Da gennaio il gasolio sale, ma le multe non aumentano

Da gennaio gli automobilisti italiani potrebbero trovarsi a pagare di più per il carburante e per alcune voci assicurative, mentre le sanzioni stradali resteranno al momento invariate grazie a un intervento governativo che blocca l’aggiornamento automatico degli importi.

Congelamento degli aumenti delle multe

Decreto Milleproroghe ha disposto il blocco dell’adeguamento delle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada, evitando così un incremento percentuale che sarebbe scattato all’inizio dell’anno.

Senza questa misura, alcune multe avrebbero subito rincari di circa il +2%: ad esempio la sanzione per divieto di sosta sarebbe salita da 42 a 43 euro, l’accesso non autorizzato alle Ztl da 87 a 89 euro, il superamento dei limiti di velocità oltre 60 km/h da 845 a 862 euro e il passaggio con semaforo rosso da 167 a 170 euro.

Si tratta del terzo blocco consecutivo dell’adeguamento delle tariffe delle sanzioni: la prima sospensione era stata introdotta con la legge di bilancio per il 2023 con l’intento di contenere l’impatto sui bilanci familiari in una fase di criticità economica, estesa successivamente anche per il 2025. L’ultimo aumento registrato sui valori delle multe risale al 2019.

Codacons ha ricordato la sequenza di proroghe e ha sottolineato che la sospensione ha evitato incrementi che, pur numericamente contenuti, avrebbero inciso sul costo delle infrazioni per i cittadini.

Riallineamento delle accise: il gasolio più caro

Un altro effetto della normativa riguarda il riadeguamento delle accise sui carburanti: per il gasolio è prevista una maggiorazione dell’accisa di 4,05 centesimi di euro al litro, misura che secondo le stime porterà alle casse dello Stato circa 552 milioni di euro nel 2026.

Considerando l’IVA al 22%, il rincaro teorico per un pieno di 50 litri risulterebbe pari a circa 2,47 euro rispetto ai prezzi attuali. Su base annua, ipotizzando due pieni al mese, l’incremento per singola autovettura può essere stimato in circa 59,3 euro.

Al contempo è prevista una lieve riduzione dell’accisa sulla benzina, ma esperienze passate hanno mostrato che i ribassi alla pompa non sempre si traducono immediatamente in un calo significativo dei prezzi; in occasione di un aumento accise avvenuto a maggio il prezzo del gasolio era infatti subito salito, mentre la diminuzione sulla verde aveva avuto effetti contenuti.

Il riallineamento delle accise risponde a logiche di gettito e di armonizzazione fiscale, ma ha impatti diretti sulla spesa quotidiana delle famiglie e sulle scelte di mobilità.

Possibili rincari dell’Rc auto

Nell’ambito dell’emendamento omnibus al disegno di legge di bilancio è stata prevista la modifica di alcune aliquote che incidono sulle polizze automobilistiche: l’aliquota relativa ai rischi di infortunio del conducente e all’assistenza stradale passerà dal 2,5% al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026.

La misura è stata quantificata con un gettito atteso di circa 115 milioni di euro nel prossimo anno e potrebbe tradursi in un aumento dei premi assicurativi a carico degli utenti, a seconda dei meccanismi di calcolo applicati dalle compagnie.

Codacons segnala il rischio di ulteriori incrementi del costo dell’Rc auto, che già negli ultimi anni ha mostrato una tendenza al rialzo: secondo i dati Ivass il prezzo medio di una polizza è cresciuto complessivamente del 17,5% passando da una media di 353 euro a gennaio 2022 a circa 415 euro nel secondo trimestre del 2025.

Questi aumenti si inseriscono in un contesto più ampio di pressioni sul bilancio familiare e sollevano questioni di politica pubblica riguardo al bilanciamento tra entrate fiscali e tutela del potere d’acquisto dei cittadini.

Implicazioni e quadro politico

Le decisioni contenute nel pacchetto normativo combinano esigenze di gettito con interventi temporanei di sollievo per i cittadini: il blocco dell’adeguamento delle multe limita l’aumento delle sanzioni, mentre il riallineamento delle accise e le modifiche alle aliquote assicurative perseguono obiettivi di entrata fiscale.

Sul versante politico queste scelte possono generare dibattito tra chi le interpreta come necessarie per sostenere i conti pubblici e chi le considera un aggravio sulla spesa delle famiglie. In ogni caso, l’effetto combinato sull’economia domestica dipenderà dall’entità dei rincari alla pompa, dall’eventuale trasferimento dei costi assicurativi e dalle contromisure che potranno essere adottate a livello locale o nazionale.



Author: Tony
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