviluppi
La scelta di uniformare le regole sul lavoro a distanza in tutte le piazze del gruppo pone questioni complesse di coordinamento tra la governance centrale e le normative nazionali. In Italia le modalità di lavoro agile sono spesso regolate da accordi aziendali e contrattazione collettiva: ogni modifica unilaterale può dunque aprire un confronto sindacale su limiti, criteri di rotazione, sicurezza e tutela dei diritti dei lavoratori.
Dal punto di vista organizzativo, una drastica riduzione del smart working potrebbe influire su aspetti operativi e sulla gestione degli spazi fisici, oltre che sulle politiche di retention e attrazione del personale, soprattutto per le figure con competenze digitali e internazionali. Le aziende dovranno bilanciare esigenze di presidio delle attività di mercato con quelle di flessibilità richieste dai dipendenti.
Le prossime settimane saranno decisive: le rappresentanze sindacali contano di negoziare con l’azienda per ottenere garanzie, tempi e modalità di implementazione che rispettino gli accordi nazionali e le specificità operative italiane. Se la trattativa non porterà risultati soddisfacenti, le organizzazioni sindacali hanno già indicato la volontà di valutare azioni di mobilitazione.
Per il mercato e per gli investitori, il confronto sulla governance interna e sulle scelte organizzative di Euronext rappresenta un elemento da monitorare, sia per l’impatto sulla continuità operativa sia per le implicazioni strategiche sul ruolo e sull’autonomia delle singole piazze, tra cui Borsa Italiana.