Triassic Park, la valle dei dinosauri tra Livigno e Bormio: migliaia di orme si estendono per centinaia di metri
- 16 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel cuore delle Alpi, nella Valle di Fraele tra Livigno e Bormio, un fotografo naturalista ha individuato lo scorso settembre vaste camminate fossili impresse su pareti di dolomia quasi verticali: orme che si estendono per centinaia di metri e risalgono a oltre 200 milioni di anni fa.
Le pannellature rocciose conservano in condizioni eccellenti impronte con evidenti tracce di dita e artigli, riconducibili a passaggi su piane di marea databili alla fine del Triassico.
L’area è inaccessibile tramite sentieri tradizionali, perciò le indagini sul posto sono state pianificate utilizzando droni ad alta risoluzione e tecniche di telerilevamento per acquisire foto, modelli digitali e rilievi fotogrammetrici.
Materiale fotografico, evidenze geo‑paleontologiche e filmati realizzati dal Nucleo Carabinieri “Parco dello Stelvio” di Valdidentro sono stati presentati per la prima volta in occasione di una conferenza stampa tenuta a Palazzo Lombardia, nell’ambito dell’iniziativa denominata Triassic Park: migliaia di orme di dinosauri scoperte nel Parco Nazionale dello Stelvio.
Attilio Fontana ha detto:
“Una scoperta davvero eccezionale. Un regalo che la storia fa alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi: la testimonianza di un passato che risale a oltre 200 milioni di anni fa e che evidenzia come, nel cuore delle Alpi, tra Livigno e Bormio, siano conservate le tracce di dita e artigli di dinosauri impresse su piane di marea alla fine del Triassico.”
Il più importante giacimento di tracce fossili del Triassico in Europa
Analisi svolte per conto del Parco Nazionale dello Stelvio dal Museo di Storia Naturale di Milano e dall’Università di Bergamo indicano che il sito potrebbe rappresentare il più rilevante giacimento europeo di impronte risalenti al Triassico. Tale valutazione si basa sulla estensione, lo stato di conservazione e sulla varietà delle tracce osservate.
La scoperta assume una rilevanza pubblica accentuata poiché avviene alla vigilia di un grande evento internazionale: molte delle gare olimpiche e paralimpiche si svolgeranno infatti nelle vicinanze, aumentando l’attenzione di istituzioni, studiosi e pubblico verso il patrimonio paleontologico locale.
Metodi di studio e prospettive scientifiche
Per documentare e interpretare le orme si impiegheranno tecniche non invasive come il rilievo fotogrammetrico con droni, scansioni LiDAR e analisi stratigrafiche delle superfici carbonatiche. Questi strumenti consentono di ottenere modelli 3D dettagliati utili per la misurazione delle dimensioni, la morfologia degli appoggi e la ricostruzione degli spostamenti degli animali.
Lavori di laboratorio e studi comparativi condotti da paleontologi e ichnologi aiuteranno a individuare le possibili affinità tassonomiche, le modalità di movimento e gli aspetti paleoecologici del sito. Il contributo di istituzioni museali e universitarie sarà fondamentale per datare con precisione i livelli sedimentari e collocare le tracce nel contesto geologico regionale.
Dal punto di vista gestionale, la scoperta solleva la necessità di bilanciare la protezione scientifica del bene con la fruizione pubblica e la tutela del Parco Nazionale dello Stelvio: saranno valutate misure di conservazione, limiti di accesso e protocolli per eventuali campagne di scavo controllato, in conformità alle normative di tutela del patrimonio naturale.
Nel complesso, il ritrovamento apre nuove opportunità di ricerca sul passaggio tra Triassico e Giurassico, offre materiale rilevante per la didattica e la divulgazione scientifica e richiede una governance coordinata fra istituzioni locali, centri di ricerca e autorità nazionali per garantire studi accurati e la salvaguardia a lungo termine del sito.