Inflazione, Istat: a novembre scende all’1,1%, ai minimi da gennaio
- 16 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel mese di novembre l’inflazionein Italia ha registrato una variazione congiunturale pari a -0,2% e una crescita tendenziale dello 0,1% in termini annuali pari a +1,1% (dal +1,2% del mese precedente); la stima preliminare era +1,2%.
Secondo l’Istat:
“L’inflazione scende all’1,1%, il livello più basso registrato da gennaio.”
Dinamica complessiva e fattori determinanti
La riduzione della variazione tendenziale è stata influenzata principalmente dal rallentamento dei prezzi di alcune categorie chiave: gli Alimentari non lavorati, gli Energetici regolamentati e una parte dei servizi di trasporto. In parte ha compensato questa tendenza l’attenuazione della flessione dei prezzi degli Energetici non regolamentati.
La crescita del prezzo del cosiddetto carrello della spesa è scesa a +1,5% su base annua (da +2,1%), mentre l’inflazione di fondo — cioè l’indicatore al netto di energetici e alimentari freschi — si è attestata al +1,7% (da +1,9%). L’inflazione acquisita per il 2025 risulta pari a +1,5% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo.
Le voci che spiegano il rallentamento
La decelerazione tendenziale di novembre è dovuta in misura rilevante al calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +0,9%), degli Alimentari non lavorati (da +1,9% a +1,1%) e degli Alimentari lavorati (da +2,5% a +2,1%). Si sono ridotti anche i rincari per i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e per i Servizi relativi alle comunicazioni, mentre si è ampliata la flessione dei prezzi degli Energetici regolamentati.
Questi effetti sono stati solo parzialmente bilanciati dalla ripresa, seppure moderata, dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -4,9% a -4,3%). La crescita tendenziale dei prezzi dei beni è scesa da +0,2% a +0,1%, mentre quella dei servizi è passata da +2,6% a +2,3%, riducendo il differenziale tra i due comparti a +2,2 punti percentuali (da +2,4 p.p.).
Variazione congiunturale e indici complementari
La flessione mensile dell’indice generale è stata determinata soprattutto dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei Servizi relativi ai trasporti (rispettivamente -1,6% e -1,3%), effetto in buona parte stagionale. Questi cali sono stati solo in parte compensati dall’incremento dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+0,7%) e da un lieve aumento degli Alimentari non lavorati (+0,4%).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato la stessa variazione congiunturale di -0,2% e una crescita tendenziale pari a +1,1% (in rallentamento da +1,3% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
L’indice FOI — l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi — evidenzia per novembre una variazione congiunturale di -0,1% e una variazione tendenziale del +1,0%.
Contesto istituzionale e implicazioni economiche
Il rallentamento dell’inflazione ha implicazioni dirette per la politica monetaria e per le scelte di bilancio: il percorso dei prezzi influenza le decisioni della Banca Centrale Europea in materia di tassi e fornisce elementi utili per la pianificazione del governo e per le trattative salariali. Un’inflazione moderata sostiene il potere d’acquisto delle famiglie, ma resta importante monitorare le dinamiche di prezzo nei settori energetico e alimentare, che possono essere più volatili.
La persistenza di un’inflazione di fondo superiore all’unità percentuale segnala che una parte della pressione sui prezzi è ancora strutturale; per questo motivo le istituzioni e gli operatori economici continueranno a osservare con attenzione i dati mensili per valutare l’eventuale necessità di interventi di politica economica o misure di tutela sociale.
In sintesi, il quadro statistico di novembre descrive un’inflazione in diminuzione rispetto ai mesi precedenti, con segnali favorevoli per il breve periodo ma con elementi di cautela legati alla possibile volatilità delle componenti energetiche e alimentari. I prossimi aggiornamenti forniranno indicazioni più chiare sull’evoluzione della tendenza inflazionistica e sugli effetti sulle decisioni delle autorità economiche.