Dai farmaci un nuovo slancio all’export: +2,3% a ottobre

Istat segnala per ottobre una crescita complessiva delle vendite estere italiane: il valore dell’export ha registrato un aumento medio del 2,3%, mentre i volumi sono saliti dello 0,5% rispetto al mese precedente.

Dinamica per mercati e flussi

I progressi sono più marcati verso i mercati extra-UE, dove le esportazioni tendenziali sono cresciute del 4,1%, a fronte di un incremento molto più contenuto verso i paesi dell’UE (+0,5%). Anche le importazioni mostrano un aumento in valore del 3,4%, con una componente extra-UE più sostenuta (+4,2%) rispetto all’area UE (+2,7%); in termini di volumi le importazioni sono salite del 4,4%.

Settori trainanti e criticità

Tra i comparti che più hanno contribuito alla crescita tendenziale si distinguono gli articoli farmaceutici (categoria che comprende prodotti chimico-medicinali e botanici), con una variazione positiva significativa, e i metalli di base e i prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti). Al contrario, diversi settori manifatturieri evidenziano segnali di rallentamento: in particolare il segmento degli autoveicoli ha mostrato una flessione importante, penalizzando anche la performance mensile verso mercati chiave come la Germania.

Il calo delle vendite di auto ha contribuito a un risultato negativo nella bilancia commerciale mensile con la Germania, dove gli acquisti di prodotti italiani sono diminuiti dello 0,4% nel mese considerato, nonostante miglioramenti in altri settori.

Andamento nei primi dieci mesi dell’anno

Nel periodo gennaio‑ottobre il saldo dell’export italiano è risultato positivo, con un incremento complessivo del 3,4%: le vendite estere sono salite a circa 537 miliardi di euro, con un aumento di 17,7 miliardi rispetto all’anno precedente.

Gran parte della crescita nei dieci mesi è attribuibile al settore della farmaceutica, che ha messo a segno una progressione rilevante e ha generato vendite estere per circa 59 miliardi di euro, pari all’11% dell’export totale. La sola farmaceutica ha contribuito per quasi 15 miliardi all’incremento complessivo delle esportazioni.

Questa forte concentrazione sulle vendite di prodotti farmaceutici spiega in parte la dinamica particolarmente favorevole verso paesi come la Svizzera (crescita tendenziale molto elevata) e i Stati Uniti, dove l’aumento delle esportazioni italiane è stato rilevante e in buona parte influenzato dall’andamento del comparto farmaceutico.

Importazioni e flussi da aree specifiche

Sul fronte delle importazioni si segnala un significativo incremento delle vetture provenienti dalla Cina: tra gennaio e ottobre le importazioni di auto dalla Cina sono cresciute a doppia cifra, con un aumento intorno al 56% e un valore complessivo pari a circa 1,7 miliardi di euro, che rappresenta il 5% dell’import totale della categoria.

Implicazioni economiche e considerazioni di policy

I dati ufficiali forniti da Istat mostrano un quadro in cui la resilienza dell’export italiano dipende in misura significativa da pochi settori, in particolare dalla farmaceutica. Questa concentrazione solleva questioni di politica industriale riguardo alla necessità di diversificare i mercati e rafforzare i comparti manifatturieri tradizionali per mitigare rischi legati a shock settoriali o a oscillazioni della domanda estera.

Per le istituzioni europee e nazionali la sfida sarà accompagnare la transizione produttiva con politiche che favoriscano investimenti in ricerca e sviluppo, sostenibilità e internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, oltre a monitorare gli squilibri commerciali con partner strategici come la Germania, la Cina e i mercati extra-UE.



Author: Tony
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