Il più grande gestore patrimoniale del Brasile consiglia agli investitori di destinare fino al 3% a bitcoin per coprirsi da shock valutari e di mercato
- 13 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Itáu Asset Management, il principale gestore patrimoniale privato del Brazil, suggerisce agli investitori di destinare una quota compresa tra l’1% e il 3% del portafoglio a Bitcoin (BTC), attorno ai 90.000 dollari statunitensi al momento della nota di fine anno.
Raccomandazione e motivazioni
A firmare la nota è stato Renato Eid, responsabile delle strategie beta e degli investimenti responsabili per Itáu Asset Management. Nel documento si sottolinea come la scarsa correlazione di Bitcoin con gli asset tradizionali locali lo renda uno strumento utile per diversificare il rischio complessivo del portafoglio.
La raccomandazione si allinea alle indicazioni diffuse da altri grandi gestori internazionali: nelle scorse settimane Bank of America ha autorizzato consulenti patrimoniali a proporre allocazioni fino al 4% in BTC, mentre BlackRock ha indicato una soglia orientativa del 2%.
Renato Eid ha scritto:
“L’idea non è trasformare i criptoasset nel nucleo del portafoglio, ma includerli come componente complementare, dimensionata in funzione del profilo di rischio dell’investitore.”
Andamento di mercato e impatto valutario
Nel corso dell’anno Bitcoin è salito fino a toccare livelli record prossimi a 125.000 dollari, per poi ritracciare vicino ai 90.000 dollari. Per gli investitori locali la volatilità è stata amplificata dalle oscillazioni della valuta nazionale.
Prodotti negoziati in Brasile, come l’ETF BITI11, hanno visto la loro performance espressa in Reais influenzata dall’indebolimento della moneta locale. Tuttavia, in fasi di tensione del mercato globale, la natura internazionale del BTC ha offerto in alcuni casi una forma di copertura rispetto alle variazioni locali.
Indicazioni operative e gestione del rischio
Nel commento Itáu invita a un approccio prudente: non trasformare le criptovalute nell’elemento centrale della strategia, ma considerarle come parte limitata e mirata del portafoglio, coerente con l’orizzonte temporale e la tolleranza al rischio dell’investitore.
Renato Eid ha scritto:
“Serve moderazione e disciplina: stabilire una fetta strategica (per esempio l’1%–3% del portafoglio totale), mantenere una prospettiva di lungo periodo e resistere alla tentazione di reagire al rumore di breve termine.”
Secondo la nota, una piccola esposizione costante a Bitcoin può fungere da copertura parziale e permettere di accedere a rendimenti globali non correlati, soprattutto mentre le correlazioni tra asset tradizionali risultano meno stabili. La raccomandazione evidenzia inoltre l’importanza di valutare modalità di accesso differenti — come ETF, fondi istituzionali o detenzione diretta — e di considerare aspetti normativi e di custodia specifici per il mercato brasiliano.
Infine, la nota richiama la necessità per consulenti e investitori di integrare queste esposizioni in una strategia complessiva, calibrando l’allocazione in base agli obiettivi finanziari e alla capacità di assorbire forti oscillazioni di prezzo.