Che futuro per il prezzo del bitcoin (btc) dopo il modesto rimbalzo a $87.000?

Le criptovalute si sono stabilizzate dopo la forte ondata di vendite di lunedì: bitcoin ha rimbalzato sopra i 87.000 dollari nella prima sessione degli Stati Uniti, attestandosi intorno a 87.018,43 USD.

La maggiore criptovaluta è salita di circa il 3% rispetto ai minimi della notte, mentre ether (ETH) ha mostrato una performance più debole, avanzando solo dell’1,4%. Tra le altcoin principali, BNB, XRP e SUI hanno evidenziato relativa forza, con guadagni compresi tra il 3% e il 6% nelle ore notturne.

Anche i titoli legati al settore crypto hanno recuperato terreno dopo le vendite di panico di lunedì: il veicolo che detiene bitcoin Strategy (MSTR) e il broker Robinhood (HOOD) sono saliti del 3%-4%, mentre Circle (CRCL), emittente dello stablecoin USDC da 78 miliardi di dollari, ha registrato un balzo del 9%.

In modo relativamente raro, le criptovalute hanno sovraperformato i titoli azionari statunitensi, che sul complesso segnavano modesti ribassi: il S&P 500 era in calo dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,3%.

Dati sull’occupazione e implicazioni per i tassi

Nel focus degli operatori sono tornati i dati sull’occupazione negli Stati Uniti, con una lettura di novembre che ha evidenziato un aumento preoccupante del tasso di disoccupazione fino al 4,6%, livello più alto in quattro anni.

La notizia ha impattato le attese sui tagli ai tassi: per il momento la debolezza del mercato del lavoro non si è tradotta in un aumento significativo delle probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed a gennaio, che restano contenute intorno al 24% stimato dai mercati.

Liquidazioni e dinamiche tecniche

I mercati derivati hanno sottolineato la cautela degli investitori: nelle ultime 48 ore si sono registrate liquidazioni di posizioni long per circa 750 milioni di dollari, di cui circa 250 milioni legati a futures su bitcoin. Queste dinamiche hanno rafforzato lo slancio ribassista nel breve termine.

Samer Hasn said:

“Il rimbalzo di BTC dal minimo di novembre vicino agli 80.000 dollari fino all’inizio di dicembre va interpretato come un ‘massimo correttivo’; la prossima gamba ribassista potrebbe portare a nuovi minimi sotto gli 80.000 dollari.”

Samer Hasn said:

“L’ambiente attuale è fragile e i mercati dei derivati lo dimostrano: molti operatori stanno uscendo o si mettono in attesa dei dati, rafforzando la pressione al ribasso. Senza un catalizzatore macro positivo che risetti il sentiment, bitcoin resta esposto a un’ulteriore discesa, con livelli sotto gli 80.000 dollari che diventano una possibilità concreta nel breve periodo.”

Prospettive e argomentazioni sull’accumulazione

Secondo alcuni strategisti, il mercato sta vivendo una battaglia a breve termine tra il rallentamento delle aspettative di allentamento monetario e l’attrattiva a lungo termine di BTC come riserva di valore. Questo crea un contesto in cui pressioni di vendita immediate possono alternarsi a fasi di accumulo da parte degli investitori più cauti.

David Hernandez said:

“La pressione di vendita immediata può emergere mentre i trader rivedono il profilo di rischio, costringendo BTC a difendere zone di supporto chiave. Tuttavia, la tensione economica di base rafforza l’argomentazione rialzista per un accumulo da parte del capitale intelligente: se la Fed fatica a domare l’inflazione senza provocare una recessione, la fornitura finita di bitcoin lo rende un asset rilevante.”

Nel complesso, il mercato rimane sensibile alle notizie macro e alle posizioni nei derivati: gli operatori dovranno monitorare da vicino i dati economici, le dichiarazioni delle autorità monetarie e l’evoluzione delle liquidazioni per valutare se il rimbalzo osservato rappresenti un’inversione duratura o soltanto un sollievo temporaneo.