Le ore negli Stati Uniti crollano sotto i 87.000 $

La maggior parte delle criptovalute ha registrato perdite durante le ore mattutine di negoziazione negli Stati Uniti, proseguendo un chiaro schema di sottoperformance rispetto al mercato azionario americano.

Durante la notte Bitcoin si era mantenuto appena sotto i 90.000 dollari, ma nella mattinata statunitense è sceso fino a circa 86.800 dollari, evidenziando una volatilità significativa nel breve periodo.

iShares Bitcoin ETF (IBIT) ha mostrato dinamiche di rendimento divergenti tra le sessioni after-hours e quelle intraday.

Bespoke Investment ha osservato:

“Da quando l’ETF ha iniziato a essere scambiato, se si fosse posseduto solo dopo la chiusura (comprare alla chiusura, vendere all’apertura successiva) il rendimento sarebbe stato +222%. Se invece si fosse investito solo durante la giornata (comprare all’apertura, vendere alla chiusura) sarebbe stato -40,5%.”

Anche i titoli correlati al settore crypto hanno aperto la settimana in calo: Strategy (MSTR) e Circle (CRCL) hanno perso circa il 7%, Coinbase (COIN) oltre il 5%, mentre le piattaforme di trading come Robinhood (HOOD) ed eToro (ETOR) hanno accusato ribassi più contenuti, attorno al 2%.

Gemini (GEMI), che aveva registrato forti rialzi verso la fine della settimana precedente in seguito all’approvazione per nuovi servizi di mercato predittivo, ha invece retracciato circa il 10% nella sessione di lunedì.

I titoli delle società di mining di criptovalute hanno continuato la loro inclinazione al ribasso: tra questi CleanSpark (CLSK), Cipher Mining (CIFR), Hut 8 (HUT) e TeraWulf (WULF) hanno registrato cali superiori al 10%.

Questo andamento è in parte riconducibile al legame stretto che molti miner hanno con il tema dell’infrastruttura dei data center, un segmento che la settimana scorsa ha risentito di prese di profitto e di preoccupazioni legate alle prospettive di investimento nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

Notizie macroeconomiche in agenda

La settimana sarà caratterizzata da appuntamenti macro importanti che possono influenzare la direzione dei mercati finanziari e delle criptovalute. Negli Stati Uniti il Bureau of Labor Statistics pubblicherà i rapporti sull’occupazione relativi a ottobre e novembre: dati occupazionali solidi o segnali di accelerazione salariale potrebbero frenare le aspettative di alleggerimento della politica monetaria della banca centrale.

L’andamento del mercato del lavoro è uno dei fattori chiave che la Federal Reserve considera nel decidere se procedere con tagli dei tassi. Al momento i mercati scontano ancora la possibilità di riduzioni dei tassi a partire all’inizio del 2026; dati migliori del previsto potrebbero rimandare tale ipotesi, con effetti sui mercati azionari, sui rendimenti obbligazionari e, per correlazione, sui prezzi delle criptovalute.

Sul fronte internazionale, è attesa una decisione della Bank of Japan, che potrebbe aumentare il tasso di riferimento per la prima volta dopo quasi un anno: una mossa del genere avrebbe ripercussioni su valuta e mercati obbligazionari globali e richiederà attenzione da parte degli investitori che seguono flussi di capitale e posizionamenti in asset rischiosi.

In Europa, la Bank of England e la European Central Bank terranno riunioni di politica monetaria più avanti nella settimana. Le loro decisioni e le relative comunicazioni forniranno indicazioni sulla traiettoria dei tassi nell’area euro e nel Regno Unito, influenzando liquidità, tassi di cambio e sentimen-to degli investitori.

Complessivamente, la combinazione di risultati macro statunitensi, decisioni delle principali banche centrali e l’evoluzione del contesto tecnologico-industriale (in particolare intorno ai data center e alle applicazioni di intelligenza artificiale) definirà l’orizzonte di rischio e rendimento per gli asset digitali nei prossimi giorni.