Campari e Lagfin siglano accordo da 405 milioni con l’Agenzia delle Entrate in quattro anni

Lagfin, la holding lussemburghese della famiglia Garavaglia che detiene il controllo di Campari, ha concordato una transazione con la Agenzia delle Entrate che prevede, in cambio dell’abbandono della pretesa erariale, il pagamento dilazionato di complessivi 405 milioni di euro.

Il piano prevede il versamento di una prima rata pari a 152 milioni entro il 31 dicembre 2025, finanziata con risorse disponibili e già accantonate dalla holding, e il saldo mediante rate trimestrali di pari importo a partire da giugno 2027 e fino al 30 settembre 2029.

Lagfin ha dichiarato:

“Abbiamo sempre operato nel pieno rispetto di tutte le normative applicabili, inclusa quella fiscale italiana, e riteniamo che la exit tax non fosse applicabile. Nonostante la convinzione che in contenzioso avremmo avuto ragione, un contenzioso si sarebbe inevitabilmente prolungato per anni attraverso i vari gradi di giudizio e avrebbe potuto riverberarsi negativamente sul prezzo del titolo Campari. A tutela di tutti gli azionisti, abbiamo quindi aderito a una transazione: la custodia del controllo di Campari è il nucleo dell’oggetto sociale di Lagfin e riteniamo nostro dovere fare il necessario per preservare l’interesse degli investitori e mantenerli indenni da vicende che non riguardano la società.”

Dettagli dell’accordo

La transazione chiude la controversia fiscale con un pagamento complessivo concordato e scaglionato. Il primo importo, fissato a 152 milioni di euro, sarà corrisposto entro la fine del 2025 con fondi già stanziati dalla holding. Le rimanenti somme saranno suddivise in rate trimestrali di pari ammontare con inizio a giugno 2027 e termine al 30 settembre 2029, secondo il calendario concordato tra le parti.

Che cos’è la exit tax

La exit tax è uno strumento fiscale che mira a tassare plusvalenze latenti quando soggetti o attività patrimoniali vengono trasferiti all’estero o quando si verifica un mutamento della residenza fiscale. Le controversie su questo tema riguardano spesso la determinazione del valore imponibile, la data di rilevanza fiscale e l’applicabilità delle norme nazionali rispetto ai trattati internazionali.

Ragioni della transazione

Secondo la holding, la scelta di transigere è motivata dalla volontà di evitare un contenzioso prolungato che, pur non mettendo in discussione il controllo societario su Campari, avrebbe potuto generare incertezza sui mercati e influire sul valore del titolo. La transazione è quindi descritta come una misura di tutela degli interessi degli azionisti e della continuità gestionale.

Impatto sugli azionisti e sul mercato

La chiusura della controversia mediante accordo elimina un elemento di rischio giudiziario e di visibilità mediatica che avrebbe potuto influenzare la percezione degli investitori. La decisione di utilizzare risorse già accantonate per la prima tranche del pagamento è destinata a limitare l’impatto sulle attività operative e sulla gestione finanziaria del gruppo controllante.

Conseguenze legali e fiscali

La transazione dovrebbe porre fine alla disputa con la Agenzia delle Entrate relativamente alla specifica pretesa, riducendo l’incertezza legale per la holding e per Campari. Tuttavia, accordi di questo tipo non sanciscono necessariamente un principio generale sul trattamento fiscale delle operazioni similari e non sostituiscono un pronunciamento giudiziario che chiarisca in via definitiva l’applicazione della normativa.

Nel complesso, la soluzione negoziata mira a preservare la stabilità della governance, a proteggere il valore per gli azionisti e a limitare l’esposizione a ulteriori costi e alla durata incerta di un eventuale contenzioso.



Author: Tony
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